L’Unione europea bacchetta Google, anzi fa di più. Maxi-multa per il colosso del web da parte dell’antitrust di Bruxelles per abuso di posizione dominante del suo sistema operativa, Android. Google dovrà pagare circa 5 miliardi di dollari per riparare all’errore. “La Commissione – spiega in una conferenza stampa il commissario dell’Unione Europea per la concorrenza, Margrethe Vestager – impone a Google di porre fine alla propria condotta illecita in modo efficace entro 90 giorni”.

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I perché della multa

Si tratta solo del primo passo della battaglia che Bruxelles intende portare avanti con il colosso statunitense, nel caso in cui non si decida a cambiare il proprio comportamento. E’, ancora una volta, il commissario UE a spiegare nel dettaglio le ragioni della multa. Tre i capi di accusa: “L’abbinamento illegale delle applicazioni Google relative alla ricerca e al browsing, i pagamenti illegali in cambio della preinstallazione di Google Search e l’ostruzione illecita dello sviluppo e della distribuzione di sistemi operativi Android concorrenti”. Google, però, non ci sta e ribatte subito che grazie al suo sistema operativo è stato possibile ampliare “la scelta di telefonia disposizione in tutto il mondo”.Sono davvero numerosi, infatti, gli smartphone che fanno riferimento ad Android come sistema operativo. Le notizie sugli ultimi smartphone su Punto Cellulare, il portale di riferimento per il mondo della telefonia e dei tablet, infatti, aiutano a tenere traccia delle case e dei modelli, oltre Samsung, che scelgono Android.

iOs, il grande sottinteso

Ben presto lo scontro tra la Commissione e Google è diventato un discorso-non discorso con la presenza sottintesa di un grande terzo incomodo: il sistema operativo Apple, iOs. Per l’Unione europea, infatti, si tratta di “una decisione in materia di concorrenza contro Android e il suo modello dibusiness che non tiene in considerazione il fatto che i telefoni Android siano in concorrenza con i telefoni iOS, cosa che è stata confermata dall’89 per cento di coloro che hanno risposto all’indagine di mercato condotta dalla stessa Commissione”. Ma Google ribatte, dichiarando Android un paladino dell’ accesso democratico agli smartphone. Per il gigante del web, infatti, la decisione dell’Ue non“non riconosce quanta scelta Android sia in grado di offrire alle migliaia di produttori di telefoni e operatori di reti mobili che realizzano e vendono dispositivi Android; ai milioni di sviluppatori di app di tutto il mondo che hanno costruito il proprio business con Android; e ai miliardi di consumatori che ora possono permettersi di acquistare e utilizzare dispositivi Android all’avanguardia. Oggi, grazie ad Android, ci sono più di 24.000 dispositivi, di ogni fascia di prezzo e di oltre 1.300 diversi marchi“.

Il precedente

In realtà, non si tratta del primo scontro e della prima multa che vedono protagonisti l’Unione europea e Google. Per la società statunitense, infatti, il conto da pagare va ben oltre i 5 miliardi e arriva a sette,con l’aggiunta della multa dell’anno scorso, paria 2.4 miliardi di euro. In quel caso, la multa andava a colpire l’uso distorto dei motori di ricerca Google, che favoriva i modelli di smartphone Android ne irisultati di Google Shopping.

Android e la concorrenza

Per molti produttori è vantaggioso fare ricorso ad Android, perché gratuito. Abbatte, quindi, i costi di ricerca interni, perché le case non sono costrette a sviluppare un proprio sistema. Allo stesso tempo,però, chi installa Android sul proprio modello di smartphone si impegna a offrire al cliente una suite di prodotti Google per poter avere accesso a Google Play. In questo modo, Google gode di una posizione di mercato nettamente vantaggiosa rispetto alla concorrenza, con riflessi diretti sulla corsa ai guadagni pubblicitari.