Vi piace provare nuovi sistemi operativi e sperimentare le soluzioni più strane? Virtualbox è quello che vi serve per testare tutto quello che vi pare.

Installare un secondo (o anche più di uno) sistema operativo nel nostro computer è sicuramente un’operazione fattibile, però richiede la creazione di almeno una partizione aggiuntiva, inoltre avremo anche un boot manager per decidere quale sistema dovrà avviarsi per primo.

Il problema sorge quando dovremo sbarazzarci del secondo sistema, se non dovesse piacerci, o risultare non compatibile con il nostro computer e le nostre esigenze.

Togliere il boot manager e le partizioni aggiuntive, se qualcosa dovesse andare storto durante queste operazioni, potrebbe comportare dei problemi al sistema operativo presente inizialmente da non poter più avviarlo. Meglio allora virtualizzare.

Virtualizzare”, in questo caso, significa creare un computer con il software anziché con l'hardware. In un sistema virtualizzato non ci saranno processore, scheda madre, RAM e quant'altro fisici ma saranno emulati dal programma (in questo caso, VirtualBox). In questo computer virtuale potete installare qualsiasi versione di Windows, Linux o Mac OS X, in un ambiente virtuale separato dal vostro sistema operativo reale, dove potrete provare e sperimentare tutto quello che volete.

VirtualBox è un software Open Source, rilasciato con licenza GPL, utilizzabile quindi da tutti quanti, è disponibile per le piattaforme Windows, Linux e Macintosh.

virtualizzazione sistemi operativi non sarà più problema: guida VirtualBox

Se la macchina virtuale si danneggia, come potrebbe accadere a un normale sistema operativo, ne potete sempre creare una nuova, se non vi interessa più la cancellate ed è una procedura molto più veloce, e indolore, di quanto detto in precedenza per la rimozione di un sistema operativo installato nel computer reale.

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L’unica cosa che vi serve è un computer abbastanza potete, spazio sul disco fisso per contenere le immagini virtuali e una discreta dotazione di memoria RAM perché, una parte di questa, la dovrete condividere con il sistema virtualizzato. Come scelta opzionale, spiegherò dopo il perché, è la presenza di una seconda partizione nel disco fisso.

Vediamo come si installa VirtualBox e successivamente come si virtualizza un sistema operativo, in questo caso ho scelto, per mie esigenze lavorative, Windows Server 2012, in VirtualBox.

Installazione

Per Linux, come sempre, è consigliabile attingere dai repository della nostra distribuzione: magari non avremo l'ultima versione disponibile ma ci eviterà un sacco di problemi con dipendenze e simili.

Per Windows, scarichiamo il file di installazione dal sito ufficiale dell'ultima versione disponibile (attualmente la 5.0.20) e lanciamolo con il doppio click. Seguiamo la semplice procedura di installazione e non preoccupiamoci più di tanto del messaggio di avviso che ci dice che la nostra connessione ad internet potrebbe smettere momentaneamente di funzionare

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Per Mac, scarichiamo il file .dmg sempre dal sito ufficiale e montiamolo con il doppio click. A questo punto è sufficiente seguire le semplici istruzioni mostrate per installare e avviare VirtualBox, inserendo quando richiesto la nostra password.

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Installazione dell'Extension Pack

Scarichiamo adesso il pacchetto di estensione delle funzionalità di VirtualBox e installiamo sul sistema dopo aver controllato che la versione corrisponda a quella del programma. L'installazione è uguale per tutti i sistemi (Linux, Mac, Windows): è sufficiente fare doppio click sul file scaricato, cliccare su Installa, leggere attentamente il contratto di licenza e terminare l'installazione cliccando sul tasto Accetto. Potete trovare una guida più dettagliata dell'installazione su Windows seguendo questo link.

Le funzionalità aggiunte da questo pacchetto sono diverse ma quella principale è la possibilità di accedere dal sistema Guest (quello virtualizzato) alle porte USB 2.0 e 3.0 del sistema Host (quello dove è installato VirtualBox per intenderci).

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Creazione della macchina virtuale

Avviate VirtualBox e scegliete Nuova dalla schermata principale del programma per avviare la creazione della nuova macchina virtuale.

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Date un nome alla macchina virtuale che la identifichi chiaramente, selezionate il tipo di sistema operativo e la versione che state installando (quest'ultime due informazioni serviranno a VirtualBox per impostare alcune opzioni compatibili con il sistema scelto).

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La prima scelta che dovrete fare è quella di impostare la quantità di memoria RAM di sistema utilizzabile dalla macchina virtuale, provate a ricercare le caratteristiche minime richieste dal sistema che volete installare ma, notate il selettore per impostare la Dimensione della memoria, sotto al cursore è presente una linea segmentata che cambia colore, passa da verde a rosa e poi rosso. Questa è un'indicazione (che troveremo anche per altre impostazioni) che ci indica il valore massimo consigliato (la fine del colore verde) che possiamo assegnare senza che il nostro sistema diventi instabile o patisca rallentamenti dovuti alla scarsità di risorse fisiche disponibili.

Windows Server 2012 richiede un minimo di 512 megabyte di RAM, visto che ho 6 gigabyte di RAM nel computer lascio invariata la quantità di memoria consigliata da VirtualBox.

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Ora dobbiamo aggiungere un disco fisso alla macchina virtuale, i 25 gigabyte proposti sono pochi per Windows Server, che ne vuole almeno 32 per potersi installare, ma li potremo aumentare (o diminuire) subito dopo.

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Visto che non ci ci interessa, per il momento, utilizzare il nostro sistema con altri programmi di virtualizzazione non modifichiamo questa impostazione anche perché è quasi sempre possibile fare una conversione tra i formati in un secondo momento, se necessario.

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Ora bisogna scegliere il tipo di disco fisso della macchina virtuale, un disco Allocato dinamicamente crescerà di dimensioni, sino a raggiungere quella massima che imposteremo noi, occupando lo spazio nel momento in cui gli serve. Il disco a Dimensione fissa assegnerà invece subito tutto lo spazio che abbiamo scelto. La prima soluzione consente non solo di risparmiare spazio sul disco fisico ma anche una migliore gestione del disco virtuale che potrà essere ridotto o ingrandito rispetto alla dimensione scelta in questa fase della configurazione; il risvolto della medaglia sono prestazioni inferiori rispetto alla "Dimensione fissa" (che però non consente il ridimensionamento).

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La creazione di un disco virtuale a dimensione fissa richiederà alcuni minuti per essere portata a termine.

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Dato che i 25 gigabyte iniziali non mi bastano per Windows Server 2012 posso ampliare il disco virtuale e spostarlo di cartella.

Se nel vostro sistema operativo reale avete almeno due partizioni, e siete soliti creare delle immagini di backup del vostro disco fisso principale, consiglio di spostare le macchine virtuali nella partizione secondaria in modo da non dover includere nel backup i numerosi gigabyte in più del sistema virtualizzato.

In genere preferisco farmi una copia separata della macchina virtuale se voglio avere un suo backup di sicurezza.

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Se selezioniamo Impostazioni possiamo andare a modificare alcune caratteristiche della macchina virtuale. Qui avremo 10 sezioni ognuna della quali avrà una o più tab dove potremo scegliere e modificare diverse configurazioni. Facciamo una veloce panoramica:

- Generale -

  1. Base: qui ritroviamo Nome, Tipo e Versione di macchina virtuale già visti in precedenza;
  2. Avanzate: avremo la possibilità di scegliere dove salvare gli Snapshot (ovvero lo stato della macchina virtuale in un dato momento che può essere ripristinato per tornare ad uno stato precedente ad una modifica), di abilitare la condivisione degli appunti tra macchina virtuale (o Guest) e macchina fisica (o Host) e la possibilità di "spostare" i file trascinandoli da una macchina a l'altra (ATTENZIONE: queste due funzioni saranno disponibili SOLO se verranno installate le Guest Additions sulla macchina virtuale!);
  3. Descrizione: potremo inserire un commento per identificare meglio la macchina virtuale creata;
  4. Cifratura: infine potremo scegliere di crittografare la nostra macchina virtuale in modo che potrà essere avviata solo inserendo una password.

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- Sistema -

  1. Scheda madre: troviamo qui la Memoria di base (anche questa già vista in precedenza), l'Ordine di avvio dei dispositivi (dal quale potremo anche escludere, togliendo la spunta, l'ormai vetusto e introvabile Floppy); il Chipset della scheda madre: di default sarà attivo PIIX3 ma per i sistemi più moderni è possibile selezionare anche ICH9; Dispositivo di puntamento che va dal vecchio standard PS/2 alla Tavoletta USB (che contrariamente a quanto si potrebbe pensare non si riferisce ad una tavola grafica) e la differenza sta solo nel modo di cattura dei movimenti del mouse che utilizza, nel secondo caso, le coordinate assolute anziché quelle relative (non si corre più il rischio di "perdere" il puntatore del mouse passando da Host a Guest e viceversa); Funzionalità estese: abilitazione del'I/O APIC (opzione richiesta per la virtualizzazione dei sistemi a 64bit), abilitazione dell'EFI supportato ormai da quasi tutti i sistemi e l'orologio hardware in ora UTC anziché l'utilizzo dell'ora del sistema Host;
  2. Processore: qui potremo scegliere quanti "core" del nostro processore fisico dedicare alla nostra macchina virtuale e la percentuale del tempo che il processore fisico dedicherà all'emulazione del processore virtuale (ecco che ritroviamo le barre segmentate colorate: ricordate verde ok, rosa/rosso instabilità e rallentamenti!); possiamo anche abilitare il PAE/NX che consente di utilizzare più di 4GB di RAM anche con sistemi a 32bit ed è richiesto da alcuni sistemi operativi (come ad esempio Ubuntu Server);
  3. Accelerazione: qui potremo modificare l'interfaccia di paravirtualizzazione ma dovremo sceglierne una che sia rilevata (e quindi sfruttabile) dal sistema operativo Guest (per esempio, se vogliamo virtualizzare Windows dalla versione 7 in su potremo scegliere Hyper-V, per Linux potremo scegliere KVM e per MAC Minimale). Potremo inoltre attivare la virtualizzazione hardware ma solo se il nostro processore supporta queste funzioni (per i processori moderni quasi sicuramente sì) e se sono abilitate nel BIOS/EFI.

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- Schermo -

  1. Schermo: possiamo impostare la quantità di memoria video da dedicare alla nostra macchina virtuale, il numero di monitor (se ne abbiamo più di uno), possiamo ingrandire lo schermo del sistema virtuale aumentandone la scala e infine possiamo abilitare l'accelerazione video 3D (richiede l'installazione delle Guest Additions sui sistemi virtualizzati) e 2D (solo per sistemi Windows con Guest Additions);
  2. Schermo remoto: possiamo abilitare un server grafico che ci consente di "trasmettere" lo schermo via internet e per vederlo sarà sufficiente utilizzare un qualunque client che supporta il Remote Desktop Protocol come l'eseguibile "mstsc.exe" presente nei sistemi Windows o "rdesktop" su Linux;
  3. Acquisizione video: varie impostazioni per la registrazione dello schermo della macchina virtuale.

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- Archiviazione -

Qui troviamo i dischi della nostra macchina virtuale e possiamo aggiungerne altri (il nostro sistema Guest ha a disposizione ben 29 porte SATA ed anche possibile (anche se normalmente non necessario) attivare altri controller IDE, SCSI, SAS, Floppy e USB). È presente anche un lettore CD/DVD virtuale (anche qui possiamo aggiungerne a piacimento) che ci consente di "montare" le Iso dei CD di installazione in modo che il sistema Guest li veda come veri e proprio CD/DVD.

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- Audio -

L'audio è abilitato di default; qui si può scegliere il driver audio del sistema Host e il controller audio (la scheda audio) del sistema Guest.

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- Rete -

Sono presenti quattro schede di rete ma solo una è attiva di default. Le impostazioni, così come sono, consentono a tutti i sistemi virtualizzati di avere accesso ad internet con pochissime o nessuna modifica. VirtualBox è in grado di emulare 5 fra le più comuni e maggiormente supportate schede di rete ma se stiamo virtualizzando Windows o una distro Linux, potremo scegliere Rete paravirtualizzata (virto-net); questa è una scheda di rete "speciale", che non richiede un'emulazione hardware, e consente perciò di migliorare le prestazioni della rete della macchina Guest. Una impostazione che merita un po' di attenzione è quella identificata dalla voce Connessa a:: qui si può selezionare come il sistema Guest si connette ad internet. Di default sarà attivata la voce NAT senza entrare troppo nel dettaglio diciamo che questa è l'opzione più semplice (ma non necessariamente la migliore) per fornire connessione ad internet al sistema Guest sfruttando la connessione del sistema Host. Le altre opzioni sono:

  • Non connesso dal significato piuttosto chiaro;
  • Rete con NAT che funziona in modo analogo al semplice "NAT" ma richiede che sia presente un'apposita interfaccia di rete sul sistema Host (questa può essere creata andando sulla finestra principale di VirtualBox in File > Preferenze > Rete e cliccando sulla icona di Aggiungi una nuova rete con NAT);
  • Scheda con bridge un'altra interessante opzione che consente, grazie ad un apposito driver, di "attaccarsi" all'interfaccia di rete presente sul sistema Host creandone di fatto una nuova, virtuale. Questa opzione è molto utile qualora si abbia la necessità di scambiare dati via "rete" tra il sistema Host e Guest o per la creazione di un server Guest da esporre ad internet senza rendere visibile l'Host. Questa opzioni consente anche migliori prestazioni rispetto a "NAT";
  • Rete interna crea una rete fra le macchine virtuali che non è però visibile dal sistema Host ne all'esterno;
  • Scheda solo host funziona in maniera analoga a "Rete con NAT" (deve essere creata un'apposita interfaccia di rete in maniera analoga a quanto visto in precedenza) con la sostanziale differenza che le connessioni sono limitate solo al sistema Host (senza internet, per capirsi);
  • Driver generico consente di connettere tra loro più macchine virtuali che "girano" su Host diversi e, per essere attivata, può richiedere la compilazione di VirtualBox da codice sorgente.

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- Porte Seriali/Porte USB -

VirtualBox consente anche la virtualizzazione delle porte seriali ma dato che stiamo parlando di una tecnologia ormai superata sono tutte disabilitate di default. Decisamente più utili, oggigiorno, sono le porte USB (il cui controller è infatti attivo di default). In questa sezione potremo impostare filtri per far si che una periferica USB sia "montata" direttamente nel sistema Guest anziché nel sistema Host (non è possibile accedere contemporaneamente ad una periferica USB dai due sistemi). Per impostare il filtro è sufficiente specificare alcuni dati (come l'ID del dispositivo e l'ID del produttore) che identificano la periferica; in alternativa è possibile selezionare una periferica già collegata al sistema Host (fate attenzione a non scegliere mouse e tastiera o rischiate di rimanere "chiusi" dentro il sistema Guest!). È anche possibile montare una periferica USB remota utilizzando sempre il Remote Desktop Protocol visto in precedenza.

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- Cartelle condivise -

È possibili impostare delle cartelle condivise (in lettura-scrittura o solo lettura) del sistema Host con il sistema Guest. Una volta selezionato il percorso della cartella condivisa, questa sarà accessibile dal sistema Guest (con le Guest Additions installate, ricordiamolo) Windows con il comando net use x:\\vboxsvr\nomecartellacondivisa o Linux con mount -t vboxfs nomecartellacondivisa /punto/di/mount.

virtualizzazione sistemi operativi non sarà più problema: guida VirtualBox - cartellecondivise

In alternativa è possibile selezionare il Montaggio automatico (per farlo, ricordiamolo, dobbiamo però avere le Guest Additions installate).

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Troveremo poi la cartella comune come disco di rete.

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- Interfaccia utente -

Il sistema Guest, normalmente, si avvia dentro una finestra che presenta due barre una in alto e una in basso che contengono alcuni menù o icone; qui è possibile personalizzare o disabilitare queste barre e menu.

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Installazione del sistema operativo virtuale

La nostra nuova macchina virtuale è pronta, ma è ancora vuota, e dobbiamo installarci il sistema operativo che avevamo scelto. Selezioniamola e premiamo Avvia.

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Al primo avvio, VirtualBox noterà che non c'è nessun sistema operativo installato e ci chiederà di inserire un disco di installazione: selezioniamo l’immagine ISO del sistema operativo che dobbiamo installare, oppure il supporto originale d’installazione del sistema.

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In alternativa potremo inserire il disco di installazione prima di avviare il sistema: per fare questo dobbiamo tornare alle Impostazioni della macchina virtuale, sezione Archiviazione; nel riquadro Albero di archiviazione selezioniamo l'icona del CD con la scritta Vuoto poi andiamo a cliccare sull'altra icona del CD posta in corrispondenza del Lettore ottico: Porta SATA1 e clicchiamo su Scegli un file di disco ottico virtuale…

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Nella finestra che si aprirà, dovremo andare a selezionare la iso del cd di installazione del sistema che vogliamo virtualizzare, confermare cliccando su Apri in modo che il nostro lettore CD virtuale contenga il disco di installazione.

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A questo punto è opportuno verificare nella sezione Sistema che il CD Ottico sia attivo nel riquadro Ordine di avvio e posto prima del Disco fisso, conferma le impostazioni cliccando OK e infine avviare la nostra macchina virtuale dove partirà presto il processo di installazione.

Aspettiamo il caricamento delle prime fasi d’avvio dell’installazione di Windows Server.

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Per il resto prosegue come una normale installazione del sistema operativo.

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Selezionate la versione di Windows da installare e accettate le condizioni d’uso della licenza.

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Scegliamo l’installazione Custom visto che bisogna fare una nuova installazione del sistema operativo. Poi si può impostare la dimensione dello spazio da assegnare al sistema operativo, non modifico i 50 gigabyte, ma se volessi creare una partizione aggiuntiva è questo il momento giusto per farlo.

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A questo punto non dovrete fare altro che aspettare il termine dell’installazione di Windows Server, o di qualunque sistema avete scelto di virtualizzare.

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Al termine dell'installazione dovrete rimuovere il CD. Per farlo potete andare nelle Impostazioni e agire in maniera analoga a quanto fatto per inserirlo oppure potete cliccare sull'icona del CD in basso a destra nella finestra del sistema virtualizzato e cliccare su Rimuovi disco dal lettore virtuale.

A questo punto avrete un sistema operativo virtualizzato all’interno di quello realmente installato nel computer.

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Preferenze

Dalla schermata principale di VirtualBox andate su FilePreferenze, qui è possibile cambiare le combinazioni di tasti per attivare le varie funzioni del programma, gestire le Estensioni di VirtualBox o impostare un Proxy per accedere a Internet.

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Impostazioni

Una volta avviata la macchina virtuale dal menu Macchina possiamo catturarne degli screenshot, o inviare il Ctrl-Alt-Canc per sbloccarla, le Impostazioni sono modificabili solo quando il computer virtuale è spento.

Si possono utilizzare le combinazioni di tasti, Host, se non lo avete modificato, è il tasto Ctrl di destra della vostra tastiera. Lo stesso tasto Host lo potete utilizzare per sbloccare il vostro mouse quando viene “catturato” e il cursore non riesce a uscire dalla schermata di VirtualBox.

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Dal menu Visualizza possiamo invece modificare le impostazioni della schermata del computer virtuale, anche qui possiamo utilizzare le combinazioni di tasti.

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Dai Dispositivi possiamo aggiungere un disco nel lettore CD/DVD virtuale, oppure utilizzare una pendrive o un disco esterno, inoltre gestire le cartelle e gli appunti condivisi tra la macchina virtuale e quella reale.

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Passando con il mouse sopra le icone presenti nella parte bassa della schermata di VirtualBox, potrete ottenere altre informazioni sulle impostazioni e la configurazione attuale della macchina virtuale.

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Snapshot

Una delle funzioni più utili di VirtualBox è la possibilità di creare delle "istantanee" (o Snapshot) della macchina virtuale. Un'istantanea altro non è che il salvataggio dello stato di una macchina in quel preciso momento che sarà sempre possibile ripristinare, annullando tutte le modifiche fatte successivamente alla creazione. È una buona idea creare un'istantanea subito dopo aver installato e configurato secondo le nostre esigenze un sistema operativo: qualunque cosa accadrà alla nostra macchina virtuale, potremo sempre ripartire da qui anziché reinstallare e riconfigurare tutto il sistema da capo!

Creare un'istantanea è semplicissimo: nella finestra principale di VirtualBox, selezioniamo la macchina virtuale di cui vogliamo salvare lo stato, clicchiamo su Istantanee e poi sull'icona che rappresenta una macchina fotografica. Si aprirà una nuova finestra dove potremo inserire un nome e una descrizione; confermiamo con OK e lo stato della macchina virtuale è lì congelato, pronto al bisogno per essere ripristinato. È anche possibile creare un'istantanea di una macchina già avviata.

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Lo Stato attuale sarà il sistema che verrà avviato, indipendentemente dal numero delle istantanee. Qualora volessimo avviare una delle istantanee salvate, dovremo prima procedere al ripristino dello stato salvato in quella determinata istantanea. Per farlo è sufficiente selezionare l'istantanea desiderata e cliccare sull'icona della macchina fotografica con la freccia celeste. Prima del ripristino, verrà chiesto se si desidera creare un'istantanea dello Stato attuale se questo risulterà modificato rispetto all'ultima istantanea fatta.

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Poiché, ogni volta che creiamo un'istantanea, verrà creato un nuovo file che rappresenta l'hard disk (o meglio le differenze dell'hard disk tra i vari momenti) della nostra macchina virtuale e questi file possono avere dimensioni notevoli, potremo avere la necessità di rimuovere qualche istantanea.

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Per farlo, dovremo andare sempre nella finestra di gestione delle istantanee, selezionare l'istantanea che vogliamo eliminare e cliccare sull'icona della macchina fotografica con la X rossa. Come scritto sul messaggio di conferma, eliminare uno snapshot significa riunire i file contenenti le differenze dell'hard disk e questo processo può essere anche molto lungo, dipende da quante modifiche sono state fatte al sistema dalla creazione dello snapshot che stiamo eliminando.

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L'icona della macchina fotografica con il cerchio giallo, mostrerà i dettagli dell'Istantanea selezionata; non solo Nome e Descrizione ma anche quando è stata creata e tutte le impostazioni associate.

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L'ultima icona presente nella finestra di gestione degli snapshot è quella di una pecora, simbolo associato alla clonazione. Nella nuova finestra che si è aperta, selezioniamo subito Modalità esperta: l'unica cosa che cambia dalla Modalità guidata è il raggruppamento delle diverse opzioni che si possono scegliere in un unica schermata. Oltre al Nome della nuova macchina, possiamo scegliere il Tipo di clone, che potrà essere:

  • Clone completo dal significato piuttosto chiaro, è la copia esatta di tutti i file e le impostazioni che compongono la macchina virtuale da clonare; è inoltre possibile scegliere se "copiare" anche le istantanee eventualmente create (Tutto) oppure copiare solo lo Stato corrente della macchina;
  • Clone collegato, in questo caso non è possibile scegliere la copia delle istantanee perché con questo tipo di clone quello che viene creato è una "istantanea speciale" che si può avviare contemporaneamente all'originale e senza bisogno di effettuare l'operazione di ripristino e che viene visualizzata come se fosse un'altra macchina.

In entrambi i casi è disponibile l'opzione per assegnare un nuovo indirizzo MAC alle schede di rete delle macchine-clone (è comunque un'operazione che può essere fatta a posteriori dalla sezione Rete delle Impostazioni), molto utile se si dovessero collegare in rete le macchine originali insieme ai cloni.

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Importazione ed esportazione

Infine è anche possibile esportare le macchine virtuali create per condividerle o da conservare come backup. Il processo di esportazione creerà un file con estensione .ova contenente l'hard disk virtuale e le impostazioni specifiche di quella macchina virtuale. Per esportare una macchina virtuale si dovrà selezionare l'apposita voce (Esporta applicazione virtuale) nel menù File della finestra principale di VirtualBox

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Sarà possibile importare il file .ova in qualunque altra installazione di VirtualBox, procedendo in maniera analoga all'esportazione o, se abbiamo già installato VirtualBox, semplicemente facendo doppio click sul file .ova.

Per concludere segnalo alcune fonti dal quale potete scaricare macchine virtuali pronte per l'importazione: