Di nuovo! Supermercati europei hackerati: frigoriferi portati a 50°C da remoto, merce buttata in Belgio e Svezia (aggiornato: 2 novembre 2026, ore 17:20)
- a cura di: massimo.valenti
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- Pubblicato: 53 minuti fa
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Nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 novembre 2026, qualcuno ha impostato da remoto la temperatura a 50° di frigoriferi e congelatori di decine di supermercati europei. Al mattino, il personale ha dunque trovato i banchi frigo trasformati in forni e ha dovuto buttare la merce deperibile. Questa volta non è un furto di dati. È un attacco informatico ai sistemi di refrigerazione che produce danni fisici, cibo da smaltire e scaffali vuoti. Ed è la seconda ondata in meno di un mese, dopo quella che a ottobre aveva colpito la Francia.

Il perimetro esatto varia a seconda della fonte. Le prime ricostruzioni citano Svezia, Belgio, Lussemburgo ed Estonia. Altre aggiungono Paesi Bassi e Irlanda, mentre The Guardian arriva a sette Paesi, includendo anche la Finlandia, che nessun'altra fonte menziona. Lo stesso Tom's Hardware ha aggiornato il proprio articolo dopo la pubblicazione per aggiungere Irlanda, Estonia e Paesi Bassi.
In Svezia, ICA parla di «un numero limitato» di punti vendita colpiti durante la notte, senza fornire cifre. La catena precisa che i propri sistemi centrali non sono stati toccati: i negozi interessati usano un fornitore esterno, con una connettività al di fuori della rete centrale di ICA. Sul campo, però, il quadro è meno rassicurante. ICA Kvantum Sjöbo ha comunicato che frigoriferi e congelatori sono stati hackerati e portati a 50°C, e che la merce è stata eliminata. Un negozio ICA di Stoccolma ha scritto che i congelatori si sono guastati «a causa di un attacco informatico alle due di notte» e che «è andato distrutto tutto». Coop conta sei negozi colpiti nella Svezia centrale. Il Centro nazionale per la cybersicurezza svedese ha confermato di partecipare alle indagini.
Il Belgio è il Paese più colpito. Delhaize ha segnalato un «incidente informatico» alla refrigerazione in diverse decine di negozi, quasi tutti in Belgio e alcuni in Lussemburgo; Ahold Delhaize ha poi confermato che si è trattato di un attacco informatico. «L'assortimento di prodotti freschi e surgelati è temporaneamente un po' ridotto», ha dichiarato la portavoce Sarah De Meester, precisando che i centri di distribuzione funzionano regolarmente. In un punto vendita a nord-est di Bruxelles, un cartello avvisava: «A causa di attacchi informatici, non ci saranno prodotti sugli scaffali refrigerati o dei surgelati. Ci scusiamo sinceramente». Carrefour Belgio parla di un impatto «estremamente limitato»: 15 negozi su oltre 700. Colruyt Group segnala cinque negozi Spar in franchising, e secondo Le Soir sono stati colpiti anche alcuni Shop & Go nelle stazioni di servizio Q8 e alcuni minimarket Proxy Delhaize.
In Irlanda, Musgrave ha confermato un incidente informatico ai sistemi di refrigerazione di 13 supermercati SuperValu, con la rimozione di parte dei prodotti refrigerati e surgelati. In Estonia la catena Selver segnala un solo punto vendita coinvolto. Jann Mutso, CEO di Kitman Coldtech, spiega che gli aggressori hanno avuto accesso a un computer che controllava la refrigerazione e hanno alzato la temperatura a 50°C. La reazione, in quel caso, è arrivata nel giro di pochi minuti, senza danni significativi.
Il meccanismo non richiede di "rompere" nulla. Stephan Moelans, CEO di Sabcobel, l'azienda che gestisce gli impianti frigoriferi di Delhaize, ha spiegato all'agenzia belga che gli evaporatori sono stati commutati in modalità sbrinamento. Gli aggressori hanno attivato da remoto tale funzione, forzando sia la temperatura sia la durata del ciclo: è lo stesso identico metodo usato in Francia alcune settimane prima

L'attacco belga sarebbe iniziato intorno alla mezzanotte. «Abbiamo cominciato a mobilitare i tecnici all'una di notte. Abbiamo passato tutta la notte e la mattinata a scollegare gli impianti colpiti», ha raccontato Sabcobel, che stima almeno venti unità compromesse in Belgio.
Nessuna fonte indica il produttore, il modello dei dispositivi, il protocollo o la vulnerabilità sfruttata. Gli attacchi francesi, però, sembravano prendere di mira sistemi datati. Moelans ammette che la soluzione definitiva richiede modifiche fisiche alle unità. Nel frattempo, il rimedio più semplice è spostare gli impianti su una connessione Internet sicura, cosa che la maggior parte dei clienti di Sabcobel aveva già fatto dopo l'attacco in Francia.
Banchi frigo, celle e congelatori oggi si monitorano e si comandano da remoto, come una lunga serie di altri dispositivi industriali. Comodo per la manutenzione, ma anche per chiunque riesca a raggiungere il pannello di controllo. John Billow, a capo del Centro nazionale per la cybersicurezza svedese, ha ammesso che il Paese ha «parecchi dispositivi di tecnologia operativa esposti» che vanno aggiornati o corretti con patch. La Commissione europea ha osservato che il nuovo attacco «dimostra come le minacce digitali possano incidere sempre di più sulla vita quotidiana dei cittadini».
Sullo sfondo resta il timore, condiviso da molte autorità europee dopo l'invasione russa dell'Ucraina del 2022, di attacchi ibridi sponsorizzati da governi. Al momento, però, non esiste alcuna prova pubblica che colleghi la Russia agli incidenti nei supermercati. Non ci sono rivendicazioni e nessuna fonte conferma che dietro l'ondata francese e quella di novembre ci sia lo stesso autore, anche se il metodo coincide. Per chi gestisce impianti di refrigerazione collegati in rete, la lezione è già chiara: un sistema di controllo raggiungibile da Internet senza protezioni adeguate può trasformarsi in pochi minuti in una perdita di magazzino, o in un principio d'incendio.
Fonti: theguardian.com, nbcnews.com, tomshardware.com