Disponibile Trisquel 12.0 "Ecne": GNU/Linux davvero libero, senza firmware proprietari (aggiornato: 12 aprile 2026, ore 21:29)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 12/04/2026, 21:29
- Pubblicato: 12/04/2026, 21:28
Trisquel 12.0, nome in codice "Ecne", è stato rilasciata ufficialmente. Si tratta di una distribuzione GNU/Linux di nicchia, che si rivolge ai puristi più intransigenti, a coloro non accettano compromessi sul fronte della libertà del software: niente driver proprietari, niente firmware binari, niente blob. Una scelta radicale, approvata e sostenuta da Free Software Foundation e dal progetto GNU. Per chi crede che il software libero non sia un dettaglio ma un principio, Trisquel resta un punto di riferimento. Anche quando questo significa accettare qualche sacrificio.

Trisquel 12.0 si fonda su Ubuntu 24.04 LTS. Esce dunque con due anni di ritardo rispetto alla base Ubuntu più recente - conseguenza strutturale del lavoro necessario per epurare ogni componente non libero: oltre 300 pacchetti da modificare e un processo di verifica che richiede tempo. Il supporto a lungo termine garantisce aggiornamenti di sicurezza fino a maggio 2029, una finestra ragionevole per chi privilegia la stabilità.
Il kernel predefinito è Linux-libre 6.8.x: un fork del kernel Linux depurato da ogni componente proprietario. Per hardware più recente è disponibile uno stack HWE (Hardware Enablement), anche se le fonti non concordano sulla versione esatta del kernel fornito. Il punto critico è un altro: Linux-libre, per sua natura, rimuove il supporto a dispositivi che richiedono firmware non libero, restringendo ulteriormente la compatibilità hardware rispetto a una distribuzione convenzionale.
L'offerta si articola in diverse varianti.
Chi usa Netinstall può, durante la fase di selezione dei pacchetti, installare GNOME 46 e costruirsi un ambiente personalizzato da zero.

Il browser predefinito resta Abrowser, la versione de-googlizzata di Firefox curata dal progetto Trisquel. La novità è che ora si affiancano due alternative direttamente dai repository: GNU IceCat e ungoogled-chromium. Per chi opera in un ecosistema completamente libero, avere più opzioni di navigazione è un passo avanti concreto.
Sul fronte della posta elettronica c'è Icedove (versione 140), mentre la suite da ufficio è LibreOffice 24. Il repository di backport include strumenti come yt-dlp, Inkscape, Nextcloud Desktop, Kdenlive e il gioco strategico 0 A.D.
Sotto il cofano, il cambiamento tecnico più significativo è l'adozione di APT 3.0 con pieno supporto al formato deb822 per i repository - una transizione che riguarda tutti i percorsi di installazione (Netinstall, Ubiquity, Synaptic) e allinea Trisquel alle pratiche moderne di gestione dei pacchetti Debian.
Le regole AppArmor sono state riviste per gli ambienti grafici, migliorando la copertura di sicurezza sul desktop. La modularizzazione del kernel è stata migliorata per ridurre problemi con i componenti udeb utilizzati durante l'installazione.
Chi desidera aggiornare da Trisquel 11.x "Aramo" può farlo tramite update-manager o do-release-upgrade.
La procedura non cancella i dati dell'utente ma, come sempre, è buona prassi svolgere un backup completo.
Trisquel 12.0 è disponibile per amd64 (cioè la maggior parte dei PC con CPU Intel o AMD), ppc64el, arm64 e armhf.
Ma la notizia più interessante guarda al futuro: è iniziato il lavoro preliminare per il supporto all'architettura RISC-V, indicato come obiettivo prioritario per la prossima versione. Per una distribuzione che fa della libertà il proprio manifesto, abbracciare un'architettura di processore aperta è una mossa coerente - quasi obbligata.
Il progetto Trisquel , fondato nel 2004 presso l'Università di Vigo e diretto da Rubén Rodríguez, continua a finanziarsi esclusivamente attraverso donazioni.
Trisquel 12.0 non è una distribuzione per tutti. Un kernel 6.8 nel 2026 è oggettivamente datato. La rimozione del firmware proprietario limita l'hardware utilizzabile. La base Ubuntu 24.04 arriva quando il resto dell'ecosistema è già oltre. Ma queste non sono sviste: sono scelte deliberate, coerenti con una visione del software che non ammette zone grigie. Per chi condivide quella visione, Ecne è esattamente ciò che serviva. Per tutti gli altri, resta una lezione su quanto costa - in termini pratici - prendere sul serio i principi del software libero.
Fonti: linuxiac.com, phoronix.com, en.wikipedia.org
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