Il 2017 dovrebbe essere l’anno dei pagamenti digitali: secondo gli analisti, infatti, questa modalità di finanza continua a conquistare il gradimento delle persone in tutto il mondo, al punto di soppiantare i contanti e il portafogli.

Mobile payment, rivoluzione tecnologica arriva Italia - pexels-photo-230544

Oltre 140 miliardi di dollari entro il 2019: questa è l’ultima previsione degli analisti sul valore totale che i pagamenti da mobile nel mondo dovrebbero raggiungere entro i prossimi tre anni, sottolineando come l’incremento sia ancor più notevole se pensiamo che solo a fine 2014 questa quota era di 52 miliardi.

Addio al portafogli. Siamo insomma sempre più vicini alla realizzazione della vita “senza portafogli”, con acquisti fatti nei negozi grazie all’uso delle carte (di credito o prepagate) e delle app per smartphone e tablet, oppure direttamente in maniera virtuale, attraverso lo shopping online e la miriade di siti che consentono questa opportunità.

Moneta virtuale in Italia. D’altra parte, basta guardare l’evoluzione del contesto italiano – in genere tradizionalista e legato alla “materialità” – per capire come questa previsione non sia troppo lontana dalla realtà: da noi, infatti, seppur permanga un dato di transazioni in contanti pari a circa l’80% del totale, si stanno diffondendo con sempre maggiore velocità i pagamenti attraverso smartphone e affini. Solo per fare degli esempi, oggi è possibile completare col telefonino o comunque cashless operazioni come l’acquisto del ticket per la soste sulle strisce blu, il car sharing, biglietti dell’autobus, bollette di luce e gas, ma anche transazioni relative al caffè o al conto del ristorante.

Agli italiani piace il Web. Secondo l’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano, i nuovi pagamenti digitali in Italia (vale a dire, il totale di transazioni effettuate con smartphone, pc e tablet) valgono a fine 2015 circa 27 miliardi di euro, ovvero il 13% circa del transato con la moneta elettronica, e questo segmento cresce a velocità tripla rispetto alle carte tradizionali, con un tasso annuo del 20-30%. Agli italiani piace la comodità offerta dal Web, e come raccontato sul portale http://www.fissovariabile.it gli strumenti a disposizione degli utenti si ampliano e si semplificano.

La diffusione del cashless. Ancor più evidente il mutamento a livello internazionale, dove una serie di rivenditori già nel corso dell’ultimo anno hanno sdoganato i pagamenti tramite applicazioni come Apple Pay et similia: se multinazionali come Starbucks e KFC sembrano approdi quasi “naturali”, più interessante è scoprire che la tendenza ha interessato anche operatori locali come Yorkshire Bank nel Regno Unito e Boulanger in Francia. Secondo gli esperti, si tratta di una questione di fiducia, che cresce anche per la correlativa diminuzione delle preoccupazioni legate al tema della sicurezza, anche grazie all’azione dei provider di pagamenti via mobile, che hanno lavorato molto per modificare l’opinione pubblica sull’elemento di garanzia e tutela per i clienti.

Oltre 44 operazioni digitali a testa. I pagamenti mobile offrono innanzitutto un più elevato livello di comfort e personalizzazione, e stanno come detto proponendosi anche come mezzi sicuri rispetto al tradizionale portafogli pesante, pieno di contanti e carte, infilato nella tasca posteriore dei pantaloni o sepolto nella borsa. Come detto, anche in Italia stiamo seguendo questo trend, seppure al rallentatore: sono ancora i dati dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano a mostrare come nel 2015 il numero delle transazioni digitali pro capite sia stato di 44,1 contro le quasi 39 dell’anno precedente.

L’Europa corre. Ma fuori dai confini nazionali si viaggia a ritmi diversi: nei Paesi Bassi le transazioni cashless hanno superato il 60% del totale, e l’Associazione Carte di Credito del Regno Unito ha affermato che il numero di pagamenti effettuati tramite la tecnologia contactless soltanto nel primo trimestre del 2016 ha superato di gran lunga a quello relativo all’intero 2015.