Attacco informatico ai supermercati francesi: sbrinamento forzato dei frigo, oltre 400 negozi colpiti (aggiornato: 13 ottobre 2026, ore 07:05)
- a cura di: massimo.valenti
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Banchi frigo e congelatori pieni di merce che, invece di raffreddare, salgono fino a 50 °C per circa sei ore. Nella notte tra domenica e lunedì, le principali catene della grande distribuzione francese hanno subito un attacco informatico agli impianti di refrigerazione. In centinaia di punti vendita carne, surgelati e verdure sono finiti nella spazzatura. Non sono stati rubati dati né cifrati file: è stato colpito un sistema di controllo industriale, e il risultato è un danno fisico, misurabile in tonnellate di cibo da buttare.

Secondo l'emittente BFM TV, gli aggressori sono riusciti ad «attivare da remoto lo sbrinamento forzato degli impianti di refrigerazione in numerosi negozi». In pratica i sistemi di raffreddamento sono stati messi in modalità di sbrinamento, con i frigoriferi ancora carichi. Intermarché ha comunicato che i punti vendita coinvolti devono «buttare tutti i prodotti» freschi e surgelati.
La procura di Parigi ha confermato l'attacco e ha indicato che in alcune sedi si sono sviluppati anche incendi. Su numero, luoghi e cause precise di questi roghi, però, non sono stati diffusi dettagli.
«Prendere di mira apparecchiature essenziali per la conservazione dei prodotti freschi e per l'approvvigionamento alimentare dei francesi è di estrema gravità ed è senza precedenti. È inaccettabile», ha scritto su X Dominique Schelcher, amministratore delegato di Coopérative U, che ha parlato di squadre «pienamente mobilitate» per ripristinare la situazione.
Secondo quanto dichiarato dalle catene all'agenzia AFP, sono stati colpiti almeno 300 negozi Intermarché o della controllata Netto, oltre 100 punti vendita Coopérative U e diversi supermercati E.Leclerc. Un portavoce di Groupement Mousquetaires, il gruppo che controlla Intermarché, ha invece parlato a Bloomberg di circa 150 negozi Intermarché.
Carrefour ha riferito a Reuters che 80 suoi supermercati sono stati attaccati, mentre la grande maggioranza dei suoi 6.000 negozi non è stata toccata. Nel complesso, i distributori parlano di oltre 400 negozi coinvolti. Il sito di settore jebosseengrandedistribution.fr ha segnalato anche Carrefour Market e Monoprix, ma le due aziende non hanno confermato.
Il caso potrebbe non fermarsi alla Francia. «Problemi di sicurezza» sono stati segnalati anche in Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il gruppo olandese Ahold Delhaize ha comunicato a Reuters un incidente di sicurezza informatica nella propria rete, con l'app che non riusciva a consegnare la spesa. Secondo l'emittente tedesca DW, invece, Ahold Delhaize ha scollegato i propri impianti di refrigerazione per proteggerli e non vede alcun legame con gli attacchi francesi.
Una fonte vicina al dossier indica come bersaglio i sistemi di controllo della refrigerazione del costruttore danese Danfoss. Lo stesso produttore ha riconosciuto che la maggior parte delle apparecchiature coinvolte sono prodotti "legacy", che «non ricevono più aggiornamenti software né di sicurezza». Fra i modelli citati compaiono i regolatori AK-SM800 e AK-SC355: una versione dell'AK-SM800 utilizzava un firmware obsoleto.
Danfoss si dice al corrente di «incidenti in Francia che riguardano un numero limitato di sistemi di gestione della refrigerazione» e sottolinea di aver «da tempo consigliato» ai supermercati di sostituire quei modelli e di migrare verso soluzioni di generazione attuale. Il «numero limitato» dichiarato dal produttore, che non ha fornito cifre, stride con le centinaia di negozi denunciate dai distributori.
E.Leclerc, dal canto suo, ha spiegato che l'attacco ha colpito «uno dei suoi fornitori di apparecchiature di refrigerazione», senza nominarlo. Una persona vicina al primo ministro Sébastien Lecornu ha riferito che l'agenzia nazionale per la cybersicurezza ha individuato una vulnerabilità in un software fornito da un'azienda danese e ha contattato il produttore. Non è stato reso noto alcun identificativo CVE, e il metodo di intrusione resta sconosciuto.
L'ufficio del primo ministro ha incaricato l'ANSSI di indagare. Il governo è in contatto con le controparti europee, perché altri Paesi potrebbero essere coinvolti, e cerca di individuare altre aziende francesi esposte per avvisarle e «impedire la propagazione».
Nessun gruppo ha rivendicato l'attacco. DW ricorda il clima di forte attenzione verso il ransomware industriale e verso gli attacchi ibridi russi legati alla guerra in Ucraina, ma lo fa come contesto, non come attribuzione. Il presidente Macron, del resto, aveva ordinato di recente misure per proteggere le infrastrutture critiche francesi dagli «attacchi ibridi» del Cremlino. Anche il commissario europeo all'agricoltura Christophe Hansen ha condannato l'episodio: «La sicurezza alimentare richiede più attenzione a tutti i livelli».
La lezione va oltre i supermercati. Un controller di refrigerazione è a tutti gli effetti un computer connesso in rete, con un firmware e un ciclo di vita: quando il produttore smette di aggiornarlo, la vulnerabilità scoperta domani resterà aperta per sempre. Nel mondo OT, quello dei sistemi che governano processi fisici, gli apparati restano in servizio per molti anni e nessuno li sostituisce finché "funzionano". Ma finché funzionano per il gestore, funzionano anche per l'aggressore.
Chi ha in carico impianti con regolatori Danfoss AK-SM800 o AK-SC355 dovrebbe verificare subito la versione del firmware e la raggiungibilità degli apparati dall'esterno, e mettere in agenda la migrazione suggerita dal produttore. Il conto di chi non l'ha fatto, questa volta, si misura in banchi frigo da svuotare.
Fonti: afp.com, cbsnews.com, dw.com
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