Nel 2014, dopo che il mondo aveva evitato un'epidemia di Ebola solo grazie a un colpo di fortuna, Bill Gates profetizzava che il più grande rischio di catastrofe globale sarebbe stato un virus altamente contagioso. E, a ragione, prevedeva che non saremmo stati pronti a combatterlo, avendo investito solo in missili e arsenali nucleari, senza spendere un soldo per un sistema che potesse arginare una pandemia

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In un TED talk del 2014, Bill Gates aveva previsto l'attuale scenario mondiale innescato da "un virus altamente contagioso". Le sue considerazioni, ad oggi, risultano assolutamente azzeccate e quasi profetiche.

Il fondatore di Microsoft torna con la mente a quando era ragazzo: in quegli anni, il disastro di cui ci si preoccupava di più era la guerra nucleare. Per questo, tutti costruivano rifugi anti atomici in giardino e conservavano in cantina barili pieni di cibo e acqua.

Ma oggi - diceva Bill Gates nel 2014 - il più grande rischio di catastrofe globale non sono più i missili, bensì i virus. Tuttavia - proseguiva il guru di Microsoft - qualora si verificasse una pandemia, non saremmo pronti a fronteggiarla, perché abbiamo investito cifre enormi in deterrenti nucleari senza invece spendere un quattrino per far fronte alle emergenze sanitarie.

Nel suo speech, Gates definiva l'epidemia di ebola "un fallimento globale", da cui peraltro non abbiamo imparato nulla. In quel caso, ci era andata bene: gli operatori sanitari erano stati eroici, perché avevano trovato le persone infette e avevano prevenuto altre infezioni; il virus ebola non si diffondeva per via aerea e, nel tempo in cui diventava contagioso, la maggior parte dei malati stava così male da essere costretta a letto; il virus, infine, non era arrivato nelle aree urbane e questo era stato solo un gran colpo di fortuna.

"Ma la prossima volta" - tuonava Bill Gates dal suo palco - "potremmo non essere così fortunati". E a questo punto, se riascoltato oggi, il discorso si fa piuttosto inquietante: il padre di Microsoft prevedeva l'eventualità di un virus che, pur avendoti contagiato, ti facesse sentire ancora abbastanza bene da salire su un aereo o andare al mercato. "Potrebbe essere un virus che si diffonde per via aerea" - continuava - "e che si sparge nel mondo molto rapidamente come l'influenza spagnola del 1918".

Tutto ciò premesso, Bill Gates invitava gli Stati a prendere provvedimenti idonei per fronteggiare le epidemie future. "Abbiamo tutti i benefici della scienza e della tecnologia che ci servono per mettere a punto un sistema sanitario globale efficace contro queste minacce", proclamava dal palco nel 2014 come una Cassandra inascoltata

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"Dobbiamo muoverci, perché il tempo non è dalla nostra parte. Se iniziamo adesso, potremmo essere pronti per la prossima epidemia", diceva in chiusura. Erano parole del 2014. Erano parole al vento.