DDR5 a 5x il prezzo normale: il boom AI non concederà sconti fino al 2028 (aggiornato: 9 giugno 2026, ore 23:25)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 09/06/2026, 23:25
- Pubblicato: ieri alle 09:35
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Chi sta progettando un nuovo PC o un aggiornamento basato su DDR5 farebbe bene a sedersi. Durante il Computex 2026, David McAfee - vice presidente e general manager della divisione Client Channel and Graphics Business Group di AMD - ha dichiarato senza troppi giri di parole che i prezzi della memoria DDR5 non torneranno alla normalità prima del 2028, circa due anni da oggi. L'intervista dipinge un quadro che qualsiasi appassionato di hardware avrebbe preferito non vedere: il costo della RAM resterà gonfiato per tutta la durata dell'attuale ciclo di aggiornamento.

I numeri non lasciano spazio all'ottimismo a breve termine. I prezzi della DDR5 sono ai massimi storici: nella maggior parte dei mercati, i moduli si vendono a un prezzo da quattro a cinque volte superiore rispetto ai livelli considerati normali. Per dare un riferimento concreto: un kit da 32 GB Corsair Vengeance RGB DDR5-6000, che a ottobre 2025 costava circa 100 dollari, ha raggiunto i 440 dollari nei primi mesi del 2026. Non un raddoppio, non un fastidioso ritocco: un quadruplicamento secco.
Le cause sono note, ma la loro combinazione è particolarmente velenosa per il mercato consumer. Il boom dell'intelligenza artificiale ha assorbito una quota enorme della capacità produttiva dei grandi fabbricanti di memorie. Samsung, Micron, SK Hynix e il produttore cinese CXMT hanno spostato risorse verso la produzione di HBM (High Bandwidth Memory) destinata ai datacenter per carichi di lavoro AI, sottraendo linee di produzione che altrimenti avrebbero alimentato il mercato della DDR5 consumer. In parallelo, la transizione industriale dalla DDR4 alla DDR5 ha ridotto l'offerta del vecchio standard senza che il nuovo abbia ancora raggiunto volumi sufficienti a soddisfare la domanda complessiva. Costruire nuovi impianti produttivi per DDR5, ha sottolineato McAfee, richiede anni - e quegli anni sono già stati bruciati dall'AI.
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L'effetto collaterale più vistoso del caro-DDR5 è la rinascita della DDR4. Anche questa non è immune dall'inflazione - i prezzi sono circa due o tre volte superiori alla norma - ma resta decisamente più accessibile rispetto alla generazione successiva. Una fetta consistente di utenti è migrata verso piattaforme compatibili con DDR4, e i produttori di schede madri hanno risposto aumentando la produzione di modelli con supporto al vecchio standard.
AMD stessa ha assecondato questa tendenza. Il Ryzen 7 5800X3D, processore ormai iconico per il rapporto prezzo-prestazioni nel gaming, è stato riproposto come valvola di sfogo per chi non vuole - o non può - sostenere il costo d'ingresso nella piattaforma DDR5. È una mossa pragmatica: meglio vendere processori su una piattaforma matura che perdere clienti a causa di moduli di memoria inaccessibili.
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Sul fronte della piattaforma, le notizie dal Computex offrono un quadro più rassicurante. AMD ha confermato che il socket AM5 sarà supportato almeno fino al 2029, con l'architettura prevista per ospitare i processori Zen 6 e potenzialmente Zen 7. McAfee ha aggiunto che AMD sta valutando se AM5 possa supportare anche DDR6 e PCIe 6.0, il che potrebbe ritardare ulteriormente il passaggio a un ipotetico socket AM6.
La filosofia dichiarata è quella di non cambiare socket finché non sarà tecnicamente indispensabile. Ogni transizione di piattaforma comporta costi ingegneristici e finanziari enormi - sviluppo dei processori, ecosistema delle schede madri, validazione, percorsi di aggiornamento per i clienti - e AMD non intende forzare i tempi. McAfee ha citato l'esempio dei SSD PCIe 5.0: uno standard dove il guadagno in larghezza di banda ha ampiamente superato il beneficio reale per l'utente comune. La corsa alle specifiche sulla carta, insomma, non giustifica il costo di un cambio di piattaforma.
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Chiunque entri oggi nell'ecosistema AM5 - l'unica piattaforma desktop attuale di AMD - dovrà convivere con prezzi della DDR5 gonfiati per una porzione significativa della vita utile della piattaforma. Se il socket sarà supportato fino al 2029 e i prezzi della memoria torneranno normali solo nel 2028, significa che per circa due terzi del ciclo di vita della piattaforma l'utente pagherà un sovrapprezzo corposo sulla RAM.
McAfee ha indicato che il ritorno alla normalità sarà graduale, non improvviso: la nuova capacità produttiva entrerà in funzione progressivamente, e qualche segnale di miglioramento potrebbe apparire prima della piena normalizzazione. Ma la carenza sul mercato mainstream è prevista per tutto il 2026 e il 2027. AMD stessa riconosce che questo ciclo «richiederà più tempo rispetto ai cicli di mercato della memoria precedenti».
Per chi pianifica un assemblaggio o un aggiornamento, la situazione impone scelte scomode. Aspettare il 2028 significa rinunciare a due anni di utilizzo. Comprare ora significa accettare un esborso sulla RAM che fino a poco tempo fa sarebbe stato impensabile. Non esiste una risposta giusta universale - almeno, però, il quadro è onesto: nessuno ad AMD sta promettendo un ritorno imminente ai prezzi di un anno fa. Chi decide di costruire un sistema DDR5 nei prossimi mesi lo fa con gli occhi aperti. E il portafoglio più leggero.
Fonti: wccftech.com, club386.com, overclock3d.net
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