Google alza il tiro nella corsa all'intelligenza artificiale conversazionale in tempo reale. Il 26 marzo 2026 ha lanciato Gemini 3.1 Flash Live, un modello ottimizzato per le conversazioni vocali che promette risposte più rapide, una comprensione più profonda del contesto e la capacità di gestire conversazioni di durata superiore al doppio rispetto al predecessore. Il rilascio è immediato e su vasta scala: consumatori, sviluppatori e aziende ricevono accesso contemporaneamente. Il messaggio è chiaro: Google vuole che la voce diventi l'interfaccia primaria per interagire con i suoi servizi, e vuole che accada adesso.
GrapheneOS ha tracciato una linea netta. Il sistema operativo basato su Android, sviluppato da un'organizzazione non-profit e orientato alla sicurezza e alla privacy, ha dichiarato pubblicamente che non si conformerà alle leggi emergenti sulla verifica dell'età a livello di sistema operativo. Il messaggio è diretto: piuttosto che raccogliere dati anagrafici degli utenti, il progetto è disposto a rinunciare alla vendita dei propri dispositivi nei mercati che lo richiedono.
L'intelligenza artificiale (AI) generativa sta cambiando profondamente il modo in cui creiamo contenuti. Poiché TurboLab.it è una community aperta, nella quale chiunque può pubblicare una notizia, una guida o un articolo sul mondo della tecnologia, è naturale che qualche utente abbia iniziato a proporre materiale generato, in parte o completamente, proprio tramite AI. È dunque necessario chiarire la nostra posizione editoriale in merito
L'indiscrezione che circolava da mesi ora ha preso una forma decisamente più concreta. Secondo una fonte interna con conoscenza diretta delle operazioni, OnePlus si prepara a chiudere le attività e sospendere le vendite in Europa già a partire da aprile 2026. Per chi possiede un dispositivo OnePlus o stava valutando un acquisto, il quadro è tutt'altro che rassicurante.
Un SSD Samsung 990 Pro da 2 TB al 40% sotto il prezzo di listino, consegnato il giorno dopo l'ordine. Windows lo riconosce regolarmente, CrystalDiskInfo mostra tutto in ordine, l'etichetta è perfetta. Poi provi a copiare un file e la velocità di lettura sequenziale è 20 MB/s. Non 20 GB/s, ma proprio venti megabyte al secondo. Più lento di una chiavetta USB 2.0. Benvenuti nell'era dei falsi SSD che superano i controlli di base e crollano sotto qualsiasi carico reale.
Un router domestico che accetta modifiche al firmware, senza chiedere credenziali. Non è lo scenario di un esercizio accademico di sicurezza. È quello che poteva succedere - e forse è successo - sui router della serie Archer NX di TP-Link, una famiglia di dispositivi con connettività 5G e Wi-Fi 6 piuttosto diffusa in Europa. TP-Link ha pubblicato il 25 marzo 2026 un avviso di sicurezza che copre quattro vulnerabilità ad alta gravità. La più critica permette a un attaccante non autenticato, sulla stessa rete locale, di caricare firmware arbitrario sul dispositivo. Tradotto: compromissione totale, silenziosa, senza che l'utente debba fare nulla.
Ventisette ore di autonomia. Su un portatile da 16 pollici con processore x86. Non un tablet con schermo e-ink dimenticato in modalità aereo, ma un Dell XPS 16 con CPU Intel Panther Lake che naviga sul web via Wi-Fi. Il dato arriva dai test di Notebookcheck e, se confermato nella versione finale del prodotto, segna un punto di svolta nella competizione tra architetture per il dominio dell'efficienza energetica nei notebook.
Mentre in ambito aziendale vengono svolte periodicamente delle ispezioni (audit) per la cybersecurity, all'utente domestico spesso non resta che arrangiarsi da autodidatta o chiedere consiglio nei forum o ai chatbot dell'IA.
Non hai tempo di seguirci tutti i giorni? Nessun problema! Ecco a te il riepilogo di quanto proposto da TurboLab.it nel corso della settimana in conclusione.