Amazon Luna (Prime Gaming): stop alle integrazioni con GOG, Steam, Epic Store, EA e Ubisoft (aggiornato: 12 aprile 2026, ore 01:02)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 12/04/2026, 01:02
- Pubblicato: 12/04/2026, 01:01
Amazon Luna (nota anche come Amazon Prime Gaming) ha smesso di vendere giochi singoli, abbonamenti di terze parti e accesso ai cataloghi esterni. Entro il 10 giugno spariranno dalla piattaforma anche i titoli già acquistati tramite EA, Ubisoft e GOG, insieme alla funzione "Bring Your Own Library" che permetteva di accedere in streaming via cloud giochi posseduti su quegli store.

Il taglio si articola in due fasi. La prima è già operativa: dal 10 aprile non è più possibile acquistare titoli singoli su Luna, né sottoscrivere abbonamenti come Ubisoft+ attraverso la piattaforma. Chi ha un abbonamento attivo lo vedrà cancellato alla fine del prossimo ciclo di fatturazione.
La seconda scadenza è quella che fa più male. Il 10 giugno 2026 segna la fine del supporto "Bring Your Own Library", la funzione introdotta a fine 2022 che consentiva agli utenti Prime di collegare i propri account EA, GOG e Ubisoft per accedere via Luna giochi già posseduti. Da quella data, i titoli acquistati tramite Luna saranno rimossi dalla piattaforma.
I dati di salvataggio resteranno scaricabili per 90 giorni, ma Amazon avverte esplicitamente che «non può garantire che i salvataggi scaricati da Luna funzioneranno su altri servizi di gioco». Un dettaglio che dà la misura della fragilità intrinseca del cloud gaming quando la piattaforma decide di cambiare rotta.
Amazon non offre rimborsi per i giochi acquistati in precedenza su Luna. D'altro canto, tali giochi resteranno accessibili sulle rispettive piattaforme di origine (EA App, GOG Galaxy, Ubisoft Connect), sebbene solo in locale e non più tramite streaming.
Come compensazione per il disagio, Amazon promette accesso gratuito a Luna Premium per alcuni utenti coinvolti. I dettagli arriveranno via comunicazione diretta a partire dal 10 giugno.
La piattaforma non chiude, ma si restringe in modo significativo. L'offerta si concentra su due livelli di abbonamento:
Molti titoli di terze parti che prima erano acquistabili singolarmente saranno ora disponibili solo attraverso l'abbonamento Premium. Luna passa da un modello ibrido - store, abbonamenti esterni, libreria personale - a un servizio chiuso in stile Netflix. Il catalogo lo decide Amazon, punto.
La giustificazione ufficiale è un piccolo capolavoro di evasività aziendale. Secondo la pagina di supporto di Amazon, il feedback dei giocatori era «chiaro»: gli utenti vogliono «accesso facile a grandi giochi, più esperienze social e un flusso costante di nuovi contenuti». Da questa premessa, Amazon deduce che la cosa logica sia rimuovere l'accesso a tre store di terze parti e alla libreria personale degli utenti. Il sillogismo non regge, ma tant'è.
Nella mail inviata agli utenti Luna, l'azienda dichiara di voler «raddoppiare gli sforzi su un'ampia gamma di esperienze di gioco», con enfasi su GameNight, la modalità multiplayer locale lanciata nell'ottobre 2025 che permette di giocare a circa 30 titoli usando lo smartphone come controller, senza scaricare alcuna app. Un'idea non priva di fascino, ma che rappresenta un segmento molto diverso - e molto più modesto - rispetto allo streaming di librerie AAA di terze parti.
Queste mosse non nascono nel vuoto. Nell'ottobre 2025 Amazon ha effettuato 14.000 licenziamenti, con tagli significativi alla divisione gaming. La strategia dichiarata in quel momento era abbandonare la competizione diretta con Steam sui titoli AAA per concentrarsi su Luna. Sei mesi dopo, Luna stessa viene ridimensionata. Siamo di fronte a una ritirata ordinata, non a un rilancio.
La cronologia della piattaforma racconta da sola la storia: lancio nel 2020, aggiunta dei "canali" con abbonamenti terzi, partnership con gli store per il "Bring Your Own Library" a fine 2022, arrivo di Fortnite e acquisti singoli nel 2023, rilancio con GameNight nell'ottobre 2025. E ora lo smantellamento di quasi tutto ciò che era stato costruito nei tre anni precedenti.
Per gli utenti che si appoggiavano a Luna come punto di accesso unificato alle proprie librerie, le alternative scarseggiano. GeForce Now di NVIDIA resta il servizio cloud più orientato al modello "porta i tuoi giochi", ma il suo catalogo dipende dagli accordi con i singoli publisher e non copre tutti i titoli. La frammentazione del cloud gaming, insomma, peggiora.
Il messaggio di fondo è scomodo ma difficile da ignorare. Quando un servizio cloud smette di supportare una funzione, i giochi acquistati non scompaiono dallo store originale - ma l'accesso pratico sì, per chiunque dipendesse dallo streaming. La proprietà digitale nel cloud gaming resta un concetto scivoloso. Amazon Luna, con questa mossa, lo ricorda nel modo più concreto possibile.
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