AMD supporterà AM5 fino al 2029: nuove CPU Zen 6 e Zen 7 arriveranno sullo stesso socket (aggiornato: 1 giugno 2026, ore 07:56)
- a cura di: massimo.valenti
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- Pubblicato: 10 ore fa
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Quando AMD presentò il socket AM5 nel 2022, la promessa era semplice: una piattaforma pensata per durare. All'epoca si parlava di supporto fino al «2025+», un orizzonte che suonava già generoso per un settore abituato a cambiare socket con la stessa disinvoltura con cui si cambiano le batterie di un telecomando. Quattro anni dopo, al Computex 2026, AMD ha rilanciato: AM5 sarà supportato fino al 2029. Una buona scheda madre smette di essere un acquisto ragionevole e diventa un investimento quasi decennale.

C'è però un dettaglio che non è sfuggito agli osservatori più attenti: questa volta manca il suffisso «+». Le dichiarazioni precedenti lasciavano aperta la porta a ulteriori estensioni. Il «2029» secco potrebbe indicare una scadenza più definita - il punto in cui AMD prevede di voltare pagina verso un nuovo socket.
«Si tratta di valore a lungo termine, stabilità della piattaforma e di dare ai costruttori fiducia nel proprio investimento - una piattaforma che cresce con te nel tempo», ha dichiarato AMD durante il pre-brief al Computex. «Oggi annunciamo il supporto continuo fino al 2029 su socket AM5. Il nostro impegno verso la longevità nella scelta di AMD.»
La matematica è piuttosto lineare. AM5 ospita già Zen 4 e Zen 5. Con un ciclo di rilascio che si aggira sui due anni, il supporto fino al 2029 implica almeno altre due generazioni di processori compatibili.
La prima è Zen 6, nome in codice «Olympic Ridge», che secondo le voci di corridoio dovrebbe essere prodotta con il processo a 2 nm di TSMC e arrivare tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.
La seconda è Zen 7, ancora più avvolta nella nebbia ma già oggetto di speculazioni suggestive: si parla di un flagship a 32 core costruito sul nodo A14 a 1,4 nm, con un possibile debutto intorno al 2028.
AMD, com'è prevedibile, non ha confermato ufficialmente né Zen 6 né Zen 7 per nome - la formula usata è il generico «nuovi prodotti e architetture». Ma la traiettoria è chiara: chi compra oggi una scheda madre AM5 di qualità potrà installarci sopra processori che nel 2022 erano fantascienza.
Se questa promessa suona credibile, è perché AMD ha già dimostrato di saperla mantenere. Il socket AM4, lanciato nel 2016 con le APU Bristol Ridge (pre-Zen), ha attraversato quattro generazioni di architettura Ryzen - da Zen 1 nel 2017 fino a Zen 3 - e al Computex 2026 l'azienda ne ha celebrato il decimo anniversario. Ancora più significativo: AMD continua a lanciare chip AM4 nel 2026. Non è un record da poco per il mercato desktop.
A sottolineare il legame con quella tradizione, al Computex è stato annunciato il Ryzen 7 5800X3D 10th Anniversary Edition, un processore AM4 in edizione speciale con thermal pad Carbide® Ice Pad™ incluso, in vendita dal 25 giugno a un prezzo suggerito di 349 dollari. Un omaggio alla piattaforma che ha ridefinito la reputazione di AMD nel segmento consumer.
» Leggi anche: AMD Ryzen 7 5800X3D torna come AM4 10th Anniversary Edition nel 2026

C'è un aspetto che l'impegno fino al 2029 chiarisce anche in negativo. AM5 è nato per supportare DDR5 e PCIe 5.0 - le ragioni principali per cui serviva un nuovo socket rispetto ad AM4. Se AMD mantiene questa piattaforma per altri tre anni, DDR6 e PCIe 6.0 non entreranno nel desktop consumer AMD prima del 2029, o quantomeno non in modo obbligatorio.
Per chi sta valutando un acquisto, è un'informazione rassicurante. La DDR5 ha impiegato anni per raggiungere prezzi ragionevoli e latenze competitive. Con i costi della memoria in aumento, sapere che il proprio kit non diventerà obsoleto a breve è un argomento che va ben oltre il marketing.
David McAfee, vicepresidente e direttore generale della divisione Client Channel and Graphics di AMD, ha sintetizzato la filosofia così: «Ci impegniamo a offrire ai giocatori tecnologie ad alte prestazioni con la flessibilità di aggiornare i propri sistemi nel tempo. Il nostro obiettivo è offrire un'esperienza di possesso senza pari ai giocatori di tutto il mondo.»
Parole da comunicato stampa, certo. Ma stavolta hanno dietro un precedente concreto - AM4 - che le rende più di una semplice promessa. Chi ha comprato una scheda madre AM4 nel 2017 ha potuto installarci un Ryzen 5800X3D nel 2022, ottenendo un salto prestazionale enorme senza cambiare nient'altro. Se AM5 seguirà la stessa parabola, chi acquista oggi una buona X670E o B650 potrebbe ritrovarsi nel 2028 a montarci un processore Zen 7 a 32 core prodotto a 1,4 nm.
Il «2029» senza «+» resta un piccolo punto interrogativo. Ma per chi sta decidendo se investire in AM5 adesso, il messaggio è sufficientemente chiaro: questa piattaforma ha ancora una lunga strada davanti.
Fonti: videocardz.com, amd.com, tweaktown.com, tomshardware.com
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