F-Droid 2.0: dopo dieci anni arriva l'app store open source riscritto da zero (aggiornato: 25 settembre 2026, ore 08:01)
- a cura di: massimo.valenti
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- Pubblicato: 57 minuti fa
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Dieci anni. Tanto è passato dall'ultima vera rivoluzione di F-Droid, il negozio di app gestito dalla community e dedicato esclusivamente al software libero e open source per Android. Con F-Droid 2.0 il progetto cambia volto: interfaccia ridisegnata, codice riscritto da zero, installazioni e aggiornamenti che si comportano come in un app store vero. Il tempismo conta quanto le novità. La distribuzione di app fuori dal Play Store si prepara infatti a una fase complicata, e un'alternativa moderna e curata diventa un argomento molto più solido per chi vuole restarne fuori.

La differenza si nota al primo avvio. La barra di navigazione passa da cinque icone a tre sole schede, dedicate alla scoperta di nuove app, alla ricerca e alle app già installate (Discover, Search e My Apps nell'interfaccia inglese). Le funzioni usate più spesso sono ora a portata di dito, mentre quelle secondarie finiscono nei menu a scomparsa. Il risultato è un'interfaccia più pulita e moderna, con il supporto al tema Material.

Anche il catalogo diventa più facile da esplorare. Le categorie ora sono multilivello e comprendono aree specializzate come firewall, password manager e VPN. La ricerca non si limita più ai nomi delle app, ma analizza anche le descrizioni, supporta cinese, giapponese e coreano e consente di combinare i filtri per categoria, compatibilità con il dispositivo ed anti-feature. Quest'ultimo è un concetto tipico di F-Droid: segnala i comportamenti potenzialmente indesiderati di un'app, come il tracciamento o la dipendenza da servizi non liberi.
» Leggi anche: Guida a F-Droid: il miglior market alternativo per Android

Sotto la superficie il cambiamento è ancora più profondo. Il codice è stato riscritto completamente in Kotlin con Jetpack Compose, lo standard attuale per lo sviluppo di app Android. Lo sviluppo ha richiesto più di un anno e ben 14 versioni di test.
Gli obiettivi sono tre: allinearsi alle convenzioni moderne della piattaforma, rendere l'app più reattiva e abbassare la barriera d'ingresso per i nuovi contributori. L'ultimo punto è forse il più strategico. Un progetto comunitario vive dei volontari che ci lavorano, e un codice datato scoraggia proprio chi potrebbe dare una mano.
Chi ha usato F-Droid conosce bene il vecchio rituale in due tempi: prima Download, poi Install. La versione 2.0 sfrutta la nuova API di pre-approvazione dell'installazione introdotta in Android, e il flusso ora somiglia molto di più a quello del Play Store. Le descrizioni delle fonti divergono su quanti tocchi servano ancora nel caso peggiore, ma la sostanza non cambia: niente più download manuale dell'APK seguito da una procedura d'installazione separata.
Questa possibilità non è arrivata per gentile concessione. È legata alle modifiche imposte dal Digital Markets Act europeo, che obbliga Android a offrire a tutti gli store un'esperienza migliore per installazioni e aggiornamenti automatici. Inoltre gli aggiornamenti automatici in background sono ora attivi di default.

Una riscrittura completa porta con sé anche dei tagli, e alcuni peseranno agli utenti di lunga data. Il più rilevante riguarda F-Droid Privileged Extension (FPE): il supporto è stato eliminato del tutto e l'estensione, anche se installata, non viene più usata. Al suo posto F-Droid si appoggia al session installer standard di Android, che permette gli aggiornamenti in background su qualsiasi versione recente del sistema operativo senza componenti aggiuntivi.
Salta anche il supporto ad Android 6: ora serve almeno Android 7. Sparisce il "trascina per aggiornare", sostituito da controlli automatici. Il rilevamento automatico di Tor lascia spazio a impostazioni proxy generiche, e il progetto consiglia di affidarsi a TorVPN.
Ci sono novità anche per chi usa F-Droid in contesti a rischio. La funzione "panic" di occultamento ora si limita a mascherare icona e nome, mentre prima l'app si spacciava in tutto e per tutto per una calcolatrice. L'integrazione con app di emergenza come Ripple, capaci di cancellare dati e applicazioni al bisogno, non è ancora tornata nella 2.0.
Il rilascio è stato sostenuto da NLnet, Mobifree, Open Technology Fund, NGI e Calyx Institute, ed è passato attraverso un audit di sicurezza indipendente. Per uno store che fa della fiducia il proprio argomento principale, non è un dettaglio.
Lo sfondo resta però quello di Google. Per motivi di sicurezza, l'azienda ha storicamente reso più difficile la vita alle app installate fuori dal Play Store, e il sistema di verifica degli sviluppatori in arrivo va nella stessa direzione.

Non a caso, nelle discussioni della community il nuovo F-Droid finisce subito in secondo piano. Si parla soprattutto della stretta sul sideloading, della capacità del progetto di sopravviverle e del confronto con Obtainium, che scarica le app direttamente dalle fonti degli sviluppatori.
La distribuzione di F-Droid 2.0 è graduale e si completerà nelle prossime due settimane. Chi non vuole aspettare può scaricarlo subito dalla pagina delle versioni sul sito ufficiale. Conviene solo verificare prima che il dispositivo abbia almeno Android 7 e di non dipendere dalla Privileged Extension.
Fonti: arstechnica.com, news.ssbcrack.com, howtogeek.com, themondonews.com
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