Video tv on demand: come cambiano scenari globali

I dati sono chiari: lo streaming video ha rivoluzionato il modo contemporaneo di guardare la tv e, di conseguenza, il modo delle aziende di fare advertising.

Cresce il consumo dei video on demand. Il 70% dei giovani oggi si informa prevalentemente con la rete e con i social network, primo tra tutti Facebook. Facebook è anche il luogo dove vengono fruiti la maggior parte dei contenuti audiovisivi, tanto che oggi anche l’advertising si concentra sulla piattaforma: considerando il solo esempio italiano si nota che il 68% dell’intero panorama pubblicitario online si svolge proprio su Facebook e Google.

Se consideriamo invece i dati degli investimenti fatti in advertising su video nel 2016 a livello globale, si nota che questi sono stati pari a 21 miliardi di dollari, il 10% di tutto l’advertising fatto on line. E nel 2017 la Interpublic Group, una delle principali agenzie pubblicitarie del pianeta, ha annunciato che sposterà una parte cospicua del suo budget dalla televisione ai video on line.

La situazione italiana conferma questo trend: un rapporto di Itmedia Consulting mostra che la tv via Internet è destinata a raggiungere entro il 2018 il 20% di tutto il mercato delle pay per view, sottraendo spettatori ad altre piattaforme. Si registra in particolare una crescita del Video On Demand che, si stima, in soli due anni, dal 2016 al 2018, raddoppierà la sua quota di mercato.

Netflix e Amazon si contendono il primato mondiale. Il mercato appena descritto è caratterizzato da nuovi colossi. Primo tra tutti Netflix, che ha raggiunto ormai una quotazione in borsa da capogiro, quasi 100 milioni di utenti e una presenza in tutto il mondo, ad eccezione della Cina. Il valore dell’azienda è destinato a crescere, dato che ormai un americano su tre dichiara di non riuscire a rinunciare all’offerta video on demand di quest'ultima, con una percentuale che aumenta tra i ragazzi fino ai 24 anni (uno su due in questo caso).Parte degli investimenti di Netflix è poi destinata alle produzioni originali, con 90 prodotti tra serie e film ambientate in diversi paesi, tra cui l’Italia.

Anche Amazon fa i conti con il mercato audiovisivo. Partendo dall’ampia rete di clienti fidelizzati, ha lanciato a dicembre 2016 in 200 Paesi, tra cui l’Italia, il servizio AmazonVideo, precedentemente rodato negli Stati Uniti. Si tratta di un servizio cui possono accedere tutti e non solo gli abbonati di Amazon Prime, anche se questi hanno la possibilità di utilizzare il servizio in modo gratuito. Anche Amazon, come il competitor Netflix sta poi destinando parte dei suoi investimenti alle produzioni originali. Anzi sembra che, nonostante i cospicui investimenti fatti a questo proposito da Netflix, sia proprio Amazon destinata a dominare questa fetta del mercato, grazie ai maggiori capitali disponibili, ai dati profilati provenienti dai suoi numerosissimi clienti nel mondo e alla possibilità di raggiungere facilmente anche clienti dall’elevata disponibilità di spesa. Riguardo il mercato italiano, pare che Amazon abbia già manifestato il proprio interesse a partecipare all’asta per l’attribuzione dei diritti del calcio per il triennio 2018-2021, mossa questa che potrebbe accelerare ulteriormente la sua penetrazione nel mercato.

Per approfondimenti sul mondo del cinema e dei film on line, si può consultare la fonte dell’articolo http://cineguru.screenweek.it