Bastano pochi errori per trasformare un articolo altrimenti validissimo in un pezzo dall'aspetto dilettantistico e poco curato. Fortunatamente, è sufficiente un po' d'attenzione ed il rispetto di qualche regola per fare la differenza.

Grammatica, congiuntivi e altre "ovvietà"

La prima indicazione è anche la più importante: ricordare le più basilari regole della lingua italiana! Questo non significa perdere ore alla ricerca di ogni minimo errore di battitura (che, sebbene evitabili tramite la revisione con il correttore ortografico, possono essere scusati fino a quando sono in numero ridottissimo)!

Significa, piuttosto, far attenzione alla concordanza tra le parti variabili del discorso (scriviamo uno schermo e una tastiera rossi, ho scritto numerose lettere, un ragazzo e una ragazza italiani), usare le accentate quando obbligatorio (ne voglio ancora, non se ne parla contrapposto a né con me né con te oppure portare con ), il verbo avere in terza persona (essi hanno) da non confondere con il periodo temporale (365 giorni sono un anno) oppure il verbo essere in terza singolare (è bello) rispetto alla congiunzione (questo e quello).

L'articolo indeterminativo vuole l'apostrofo solo quando il nome è femminile: un'altra volta e un altro giorno.

Ancora: sta, po', ce oppure c’è, da oppure , fa oppure fa', va oppure va’: è fondamentale scriverli in maniera appropriata al contesto.

I congiuntivi, per quanto ostici, vanno usati in maniera opportuna.

I nomi dei mesi (gennaio, febbraio,...) e dei giorni della settimana (lunedì, giovedì) richiedono sempre la lettera minuscola.

Riferimenti sintetici per consultazione rapida:

Frasi lunghe e periodi articolati

A meno che non siate particolarmente abili con la scrittura, usate frasi brevi (persino "telegrafiche"!) seguite da un punto fermo e da un nuovo periodo breve.

Combinando questo suggerimento alla moderazione con l'uso delle virgole (dovrebbe essere una conseguenza dei pensieri succinti) e il tempo verbale presente, il risultato sarà più che buono.

Nomi propri e corretta grafia

Vi piace quando vi chiamano storpiando il cognome? Allo stesso modo, è fondamentale scrivere correttamente i nomi propri di marchi e prodotti.

I motori per database MySQL e SQLite sono ottimi esempi: è semplicemente errato utilizzare questi nomi in qualunque altro modo: Mysql, My SQL, Sqlite e qualsiasi altra variante sono da "penna rossa", senza possibilità di appello (se non in casi estremamente specifici, come i domini mysql.com e sqlite.com oppure i file come mysql.exe e sqlite.exe).

La versione del sistema operativo Microsoft del 2001 si chiamava Windows XP, mentre quella del 2009 era Windows 7: Windows Xp, WinXP, Windows7, Windows Seven, o qualsiasi altra forma differente, per quanto "popolare" possa essere, sminuisce l'articolo e l'abilità di chi lo scrive.

Firefox è inaccettabile come FireFox, il nome corretto del lettore multimediale è VLC media player, l'azienda alle spalle della distribuzione Linux si chiama RedHat.

Micro-Soft è, forse, qualche piccola S.n.c. che tenta di richiamare l'autorevolezza del colosso alle spalle di Windows: Microsoft.

I fortunati dispositivi mobili prodotti da Apple hanno tutti l'iniziale minuscola seguita dalla maiuscola, iPod, iPhone, iPad, e sfruttano il sistema operativo iOS (mentre i router Cisco montano IOS). I computer propriamente detti, invece, si chiamano Mac e montano OS X. Al contrario, MAC è un termine legato alle reti, mentre OSx, Osx e le altre storpiature non sono nulla di riconoscibile.

Il modo migliore per non sbagliare è far riferimento al sito ufficiale o alla finestra informazioni su. Le grafiche o la pagina di Wikipedia non sempre sono riferimenti affidabili in materia (il logo di Mozilla, ad esempio, riporta inspiegabilmente l'iniziale minuscola).

Nota: alcuni nomi di prodotto sono combinati in maniera formalmente inscindibile con quello del produttore. È il caso di Firefox, la cui dicitura realmente corretta è Mozilla Firefox, oppure Microsoft Office Word oppure Avira Free Antivirus. In questi casi, è accettabile utilizzare solo il nome contratto.

MHz, kB, MB: le unità di misura

Mb è l'abbreviazione di megabit, mentre MB sta per megabyte. Più in generale, con la b minuscola si identifica il bit, mentre con la B maiuscola il byte (in tutti i casi, le singole parole bit e byte vogliono la lettera minuscola, così come i loro multipli).

Per quanto riguarda i prefissi del Sistema internazionale di unità di misura (SI) che compongono i multipli, gli unici validi sono:

  • kilo (k, quindi kb e kB)
  • mega (M, quindi Mb e MB)
  • giga (G, quindi Gb e GB)
  • tera (T, quindi Tb e TB)
  • peta (P, quindi Pb e PB)

Ve ne sono altre, inutilizzabili nell'informatica di consumo, ma si nota che sono tutti scritti con l'iniziale maiuscola, ad eccezione del kilo. È quindi estremamente sciatto scrivere tanto KB (il kilobit si identifica come kb e il kilobyte come kB) quanto mb (il megabit si identifica come Mb e il megabyte come MB).

Il discorso merita di essere ripreso per l'unità di misura della frequenza, chiamata hertz (Hz). Accostando questo suffisso ai prefissi citati in precedenza, si ottiene il Megahertz (MHz, ovvero M come Mega e Hz come Hertz) e il Gigaherz (GHz). Appare evidente quindi che Mhz e Ghz non sono scritture valide.

Nota: sebbene più precisi, i prefissi per multipli binari (kibi, mebi, gibi, eccetera) rimangono sconosciuti ai più. Di conseguenza, l'uso delle misure tradizionali è altamente preferibile.

Riferimenti:

acronimi e abbreviazioni

Sebbene si tratti più di una convenzione che non di una regola, gli acronimi quali CPU, RAM, USB, SSD, PC, CD-ROM e via dicendo dovrebbero essere sempre scritti completamente in maiuscolo (fanno eccezione alcuni termini, elevati a nomi propri e difficilmente rintracciabili in campo informatico, come Fiat, Tim o Saab) e senza punti fra le lettere.

I corrispondenti nomi comuni, come processore, memoria, o sistema operativo, non richiedono invece la maiuscola.

In linea di massima, è altamente consigliabile usare nomi estesi, evitando completamente abbreviazioni superflue come s.o. per sistema operativo, mobo per scheda madre, distro per distribuzione ed altre compressioni che possono essere sconosciute a chi legge (oltre a richiamare lo stile approssimativo dei blogger amatoriali),

Usa l'italiano, quando possibile

In un articolo scritto in italiano, è bene sforzarsi di trovare equivalenti nella stessa lingua dei termini inglesi, anche quando questo richiede un minimo di ricerca.

Chiaro è che Windows, software, hardware e computer rimarranno inalterati, ma tool può facilmente diventare strumento, update un più consono aggiornamento, boot un più comprensibile avvio, regular expression un più accademico espressioni regolari eccetera.

Il plurale di lingua straniera

Inserendo parole straniere in un contesto italiano, è preferibile mantenerle al singolare. Scriveremo quindi i tool per ottimizzare, al posto de i tools, così come le policy sul server e non le policies. Allo stesso modo, scarico i video è preferibile a i videos tanto quanto gli update in contrapposizione a gli updates.

In nessun caso, comunque, queste parole dovranno assumere la lettera maiuscola.

Le affermazioni "statistiche"

Affermazioni come "lo smartphone più usato al mondo", "fra i software più diffusi" e via dicendo sono soprassedibili nella lingua parlata, ma sono estremamente pericolose in forma scritta. Si tratta di frasi forti, che devono essere provabili (leggasi: deve essere effettivamente vero che, su un campione di popolazione, proprio quello è il più usato, o che il programma in questione è fra i primi per numero di installazioni).

Sebbene possa bastare un link esplicito ad uno studio di mercato per renderle accettabili, la scelta migliore è probabilmente quella di evitare del tutto perifrasi di questo tipo.

"Il migliore", "il più veloce", "completamente sicuro"

Come diretta conseguenza di quanto detto sopra, dire "l'antivirus migliore" , "il sistema operativo numero uno" senza prima aver fatto un'approfondita trattazione e comparazione fra le caratteristiche mina fortemente la credibilità di tutto il resto.

Anche qui, meglio farne a meno.

"La Microsoft": corretto, ma da evitare

I nomi propri di azienda non dovrebbero mai essere preceduti dall'articolo. Microsoft ha rilasciato è più gradevole di la Microsoft. Non è una regola fissa ma... ricordalo per fare bella figura!