OpenBSD 7.9 è ora disponibile per il libero download: scheduler ibrido, Wi-Fi 6 e ibernazione ritardata (aggiornato: 20 maggio 2026, ore 08:10)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: ieri alle 08:10
- Pubblicato: 15 ore fa
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Il 19 maggio 2026, con la puntualità di un orologio svizzero, il progetto OpenBSD ha pubblicato la versione 7.9 del proprio sistema operativo. È la sessantesima release nella storia del progetto - un traguardo che pochi sistemi operativi open source possono vantare, e che conferma la cadenza semestrale mantenuta con disciplina quasi ossessiva dal 1996. Per chi non lo conoscesse, OpenBSD è il sistema Unix-like che ha fatto della sicurezza proattiva la propria ragione d'essere: fondato da Theo de Raadt nell'ottobre 1995 come fork di NetBSD 1.0, nel corso di tre decenni ha generato codice finito dentro macOS, Android, LLVM e persino Windows 10. Questa nuova versione porta miglioramenti significativi allo scheduler del kernel, al supporto hardware, alla connettività wireless e alla virtualizzazione.

La novità più rilevante sul piano architetturale riguarda lo scheduler del kernel, riprogettato per gestire sistemi con core CPU che operano a velocità diverse. Su piattaforme amd64 e arm64, la variabile sysctl hw.blockcpu consente di escludere dalla pianificazione specifiche classi di core: SMT, performance, efficiency o core più lenti. Nell'era dei processori ibridi - gli Intel con architettura big.LITTLE e gli ARM con configurazioni analoghe - non tutti i core sono equivalenti, e forzare un carico di lavoro sensibile alla latenza su un core ad alta efficienza può rivelarsi controproducente.
Sul fronte delle prestazioni del kernel, OpenBSD 7.9 sostituisce il CAS spinlock nei mutex con un parking lock, riducendo la contesa in scenari con molti thread concorrenti. Sempre su amd64 e arm64, la gestione parallela dei page fault è ora abilitata. Il limite massimo di CPU supportate su amd64 sale a 255, e viene corretta un'anomalia che affliggeva sistemi con oltre 512 GB di RAM.
Chi usa OpenBSD su un portatile apprezzerà la nuova funzione di ibernazione ritardata. Quando il sistema viene sospeso, può ora risvegliarsi automaticamente dopo un intervallo configurabile e passare direttamente in ibernazione, evitando il lento dissanguamento della batteria che affligge la sospensione tradizionale. Il ritardo si imposta tramite il sysctl machdep.hibernatedelay, espresso in secondi. È una soluzione elegante a un problema che gli utenti Linux conoscono bene - e che molti risolvono con script artigianali decisamente meno puliti.
Il sottosistema DRM è stato aggiornato alla base del kernel Linux 6.18.22, garantendo compatibilità con GPU più recenti. Su arm64, OpenBSD 7.9 aggiunge il supporto per i SoC RK3588 e RK3576 di Rockchip - chip molto diffusi nelle single-board computer di fascia alta - e per il controller SDHC Genesys Logic GL9755, presente in alcuni portatili con Apple Silicon.
Su amd64, oltre all'aumento del limite CPU, arriva il supporto per il microcontrollore AMD SMU nel driver amdpmc e una mitigazione per una perdita di stato floating-point sui processori AMD Zen e Zen+. Che OpenBSD continui a distribuire mitigazioni hardware per architetture non recentissime dice molto sull'approccio del progetto alla sicurezza.
La piattaforma riscv64 riceve il supporto per i sistemi basati sul SoC SpacemiT K1, con driver per clock, GPIO, PCIe ed Ethernet. Non mancano interventi su architetture meno comuni: correzioni per sparc64, miglioramenti alle barriere di memoria su powerpc64, ottimizzazioni del TLB shootdown su alpha e diversi aggiornamenti per sistemi big-endian. La vocazione alla portabilità, qui, è quasi una questione di principio.
Il supporto wireless compie un passo avanti concreto. OpenBSD 7.9 introduce il supporto base per 802.11ax (Wi-Fi 6), i canali a 160 MHz sulla banda 5 GHz per il driver iwx, e il supporto radio Wi-Fi 6E per i dispositivi BZ sempre tramite iwx. I Protected Management Frames (PMF) sono ora disponibili per i driver iwm, iwx e qwx. Il risparmio energetico per iwx è abilitato per impostazione predefinita.
Per chi ha seguito la storica fatica dei BSD nel campo wireless - dove la disponibilità di driver è sempre stata il tallone d'Achille rispetto a Linux - questi progressi non sono banali. Il divario si riduce, anche se resta.
Sul fronte networking, la release aggiunge o migliora il supporto per modem Quectel EC200A LTE, schede Realtek RTL8126 e dispositivi Broadcom BCM575xx. I trasferimenti DMA a 64 bit sono abilitati per diversi driver di rete, e SoftLRO è attivo per impostazione predefinita sui driver bnxt e ice.
La virtualizzazione tramite vmd/vmm riceve numerose correzioni per race condition, blocchi e deadlock, oltre a un nuovo sysctl machdep.vmmode che consente di verificare se il sistema è in esecuzione come host o come guest. Il supporto vmboot per sysupgrade all'interno delle macchine virtuali vmd semplifica la manutenzione degli ambienti virtualizzati. Migliora anche la gestione di AMD SEV, la tecnologia di crittografia della memoria per macchine virtuali.

OpenBSD 7.9 include LibreSSL 4.3.0 e una serie di correzioni per OpenSSH, tra cui la validazione dei metacaratteri shell in ssh(1) - il tipo di attenzione al dettaglio che ci si aspetta dal progetto che OpenSSH lo ha creato. Il kernel ora blocca il caricamento di binari privi di un segmento PT_LOAD eseguibile, chiudendo un potenziale vettore di attacco. Viene inoltre introdotta l'infrastruttura per supportare fino a 52 partizioni per disco negli aggiornamenti futuri.
L'installer migliora la gestione degli aggiornamenti quando /usr supera il 90% di capacità, il rilevamento delle partizioni keydisk e la scansione dei dispositivi firmware tramite fw_update. Su amd64, il kernel può ora essere caricato dalla partizione di sistema EFI - una possibilità finora riservata ad arm64.
Sessanta release in trent'anni, con una regolarità che farebbe invidia a qualsiasi progetto commerciale. OpenBSD resta un sistema operativo di nicchia per numero di utenti, ma il suo impatto sull'ecosistema software è sproporzionato rispetto alle dimensioni della comunità. Il firewall PF di macOS, la libreria C di Android, le espressioni regolari di LLVM, OpenSSH su praticamente ogni server del pianeta: tutto codice nato sotto l'ombrello di questo progetto canadese.
OpenBSD 7.9 non è una release che riscrive le regole del gioco. È qualcosa di più raro: la prova che la disciplina ingegneristica, applicata con costanza per tre decenni, produce risultati che parlano da soli. Ogni release è supportata per un anno. Chi vuole provare, il momento è adesso.
Fonti: 1023jack.com, en.wikipedia.org, linuxiac.com
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