Prezzi RAM ancora fuori controllo, ma l'ex dirigente Samsung avverte: la Cina può farli crollare entro il 2027 (aggiornato: 19 maggio 2026, ore 23:24)
- a cura di: massimo.valenti
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- Pubblicato: 38 minuti fa
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Se avete dato un'occhiata ai prezzi della RAM DDR5 nelle ultime settimane, probabilmente avete pensato di aver sbagliato pagina. I listini spot in Germania segnano un rialzo del 414% rispetto ai valori di luglio 2025. Un modulo che dieci mesi fa costava quanto una cena fuori oggi vale quanto un weekend lungo. Ma secondo un ex dirigente di Samsung, questa fiammata potrebbe avere i mesi contati: la Cina sta spingendo sull'acceleratore della produzione DRAM con un'aggressività che potrebbe ribaltare l'equazione domanda-offerta nel giro di un anno.

Come ormai noto a tutti, la causa dei prezzi stellari della RAM è l'intelligenza artificiale - o meglio, la fame insaziabile di high-bandwidth memory (HBM) che alimenta gli acceleratori AI.
Samsung, SK Hynix e Micron, i tre colossi che controllano il mercato globale della DRAM, hanno riallocato massicciamente la capacità produttiva verso l'HBM, che offre margini più elevati e una domanda apparentemente illimitata da parte delle grandi aziende tecnologiche.
Il nodo tecnico è semplice quanto brutale: HBM e DDR5 commodity condividono le stesse linee di produzione su wafer. Più spazio all'una significa meno all'altra. Ne risulta una carenza di DDR5 standard - quella che finisce nei PC desktop, nei portatili e nei server tradizionali - su cui i tre produttori principali non hanno scorte aggiuntive da mettere sul mercato. Apple e Dell hanno reagito con ordini preventivi, facendo impennare ulteriormente le spedizioni e contribuendo alla pressione sui prezzi.
Kye-hyun Kyung, ex responsabile del gruppo Device Solutions di Samsung - la divisione che si occupa di chip e display - e attualmente consulente dell'azienda, ha lanciato un avvertimento preciso durante il 285° Forum della National Academy of Engineering of Korea. Le aziende cinesi, ha spiegato, «stanno investendo in modo aggressivo» per aumentare la produzione di chip di memoria. Se i piani andranno a buon fine, «l'impennata dell'offerta potrebbe far crollare i prezzi entro un anno, nella seconda metà del prossimo anno».
Kyung ha citato dati di ricerche di mercato secondo cui la capacità produttiva globale potrebbe raggiungere i 6 milioni di wafer al mese nella seconda metà del 2027 - un volume sufficiente, secondo le stime, a generare un eccesso di offerta e trascinare i prezzi al ribasso su scala mondiale.
C'è però una clausola importante. Tutto dipende dalla tenuta degli investimenti in AI da parte delle grandi aziende tecnologiche. Se il ritorno sull'investimento dei capitali destinati all'intelligenza artificiale dovesse calare, la crescita della domanda di HBM potrebbe rallentare - e con essa la pressione che oggi strangola la produzione DDR5 commodity. Lo scenario roseo per i consumatori, in sostanza, presuppone che le big tech continuino a spendere miliardi in AI senza ripensamenti.
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Il nome da tenere d'occhio è ChangXin Memory Technologies (CXMT), fondata nel 2016 con sede a Hefei. È l'unico produttore cinese di DRAM ad aver raggiunto la produzione di massa ed è il principale attore nel mercato domestico. A novembre 2024 ha presentato ufficialmente il proprio portafoglio DDR5, con chip che supportano velocità fino a 8.000 Mbps e densità dei die da 16 Gb e 24 Gb, destinati a server, workstation e PC. La densità da 24 Gb colloca CXMT circa una generazione dietro i chip DDR5 più avanzati da 32 Gb di Samsung, SK Hynix e Micron - un distacco significativo, ma non necessariamente permanente.
CXMT, insieme a YMTC, ha in programma di raddoppiare la produzione di wafer investendo miliardi nella costruzione di nuovi impianti. I cantieri sono già avviati.
Poi c'è Jiahe Jinwei, che attraverso il marchio SINKER (sotto l'ombrello POWEV) ha già lanciato soluzioni DDR5 RDIMM nei formati UDIMM, SODIMM e RDIMM, fino a 64 GB di capacità e velocità fino a 5.600 MT/s, conformi allo standard JEDEC. La produzione gira su due linee parallele: una per il mercato cinese, una per l'esportazione globale. Il modulo DDR5-5600 da 64 GB RDIMM a marchio Sinker ha superato i test presso diversi clienti ed è pronto per la fornitura in volume ai data center.
Sul versante consumer, i marchi Gloway e KingBank - anch'essi sotto POWEV - vendevano già moduli DDR5 basati su chip DRAM di produzione cinese a fine 2024, tra i primi segnali concreti che la DDR5 domestica stava entrando nei canali commerciali. Comay, dal canto suo, ha rilasciato prodotti DDR5 basati su die CXMT per applicazioni industriali e enterprise.

Chi segue il mercato della memoria sa che la DRAM è un settore ciclico per eccellenza. Carenza e sovrapproduzione si alternano con una regolarità quasi rituale: i tempi lunghi tra l'investimento di capitale e l'avvio della produzione a regime generano sfasamenti violenti. Quando più attori portano online nuova capacità nello stesso momento, l'offerta supera la domanda in modo brusco e i prezzi crollano. È già successo più volte, e i margini dei produttori consolidati ne hanno sempre sofferto.
Questa volta c'è però un fattore che cambia la geometria del problema: la frammentazione geopolitica della filiera. I data center cinesi stanno entrando in funzione a ritmo accelerato, alimentando la domanda interna. I produttori locali puntano esplicitamente a soluzioni domestiche per ridurre la dipendenza da Samsung, SK Hynix e Micron - una strategia di autosufficienza industriale che la Cina persegue da anni nel settore dei semiconduttori, e in cui la DRAM rappresenta uno dei fronti più caldi.
Kyung stesso ha raccomandato alla Corea del Sud di espandere la propria presenza nel mercato globale della progettazione di chip fabless, per restare competitiva rispetto a Stati Uniti e Cina. Un'ammissione implicita che il vantaggio tecnologico coreano nella memoria, per quanto solido, non è scolpito nella roccia.
Per gli appassionati che stavano pianificando un aggiornamento, il quadro è duplice. Nel breve termine, i prezzi DDR5 restano... dolorosi. Il dato del 414% si riferisce ai prezzi spot tedeschi - non è un indice globale al dettaglio - ma la tendenza al rialzo è generalizzata e i listini nei negozi riflettono la tensione del mercato. Chi può aspettare ha ragioni concrete per farlo.
Nel medio termine, se le previsioni di Kyung si avverano e la capacità cinese raggiunge i volumi stimati, la seconda metà del 2027 potrebbe portare un sollievo consistente. Le variabili in gioco restano molte: la resa dei nuovi impianti cinesi deve stabilizzarsi, la domanda di HBM deve restare alta abbastanza da non liberare improvvisamente capacità commodity, e le grandi aziende tecnologiche devono continuare a investire in AI ai ritmi attuali senza ripensamenti.
Il paradosso è stridente: gli stessi fattori che oggi fanno lievitare il conto della RAM per un appassionato - la corsa all'intelligenza artificiale e la concentrazione produttiva verso l'HBM - stanno creando le condizioni perché nuovi attori entrino nel mercato e lo riequilibrino. La DRAM è sempre stata così, un gioco di cicli in cui ogni eccesso genera la propria correzione. Questa volta la correzione potrebbe arrivare da est, con accento mandarino.
Fonti: wccftech.com, letsdatascience.com, eteknix.com
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