OpenAI ha deciso che scrivere codice non basta più. Con l'aggiornamento di Codex Desktop annunciato il 16 aprile 2026, lo strumento nato come assistente per sviluppatori si trasforma in qualcosa di più ambizioso: un agente capace di vedere lo schermo, muovere il cursore, cliccare, digitare e interagire con le applicazioni del sistema operativo - mentre l'utente continua a lavorare indisturbato su altro. È il primo passo dichiarato verso quella che OpenAI chiama una super app, e il messaggio ad Anthropic e al suo Claude Code è tutt'altro che velato.
Chiunque abbia navigato sul web negli ultimi anni conosce la frustrazione: si clicca il pulsante "indietro" del browser e, invece di tornare alla pagina precedente, ci si ritrova su una schermata inattesa, piena di pubblicità o raccomandazioni non richieste. Google ha deciso di penalizzare questo comportamento: il team Search Quality ha annunciato che il back button hijacking - la pratica con cui un sito manipola la cronologia del browser per impedire all'utente di tornare indietro - è ora formalmente classificato come comportamento spam malevolo, e i siti che lo adottano rischiano penalizzazioni nei risultati di ricerca.
Se c'è un copione che Microsoft conosce bene, è quello dell'integrazione aggressiva di software e servizi in Windows: periodicamente, un nuovo prodotto strategico viene innestato nel tessuto del sistema operativo con impostazioni predefinite, installazioni automatiche e percorsi tortuosi per chi vuole liberarsene. Vent'anni fa il protagonista era Internet Explorer. Oggi i nomi sono cambiati - Edge e Copilot - ma la regia, secondo Mozilla, è identica. In un post sul blog aziendale intitolato senza mezzi termini «Le vecchie abitudini sono dure a morire», la fondazione del Panda Rosso ha messo nero su bianco un atto d'accusa dettagliato contro le pratiche di integrazione portate condotte da Microsoft, sostenendo che riducono la libertà di scelta degli utenti su browser e strumenti di intelligenza artificiale.
Per anni il furto di cookie di sessione è stata una tecnica particolarmente efficace per rubare gli account degli utenti. Il motivo è semplice e brutale: un cookie di sessione già autenticato scavalca qualsiasi protezione a più fattori, perché rappresenta una sessione già validata. L'attaccante non ha bisogno di password né di codici temporanei. Ha bisogno solo di quel piccolo file di testo. Con Chrome 146, Google prova a chiudere questa scappatoia introducendo Device Bound Session Credentials (DBSC), un meccanismo che lega crittograficamente le credenziali di sessione al dispositivo fisico dell'utente. Un cookie rubato e trasferito su un'altra macchina diventa, in teoria, completamente inutilizzabile
Mozilla ha rilasciato Firefox 149.0.2, un aggiornamento correttivo che interviene - tra le altre cose - su un problema di rendering della barra degli strumenti quando il browser viene eseguito su Wayland. Nessuna nuova funzionalità: è una point release chirurgica, con un occhio di riguardo agli utenti Linux.
Guardando nella cartella Temp, dentro il mio account di Windows, trovo decine di file dal nome assistant_installer_xxxxxxx.log, tutti creati più volte al giorno e sempre in diversi orari.
assistant_installer_xxxxxxx.log
Searcher è un'estensione scaricabile da GitHub sia per browser basati su Chromium (come Chrome, Edge, Brave, Opera, etc.), sia per quelli basati su Gecko (come Firefox e derivati). Per Firefox è anche disponibile qui come estensione da installare direttamente nel browser.
Quando navighiamo e digitiamo un indirizzo web nel browser, un server DNS, quello del nostro provider, aziendale o impostato da noi manualmente, trasforma TurboLab.it nel suo indirizzo IP 95.141.32.225 e dirige il traffico verso la meta giusta. Questa richiesta fatta al server DNS viene memorizzata nella cache DNS, almeno per il tempo previsto, Time to live (TTL), e permette che la prossima chiamata allo stesso sito web non passi per una nuova richiesta al DNS ma utilizzi i dati memorizzati nella cache locale.
Tutti i principali browser moderni sono ormai infarciti di funzioni, che non tutti gradiscono, per esempio la telemetria, i contenuti sponsorizzati e le varie intelligenze artificiali (ma non solo), queste cose possono trasmettere dei dati, quando "chiamano casa", che per molti utenti sono insignificanti ma che gli amanti della privacy non vogliono lasciare uscire dal proprio computer o più semplicemente non vogliamo vedere certe cose in una pagina web e riavere un browser "pulito".
Hai un vecchio pc con Windows XP e superiori ma non puoi passare a Linux ne aggiornare Windows ed hai bisogno di un browser aggiornato? Questo tutorial fa per te!
Con l'arrivo di Firefox 145 è stata introdotta una nuova grafica, attualmente non ancora disponibile per tutti se non modificando una preferenza del browser, nel menu dello scudo, il Trust Panel, che vedete nella barra degli indirizzi. Cliccando sullo scudo potete vedere se il sito è sicuro, la presenza di cookie traccianti permessi e bloccati, oppure se la connessione non è sicura.
Firefox sta introducendo gradualmente, quindi non è ancora disponibile per tutti, un nuovo gestore dei profili, ho avuto la (s)fortuna di provarlo. A parte la comparsa di un nuovo tab, Profili, nella barra dei menu, che non mi serve, e servirà, a nulla, la posizione scelta mi creava problemi così vicina ai Segnalibri e mi trovavo a cliccarla se non stavo attento.
Se avete mai desiderato allargare un video o un gioco online fino a riempire la finestra del browser, senza usare la modalità "a schermo intero" o il picture-in-picture, Windowed è l'estensione che stavate cercando.
All'apertura di uno dei siti che uso per il lavoro vedo comparire, con Chrome, questo tipo di avviso, sito segnalato come non sicuro e un ERR_CERT_DATE_INVALID, si può scegliere di procedere lo stesso e andare sul sito anche se sconsigliano di eseguire determinate operazioni. In alcuni casi si riesce lo stesso a utilizzare il sito, con questo, in particolare, risultava impossibile fare qualsiasi cosa perché l'avviso ricompariva sempre e alcune funzioni erano completamente disattivate.
ERR_CERT_DATE_INVALID
Le pubblicità su internet sono sempre più presenti, sempre più grandi (in byte) e sempre più vistose tanto da essere diventate un peso per il caricamento delle pagine (sia in termini di velocità che di traffico dati), una distrazione dal contenuto che ci interessa e possono essere utilizzate anche per diffondere malware (malvertising).
Utilizzare un adblock è diventato ormai indispensabile per navigare internet senza distrazioni, fastidiosi banner, popup in overlay o altri elementi più o meno fastidiosi oltre che per non essere tracciati dalla qualunque e ad evitare malware. Sappiamo bene che questi adblock si basano su liste di elementi da bloccare o da nascondere, generalmente molto curate e costantemente aggiornate, al fine di bloccare tutti gli elementi fastidiosi che possono essere presenti su un sito senza però comprometterne il funzionamento. Nonostante la dedizione dei curatori delle liste e il contributo costante ed essenziale degli utenti, può capitare di trovare alcuni siti che io definisco "rotti", perché non funzionano come dovrebbero, a cui manca una parte importante o che non si caricano completamente. Cosa fare in questi casi? Analizziamo un po' le possibilità che abbiamo.
Con l'arrivo di Firefox versione 142 è stata data la possibilità agli utenti Windows, al momento solo a loro, la possibilità di abilitare una nuova funzione sperimentale che permette di creare dei collegamenti a un sito Web e aprirlo come una Progressive Web Apps (PWAs). E' poi possibile dare un giudizio su questa nuova funzione prima che sia distribuita a tutti gli utenti.
Con gli ultimi aggiornamenti di Microsoft Edge, attualmente arrivato alla versione 139, è stata resa disponibile, previa attivazione da parte dell'utilizzatore, la modalità Copilot, vediamo come si attiva. Dalle Impostazioni di Microsoft Edge si seleziona Innovazioni di intelligenza artificiale e poi si clicca su Esplora la modalità Copilot.
Quando pensi al gioco d'azzardo online, la tua prima preoccupazione potrebbe essere l'equità dei giochi o la velocità dei pagamenti. Ma altrettanto importante è ciò che accade prima ancora di piazzare una scommessa: il tuo browser, il portale attraverso il quale scorrono tutti quei dati, denaro e informazioni personali. Senza le giuste impostazioni e precauzioni, potresti cedere più di quanto tu ti renda conto. Sia che tu stia facendo girare le slot o controllando le quote sportive, fare alcuni semplici passi per proteggere il tuo browser è una delle mosse più intelligenti che tu possa fare.
Da qualche settimana, e con una discreta frequenza, all'apertura di Firefox mi compariva il messaggio che vedete visualizzato nell'immagine seguente.
Una password, utilizzata per accedere a un sito o a un servizio di posta, deve essere lunga, complessa, con il giusto mix di caratteri, simboli e numeri, dovrebbe essere unica per ogni sito, cambiata di frequente, non contenere informazioni personali come nome, cognome o data di nascita, e, possibilmente, mai essere memorizzata nel browser o nel client di posta.
Con l'arrivo di Chrome 138, alcuni utenti, la funzione (abbastanza simile a Google Lens già presente nel browser) è in fase di distribuzione, avranno notato la comparsa di un nuovo "Chiedi a Google informazioni su questa pagina" appena sotto alla barra degli indirizzi quando ci si clicca all'interno. Personalmente non sopporto, o non apprezzo ancora abbastanza, questo infarcimento del browser di ulteriori "accessori", quindi vediamo come disattivarli.
Con l'arrivo della versione 140 di Firefox è stata aggiunta una opzione, al menu contestuale delle schede aperte, che permette di alleggerire dalla memoria RAM il consumo di una scheda aperta ma non attiva. Se siete soliti aprire tante schede alla volta, ma consultarle solo ogni tanto, e dopo qualche tempo, il consumo di memoria RAM da parte di Firefox salirà rapidamente a livelli molto alti, in questo modo, senza ricorrere a estensioni, o altri sistemi, si potrà ottenere un certo risparmio e liberare memoria di sistema, almeno sino a quando non riattiverete la stessa scheda messa "a riposo".
Avevo conosciuto, e provato, l'estensione The Marvellous Suspender in questo articolo, con ottimi risultati perché andava a sanare uno degli annosi problemi che affliggono praticamente tutti i browser moderni, l'esagerato consumo di memoria RAM. Ora Gioxx è riuscito a rilasciare una versione di prova, non ancora definitiva, che risponda ai criteri Manifest V3 richiesti da Google Chrome per far funzionare le nuove estensioni.
Il panorama del mondo dei browser è ormai molto vasto ed è buona prassi differenziare e compartimentare la propria navigazione in più browser, con differenti caratteristiche e differenti compiti. Si può usare un browser hardenizzato ("blindato") dedicato alla navigazione più esplorativa e avventurosa, un altro dedicato alle faccende più delicate e importanti, magari un altro che ha qualche peculiarità molto utile per la navigazione più ordinaria.