Parliamo di Recall, la funzionalità di Windows 11 per i PC Copilot+ che cattura screenshot di ogni attività dell'utente e li archivia in un database locale consultabile. Dopo il disastroso debutto del 2024 - dati completamente in chiaro, accessibili a chiunque - Microsoft aveva riprogettato il sistema con crittografia e autenticazione biometrica. Problema risolto, dunque? Non proprio. Un nuovo strumento chiamato TotalRecall Reloaded dimostra che esiste ancora una porta laterale per estrarre l'intero archivio di screenshot, testo OCR e metadati. Senza privilegi di amministratore, senza exploit del kernel, senza forzare alcuna cifratura.
Chi gestisce una rete domestica con più dispositivi sparsi tra casa, ufficio e qualche server remoto conosce bene Tailscale: il servizio che costruisce reti mesh sicure basate su WireGuard senza richiedere di aprire porte sul router o configurare VPN tradizionali. La notizia di questi giorni riguarda un aggiornamento del piano gratuito - ribattezzato v4 - che raddoppia il numero di utenti inclusi, passando da 3 a 6.
Giovedì 16 aprile, MZLA Technologies - la stessa sussidiaria di Mozilla Foundation che sviluppa il client Thunderbird - ha annunciato Thunderbolt, un client AI open source pensato per essere ospitato sulla propria infrastruttura. L'obiettivo è chiaro: offrire un'alternativa concreta a Microsoft Copilot, ChatGPT Enterprise e Claude Enterprise. Con una differenza fondamentale: i dati restano dove decide l'utente.
OpenAI ha deciso che scrivere codice non basta più. Con l'aggiornamento di Codex Desktop annunciato il 16 aprile 2026, lo strumento nato come assistente per sviluppatori si trasforma in qualcosa di più ambizioso: un agente capace di vedere lo schermo, muovere il cursore, cliccare, digitare e interagire con le applicazioni del sistema operativo - mentre l'utente continua a lavorare indisturbato su altro. È il primo passo dichiarato verso quella che OpenAI chiama una super app, e il messaggio ad Anthropic e al suo Claude Code è tutt'altro che velato.
Il software che dovrebbe proteggerti diventa il vettore d'attacco. È il paradosso al centro di RedSun, un exploit proof-of-concept pubblicato il 15 aprile 2026 che trasforma il processo di rimedio di Windows Defender in un meccanismo di scrittura arbitraria di file con privilegi massimi (SYSTEM). La vulnerabilità, ancora senza patch al momento della pubblicazione, colpisce Windows 10, Windows 11 e Windows Server 2019 e versioni successive - anche con gli aggiornamenti di aprile 2026 regolarmente installati. A renderla pubblica è un ricercatore noto con l'alias Chaotic Eclipse (account GitHub: Nightmare-Eclipse), che nel giro di tredici giorni ha rilasciato tre exploit distinti contro il motore antivirus integrato di Microsoft.
Un SSD Samsung 990 Pro da 2 TB al 40% sotto il prezzo di listino, consegnato il giorno dopo l'ordine. Windows lo riconosce regolarmente, CrystalDiskInfo mostra tutto in ordine, l'etichetta è perfetta. Poi provi a copiare un file e la velocità di lettura sequenziale è 20 MB/s. Non 20 GB/s, ma proprio venti megabyte al secondo. Più lento di una chiavetta USB 2.0. Benvenuti nell'era dei falsi SSD che superano i controlli di base e crollano sotto qualsiasi carico reale.
Anthropic rilascia oggi Claude Opus 4.7, il modello che l'azienda definisce il più potente tra quelli disponibili al pubblico.
Il Task Manager di Windows è una di quelle utility che tutti usano e nessuno ama davvero. Mostra cosa sta succedendo adesso, in questo preciso istante, ma se volete sapere cosa è accaduto tre ore fa - quale processo ha fatto schizzare la temperatura della CPU, quale applicazione ha divorato banda in background mentre dormivate - vi trovate davanti a un muro. AppControl, un'alternativa al Task Manager lanciata a febbraio 2026, ci lavorava già da un po'. Con l'aggiornamento annunciato il 14 aprile, però, la soluzione fa un salto di qualità: il programma integra ora un server MCP che permette di interrogare lo storico diagnostico del proprio PC in linguaggio naturale, usando un modello di intelligenza artificiale a scelta dell'utente.
A sei mesi esatti dal lancio di Zorin OS 18, il team di sviluppo ha pubblicato il primo aggiornamento della serie. Zorin OS 18.1 non stravolge nulla, ma affina una distribuzione che ha già convinto oltre 3,3 milioni di utenti a scaricarla dal debutto della versione 18. L'obbiettivo dichiarato resta lo stesso di sempre: chi vuole abbandonare Windows senza sentirsi spaesato. E stavolta gli strumenti per facilitare la transizione si fanno più affilati.
Per chi ha sempre detestato gli Short su YouTube arriva finalmente una (parziale) soluzione. YouTube permette ora a tutti gli utenti Android e iOS di impostare il limite giornaliero degli Shorts a zero minuti. Non un compromesso, non un tetto minimo di quindici minuti come prima: zero. Il feed degli Shorts sparisce dall'esperienza d'uso. Non è un trucco nascosto né un'estensione del browser: è un'opzione ufficiale, integrata nell'app.
Google ha deciso di uscire dal browser e integrarsi nel sistema operativo, rilasciando un nuovo programma nativo per Windows, Google per Windows, che permette di ricercare sul proprio PC e ottenere i risultati all'interno di un'interfaccia simile a quella del motore di ricerca per web
Chi si è mai trovato a fissare il monitor di rete del proprio router, chiedendosi quale processo stesse saturando la banda, conosce bene la frustrazione. Sniffnet 1.5.0 risponde esattamente a questa domanda. Lo strumento di monitoraggio del traffico di rete - gratuito e open source - aggiunge nella nuova versione la funzionalità più richiesta dalla comunità: l'identificazione dei singoli programmi responsabili del consumo di banda. Sulla carta, questo lo trasforma da semplice analizzatore di traffico a qualcosa di molto più utile per chi lavora da casa o gestisce una piccola rete.
Un singolo acquirente, conosciuto solo come "Kris", ha comprato un intero portafoglio di plugin WordPress per una cifra a sei zeri. Pochi mesi dopo, migliaia di siti si sono ritrovati con una backdoor nel cuore del proprio codice. È il classico attacco alla supply chain - colpire il fornitore per raggiungere tutti i suoi clienti - e questa volta il bersaglio è l'ecosistema di plugin che alimenta una quota enorme del web mondiale. Compreso quello di moltissime piccole imprese e professionisti italiani che su WordPress hanno costruito la propria presenza online.
Si chiama PeekDesktop, ed è un'utilità per Windows che replica una delle funzioni più apprezzate di macOS: il clic sul desktop per far sparire tutte le finestre. È veicolata sottoforma di eseguibile che funziona senza installazione (portable), è gratuita e liberamente scaricabile da tutti
Se pensavate che installare estensioni esclusivamente da Chrome Web Store fosse una garanzia di sicurezza, è il momento di rivedere quella convinzione. Un'indagine pubblicata dal team di ricerca di Socket ha portato alla luce una campagna coordinata di 108 estensioni malevole, tutte presenti nel negozio ufficiale di Google. Non stiamo parlando di software distribuito su forum oscuri o repository sconosciuti: queste estensioni erano disponibili con pagina pubblica, recensioni e contatore di installazioni. Il totale supera le 20.000 installazioni. Al momento della pubblicazione del rapporto, risultavano ancora attive.
Garrett Dutton non è un nome che circola spesso nei titoli sulla sicurezza informatica, visto che è il cantante di una band di Philadelphia e non un professionista del settore IT. Ma Dutton è diventato ora il volto di un incubo che qualsiasi possessore di criptovalute dovrebbe studiare con attenzione. Ha perso 5,92 BTC - circa 424.000 dollari, l'intero fondo pensione accumulato in quasi dieci anni - dopo aver scaricato un'applicazione contraffatta dal Mac App Store di Apple. Un'applicazione truffaldina, che non avrebbe mai dovuto trovarsi lì.
Chiunque abbia navigato sul web negli ultimi anni conosce la frustrazione: si clicca il pulsante "indietro" del browser e, invece di tornare alla pagina precedente, ci si ritrova su una schermata inattesa, piena di pubblicità o raccomandazioni non richieste. Google ha deciso di penalizzare questo comportamento: il team Search Quality ha annunciato che il back button hijacking - la pratica con cui un sito manipola la cronologia del browser per impedire all'utente di tornare indietro - è ora formalmente classificato come comportamento spam malevolo, e i siti che lo adottano rischiano penalizzazioni nei risultati di ricerca.
Un falso aggiornamento di Windows 11 che ruba password e credenziali bancarie. A lanciare l'allarme è Malwarebytes, che ha identificato una campagna di distribuzione malware mascherata proprio da update cumulativo per Windows 11 versione 24H2. Il file malevolo passa indenne attraverso 69 motori antivirus su VirusTotal: zero rilevamenti, nessuna regola YARA corrispondente, classificazione comportamentale a basso rischio. Il tutto confezionato in un pacchetto dall'aspetto impeccabile, ospitato su un dominio che scimmiotta quello ufficiale Microsoft.
Le build preliminari di Windows 11 rilasciate ad aprile 2026 all'interno del programma Windows Insider portano con sé un pacchetto di novità che, nel loro insieme, tracciano la direzione del sistema operativo per il resto dell'anno. Tra avvisi di sicurezza più espliciti, ritocchi all'archiviazione e un Feedback Hub ripensato, le due build "dev" e "beta" confermano che Microsoft sta lavorando su più fronti contemporaneamente. A queste si aggiungono segnalazioni non confermate dai blog ufficiali riguardanti un feedback aptico per i touchpad e una modalità Xbox di ottimizzazione a livello di sistema.
Chiunque abbia configurato un PC con Windows 11 negli ultimi anni conosce bene il rituale: accendi la macchina nuova, attraversi le schermate di configurazione iniziale (OOBE) e, a un certo punto, il sistema ti inchioda davanti a una barra di progresso mentre scarica e installa aggiornamenti. Attese che possono superare i trenta minuti, durante i quali il computer è inutilizzabile. Una frustrazione che Microsoft sembra finalmente intenzionata ad eliminare, in linea con una strategia più ampia che punta a rendere Windows 11 meno invadente nella gestione degli aggiornamenti.
Basta aprire un PDF. Non serve cliccare su un link sospetto, non serve abilitare macro, non serve confermare alcun dialogo. Un file con un nome innocuo come fattura.pdf è sufficiente a compromettere il sistema. È questo lo scenario concreto dietro CVE-2026-34621, una vulnerabilità in Adobe Acrobat Reader che Adobe ha confermato essere attivamente sfruttata e per cui ha rilasciato un aggiornamento d'emergenza.
fattura.pdf
Se c'è un copione che Microsoft conosce bene, è quello dell'integrazione aggressiva di software e servizi in Windows: periodicamente, un nuovo prodotto strategico viene innestato nel tessuto del sistema operativo con impostazioni predefinite, installazioni automatiche e percorsi tortuosi per chi vuole liberarsene. Vent'anni fa il protagonista era Internet Explorer. Oggi i nomi sono cambiati - Edge e Copilot - ma la regia, secondo Mozilla, è identica. In un post sul blog aziendale intitolato senza mezzi termini «Le vecchie abitudini sono dure a morire», la fondazione del Panda Rosso ha messo nero su bianco un atto d'accusa dettagliato contro le pratiche di integrazione portate condotte da Microsoft, sostenendo che riducono la libertà di scelta degli utenti su browser e strumenti di intelligenza artificiale.
Trisquel 12.0, nome in codice "Ecne", è stato rilasciata ufficialmente. Si tratta di una distribuzione GNU/Linux di nicchia, che si rivolge ai puristi più intransigenti, a coloro non accettano compromessi sul fronte della libertà del software: niente driver proprietari, niente firmware binari, niente blob. Una scelta radicale, approvata e sostenuta da Free Software Foundation e dal progetto GNU. Per chi crede che il software libero non sia un dettaglio ma un principio, Trisquel resta un punto di riferimento. Anche quando questo significa accettare qualche sacrificio.
Windows Insider Program cambia pelle. Con un post pubblicato il 10 aprile 2026, Microsoft ha annunciato una ristrutturazione profonda del programma che da anni permette agli utenti più avventurosi di testare in anteprima le novità di Windows 10 inizialmente, e Windows 11 in tempi meno preistorici. I canali passano da quattro a due, sparisce l'obbligo di reinstallare il sistema per cambiare canale e arriva un pannello per attivare o disattivare singole funzionalità.
Il kernel Linux sta per compiere un salto di versione che non si vedeva dal 2022, quando Linus Torvalds decise di passare dalla serie 5.x alla 6.0. Domani, 12 aprile 2026, è previsto il rilascio stabile di Linux 7.0.