Finisce l'era Tim Cook: chi è John Ternus, il nuovo CEO di Apple (aggiornato: 20 aprile 2026, ore 23:46)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 20/04/2026, 23:46
- Pubblicato: 20/04/2026, 23:41
Apple ha annunciato oggi quello che in molti nel settore consideravano ormai inevitabile: Tim Cook lascerà la carica di CEO il primo settembre 2026, passando al ruolo di presidente esecutivo (executive chairman) del consiglio di amministrazione. Al suo posto siederà John Ternus, attualmente Senior Vice President of Hardware Engineering, un veterano con 25 anni di Apple alle spalle e le mani su praticamente ogni prodotto fisico uscito da Cupertino nell'ultimo decennio. La scelta di un ingegnere hardware puro per guidare l'azienda più capitalizzata al mondo dice qualcosa. Forse dice molto.

Liquidare l'era Cook come un semplice interregno tra visionari sarebbe intellettualmente disonesto. Quando nel 2011 raccolse il testimone da Steve Jobs - in circostanze che rendevano qualsiasi successore un bersaglio facile per i critici - Apple valeva una frazione di quello che vale oggi. Sotto la guida di Tim Cook il profitto annuale di Apple è quadruplicato, superando i 110 miliardi di dollari. La capitalizzazione di mercato è cresciuta di oltre dieci volte, toccando i 4.000 miliardi.
Cook non ha solo gestito: ha costruito. Apple Watch, AirPods, Apple Vision Pro, Apple Pay e un'infrastruttura di supply chain globale che si estende tra Cina, India e Brasile, con punti vendita su cinque continenti. Il suo contributo più trasformativo è stato però forse meno visibile al grande pubblico: la costruzione di un impero dei servizi da oltre 100 miliardi di dollari, che comprende iCloud, Apple TV+ e una costellazione di abbonamenti.
Peter Oppenheimer, CFO di Apple dal 2004 al 2014, ha sintetizzato così: «Ha ereditato le scarpe più grandi del pianeta - le più grandi che chiunque abbia mai dovuto indossare - e ha fatto un lavoro straordinario».
A 65 anni, Cook non sparisce. Nel ruolo di presidente esecutivo continuerà a occuparsi dei rapporti con i governi e i decisori politici di tutto il mondo - un compito tutt'altro che cerimoniale, considerando le tensioni geopolitiche che attraversano il settore tecnologico. Lavorerà fianco a fianco con Ternus per tutta l'estate, in una transizione che Apple ha descritto come frutto di un «processo di pianificazione della successione attento e a lungo termine».
Cinquant'anni, entrato in Apple nel 2001 come parte del team di progettazione prodotto, Ternus ha attraversato entrambe le ere che hanno definito l'azienda moderna. Ha lavorato sotto Jobs. Ha avuto Cook come mentore. Nel 2013 è diventato Vice President of Hardware Engineering, nel 2021 è stato promosso al rango di Senior Vice President, entrando nel gruppo dirigente ristretto.
Il suo curriculum è un catalogo di prodotti Apple: ha contribuito in modo determinante all'introduzione di iPad e AirPods, lavorando su generazioni successive di iPhone, Mac e Apple Watch. Sarà l'ottavo CEO nella storia dell'azienda e il terzo dal ritorno di Jobs nel 1997. Entrerà anche nel consiglio di amministrazione a partire dal primo settembre.

«Sono profondamente grato per questa opportunità di portare avanti la missione di Apple» ha dichiarato Ternus. «Avendo trascorso quasi tutta la mia carriera in Apple, ho avuto la fortuna di lavorare sotto Steve Jobs e di avere Tim Cook come mentore. È stato un privilegio contribuire a dare forma ai prodotti e alle esperienze che hanno cambiato così tanto il modo in cui interagiamo con il mondo e tra di noi. Sono pieno di ottimismo per ciò che potremo realizzare negli anni a venire.»
La successione non si limita alla poltrona di CEO. Apple ha annunciato che Johny Srouji - fino a ieri SVP of Hardware Technologies, l'uomo che ha guidato lo sviluppo dei chip Apple Silicon ("M1" e successivi) - assume con effetto immediato il nuovo ruolo di Chief Hardware Officer. Il suo mandato si espande: guiderà sia l'ingegneria hardware (il vecchio ruolo di Ternus) sia l'organizzazione delle tecnologie hardware.
Sul versante della governance, Art Levinson, attuale presidente non esecutivo del consiglio, diventerà lead independent director. Una riorganizzazione ordinata, che consolida il peso dell'hardware ai vertici dell'azienda proprio nel momento del passaggio di consegne.
Ed è qui che la faccenda si fa interessante. Cook ha trasformato Apple da azienda di prodotti in azienda di prodotti più servizi. App Store, Apple Music, Apple TV+, iCloud, Apple Pay: un pilastro finanziario con ricavi superiori ai 100 miliardi di dollari. Apple TV+ in particolare è stato un progetto fortemente voluto da Cook, con investimenti massicci a Hollywood.
Ternus viene da un mondo completamente diverso. Il suo intero percorso professionale è radicato nella progettazione e nell'ingegneria di prodotti fisici. Non ha un curriculum noto nei servizi, nei contenuti digitali o nelle piattaforme software. Non significa che trascurerà quei settori - sarebbe una follia strategica, vista la redditività - ma le priorità potrebbero essere calibrate diversamente.
La promozione simultanea di Srouji a Chief Hardware Officer rafforza questa lettura. L'uomo dei chip e l'uomo dei prodotti fisici ora occupano i due posti più importanti dell'organigramma tecnico. Se Apple intende accelerare lo sviluppo dei propri chip proprietari - e la traiettoria degli ultimi anni suggerisce esattamente questo - la nuova struttura di comando è costruita per farlo.
Va detto con chiarezza: né Ternus né il consiglio di amministrazione hanno rilasciato dichiarazioni specifiche su piani futuri per Apple Silicon, per la strategia chip o per il ridimensionamento dei servizi. Qualsiasi previsione in tal senso è un'inferenza basata sui profili professionali dei nuovi vertici e sulla riorganizzazione interna. Ma le inferenze, quando i dati convergono, hanno il loro peso.
Apple compie un passaggio generazionale. Cook, l'uomo della logistica e dei servizi, cede il posto a Ternus, l'uomo del ferro e del silicio. La transizione è pensata per essere morbida - Cook resta in azienda, il consiglio ha pianificato tutto con largo anticipo - ma il cambio di prospettiva al vertice è reale.
Per chi segue l'hardware Apple con passione, la nomina di Ternus è una dichiarazione d'intenti. Per chi ha scommesso sulla crescita inarrestabile dei servizi, è un motivo per tenere gli occhi aperti. Apple sotto Cook è diventata un'azienda da 4.000 miliardi di dollari. La domanda adesso è quale Apple costruirà Ternus - e se la risposta, letteralmente, sarà qualcosa che si può tenere in mano.
Fonti: apple.com, techcrunch.com, theverge.com, macrumors.com
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