Ho avuto a che fare con un curioso problema di un utente aziendale che, dalle ricerche di Google o dalle Informazioni su questo luogo, risultava trovarsi in Siria e questo gli impediva di accedere ai servizi aziendali come la posta Gmail. Invece per tutti i servizi online, come questo, l'indirizzo IP del computer era italiano e la città era corretta. I tentativi di aggiornare la posizione o di forzare l'utilizzo della posizione esatta non davano risultati.

Quando riceveva la notifica sul telefono per dare il permesso all'accesso anche qui risultava in Siria.

Anche se dava la conferma alla notifica il servizio non risultava disponibile nel paese.

Andando nelle Impostazioni di Privacy per la posizione i servizi risultavano disattivati da un amministratore e non modificabili.

Facendo qualche ricerca, trovo su Reddit un paio di discussioni dove suggerivano, come unico modo di sblocco dei servizi di posizione, l'utilizzo del comando C:\Windows\system32\SystemSettingsAdminFlows.exe SetCamSystemGlobal location 1 aprendo un prompt dei comandi come amministratore (questa foto è stata presa dal mio computer).
Solo dopo mi sono accorto che probabilmente sarei potuto entrare come amministratore del computer e verificare se potevo spostare gli switch per riattivare il servizio. Il comando, cambiando il valore finale 0/1, non fa altro che modificare lo stato dello switch.

In questo modo ho riattivato il servizio di posizione.
Conclusioni
Pensate che la storia sia finita così?
Invece no.
Ora i servizi di posizione sono attivi e la localizzazione è corretta, solo che pochi secondi dopo essere entrati negli applicativi Google si chiudeva tutto con un messaggio che era impossibile accedere. Per ovvie ragioni ho coperto l'indirizzo di posta dell'utente.

La localizzazione si spostava di nuovo in Siria, ma avendo riattivato il servizio di posizione potevo rispostarla in Italia.
Nuovo tentativo di accesso e nuovamente il messaggio di Impossibile accedere e nuovo ritorno in Siria.
Dopo una cinquantina di minuti di telefonata mi arrendo e chiedo un controllo agli amministratori aziendali che gestiscono i servizi di Google. Per loro nessun problema rilevato.
Il giorno dopo l'utente mi contatta e mi dice che a casa utilizza una connessione dati con Starlink e poi un altro router per distribuirla, via cavo ethernet in tutta la casa.
Ha così provato a sostituirla con un router con una connessione diversa in 4g e con questa risultava in Italia, per i servizi di Google, ed era riuscito ad eseguire l'accesso e a mantenerlo quando ha ricollegato la connessione Starlink.
Devo dire che nel corso della lunga telefonata (48 minuti), il sospetto che il router avesse dei problemi mi era venuto. Se l'utente mi avesse detto subito il tipo di connessione che utilizzava, magari questo sospetto sarebbe cresciuto e gli avrei chiesto una prova in hotspot, che poi avrebbe incontrato le solite difficoltà nel fargliela fare perché, spesso, non sanno come eseguirla.
Mi ero concentrato sul riattivare il servizio di posizione e dopo pensavo che l'account Google fosse stato bloccato per i numerosi tentati di accesso da località insolite.
Non sempre si può riuscire a fare tutto al primo colpo, e, se poi l'utente non comunica tutte le informazioni necessarie, si può incorrere in casi come questo.