
Il nome in codice interno era «Spud», come una patata. Ma quello che OpenAI ha rilasciato oggi - giovedì 24 aprile 2026 - è tutto fuorché un tubero qualunque. GPT-5.5 arriva a meno di due mesi di distanza da GPT-5.4 e rappresenta, nelle parole dell'azienda, «il nostro modello più intelligente e intuitivo». Dietro il linguaggio da comunicato stampa c'è però una direzione precisa: un'intelligenza artificiale che non si limita a rispondere alle domande, ma che opera autonomamente su un computer, pianifica sequenze di azioni complesse e scrive codice con un livello di giudizio che OpenAI paragona a quello di un ingegnere software senior. La domanda non è più se l'AI cambierà il modo in cui sviluppiamo software. È quanto velocemente lo stia già facendo. [continua..]
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