non so se ne avete già parlato, ma apprendo ora, dopo aver letto on line il commento ad una sentenza della Cassazione, che non è reato l'uso in ambito professionale di software illegale né la duplicazione di programmi a fini NON commerciali.
Questa è la distinzione fondamentale: se duplico software e lo vendo, allora sono passibile di denuncia penale e relative sanzioni civilistiche(risarcimento del danno). Se però l'uso di questo software mi serve per l'esercizio della mia attività, allora non sono denunciabile.
Nell'articolo però non si specifica se ci sono o meno conseguenze di altro genere, ad esempio il sequestro del software detenuto illegalmente e di tutti i files che ne sono derivati.
E per i privati? Vale lo stesso principio di chi usa software craccato in ambito domestico?
intanto il software viene concesso in licenza a chi lo acquista, e il suo uso viene regolato da queste licenze, in questo caso quindi decade tutto?
ps: nell'articolo è scritto "privi di licenza" che immagino si intenda l'attivazione o il codice di licenza, ma la licenza che intendo io fa comunque parte del software ed è infatti sempre contenuta insieme al software
alfax ha scritto:Nell'articolo però non si specifica se ci sono o meno conseguenze di altro genere,
In fondo all'articolo:
"Usare software senza la relativa licenza è una condotta illecita che può, comunque, costare cara, sebbene solo in termini economici, a chi la pone in essere. "
Se non ricordo male la notizia era molto vecchia, bisognerebbe sapere se ci sono aggiornamenti.
La prima legge della dietetica sembra essere: se il sapore è buono, a te fa male.
la sintesi della sentenza:
"L’utilizzo di software pirata che non rientra in una delle due categorie commerciale ed imprenditoriale non è sanzionabile penalmente"
Corte di Cassazione, Sentenza 22 dicembre 2009, n. 49385
Quindi, due possono essere le categorie incriminabili: un uso commerciale, a fini di lucro, e un uso imprenditoriale, a fini professionali di chi esegua questa attività in modo abituale e continuativo.
Da ciò che capisco, un privato, che non rivende a terzi il software illegale e che lo fa sporadicamente, senza inventarsi un'attività professinale illecita di questo genere, non è punibile penalmente ma - immagino - possa essere chiamato in in sede civile a rispondere dei danni.
Nella sentenza si parla di professiniosti, tanto è vero che la Finanza denunciò un architetto. Mi chiedo però se lo stesso principio sia applicabile anche ai privati.
Secondo me, anche i privati, che non esercitino un'attività illecita e lo fanno sporadicamente, non dovrebbero essere punibili penalmente.
Se non erro, la Microsoft ha rinunciato a perseguire penalmente chiunque utilizzi software craccato, limitandosi a bloccarlo ogni volta che ci si collega a Windows Update. E' corretto?
Le male lingue dicono che i programmatori Microsoft inseriscano volutamente diversi bug nelle prime versioni del SO o di Office, al fine di scoraggiare la diffusione di copie instabili e piene di errori...sarà vero?
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