Googlebook è ufficiale: Google abbandona ChromeOS per un PC portatile di nuova generazione, con Gemini AI (aggiornato: 12 maggio 2026, ore 20:54)
- a cura di: massimo.valenti
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Poco più di quindici anni fa, Google lanciava i Chromebook con una promessa radicale: un laptop che viveva nel browser, leggero, economico, connesso. Quella scommessa ha funzionato - soprattutto nelle scuole - dove ChromeOS ha conquistato una fetta enorme del mercato. Il mondo, però, è cambiato. E con esso le ambizioni di Google. Poco fa, durante l'Android Show: I/O Edition, l'azienda di Mountain View ha annunciato Googlebook, una nuova piattaforma di laptop che manda in soffitta la filosofia Chromebook e punta dritto al segmento premium, con l'intelligenza artificiale Gemini come fulcro dell'intera esperienza.

La formulazione scelta da Google è volutamente ambiziosa: non più un sistema operativo, ma un «sistema di intelligenza». I Googlebook sono presentati come «i primi laptop progettati da zero per Gemini Intelligence». L'annuncio è arrivato tramite un post sul blog firmato da Alex Kuscher, Senior Director di Google responsabile di tablet e laptop Android.
Il sistema operativo che animerà i Googlebook non ha ancora un nome ufficiale. Google, secondo quanto riportato da Wired, sta deliberatamente evitando di rivelarlo. Il nome in codice interno - variamente riportato come «Aluminium OS» o «Project Aluminum» a seconda della fonte - descrive una piattaforma costruita su parte dello stack tecnologico di Android, ma distinta da ChromeOS.

Non si tratta di un aggiornamento o di un rebrand cosmetico: è un sistema operativo diverso, pensato per integrare nativamente le capacità di Gemini.
Costruire su Android ha una logica precisa. Come ha spiegato Kuscher: «Si vuole sfruttare il fatto che questo ecosistema innova così velocemente, assicurandosi che i laptop siano in cima a quell'onda di innovazione - e costruire sulle tecnologie Android ce lo rende molto più facile».
I Chromebook, con il loro stack separato e un ciclo di sviluppo differente, sono rimasti raramente al centro dei grandi annunci legati ad Android e Gemini. I Googlebook nascono esattamente per colmare quel divario.

Google non costruirà hardware in proprio. I primi modelli usciranno dalle linee produttive di Acer, Asus, Dell, HP e Lenovo - i soliti noti dell'ecosistema PC, già partner di lunga data per i Chromebook. Il lancio è previsto per l'autunno 2026, ma specifiche tecniche concrete e date precise brillano per la loro assenza.
La descrizione ufficiale parla di «design ultraleggero con potenza da pesi massimi», materiali premium e una varietà di formati. Tutti i Googlebook condivideranno un elemento estetico distintivo: la Glowbar, una striscia LED integrata nella parte inferiore del coperchio, ispirata alla barra di navigazione di Android. Un tocco che serve anche da elemento identificativo della piattaforma - un po' come la mela illuminata sui MacBook di una volta.
Tra le funzionalità annunciate, quella che ha ricevuto più attenzione è Magic Pointer, un ripensamento del cursore sviluppato in collaborazione con il team Google DeepMind. Il meccanismo è semplice da spiegare: muovendo rapidamente il cursore - un gesto di «scuotimento» - si attiva Gemini, che analizza il contesto su cui il puntatore si trova e propone azioni pertinenti.
Gli scenari d'uso mostrati da Google seguono uno schema riconoscibile: puntare su una data in un'email per creare un evento nel calendario, selezionare due immagini per visualizzarle sovrapposte - ad esempio un soggiorno e un divano nuovo, per immaginare come starebbero insieme. Il tipo di dimostrazione che funziona benissimo sul palco. Quanto sarà affidabile nella pratica quotidiana è un'altra questione.
Un'altra funzionalità di rilievo è Create Your Widget, che permette di generare widget su misura tramite prompt in linguaggio naturale rivolti a Gemini. Il sistema può cercare informazioni su Internet o collegarsi ad applicazioni Google come Gmail e Calendar per costruire pannelli informativi personalizzati. L'esempio presentato - un widget per organizzare una riunione di famiglia che combina informazioni sui voli, prenotazioni alberghiere, ristoranti e un conto alla rovescia - rientra nella categoria delle dimostrazioni accattivanti. Wired cita anche casi più quotidiani: un widget con il tasso di cambio giornaliero per chi viaggia, o uno meteo personalizzato con la velocità del vento. La funzionalità è descritta anche come novità di Android 17 in arrivo sui Googlebook.
L'integrazione con lo smartphone Android è l'altro pilastro dell'esperienza. Gli utenti potranno proiettare le applicazioni del telefono sul Googlebook senza scaricare nulla - app per la consegna di cibo, Duolingo e simili, utilizzabili direttamente sullo schermo del laptop. Una funzione chiamata Quick Access consentirà di visualizzare e cercare i file del telefono direttamente dal Googlebook. Le applicazioni saranno disponibili tramite il Play Store, un vantaggio strutturale rispetto alla libreria storicamente più limitata di ChromeOS.

Google tiene a precisare che i Googlebook non sono un sostituto dei Chromebook, bensì un prodotto destinato al «mercato dei computer premium». La distinzione conta: i Chromebook hanno prosperato nella fascia bassa e nell'istruzione, dove il prezzo contenuto e la gestione centralizzata erano argomenti decisivi. I Googlebook puntano altrove - a competere con i MacBook e con la categoria Copilot+ PC che Microsoft sta costruendo attorno all'intelligenza artificiale di Windows.
Il parallelo con la strategia di Microsoft è difficile da ignorare. Entrambe le aziende stanno ridefinendo il laptop come veicolo per i propri modelli di IA, scommettendo che un'integrazione profonda nel sistema operativo crei un vantaggio competitivo difficile da replicare. Tom's Hardware nota anche un pattern ormai consolidato nella strategia di Google: sostituire prodotti con versioni che portano il proprio nome - Android TV diventata Google TV nel 2020, Android Pay diventata Google Pay nel 2018. I Googlebook si inseriscono nella stessa traiettoria.
Mancano ancora molti dettagli: specifiche hardware, prezzi, configurazioni, la questione cruciale della compatibilità software al di fuori dell'ecosistema Google. L'azienda promette di condividere «molto di più» nel corso dell'anno. Per ora, l'annuncio è soprattutto una dichiarazione d'intenti: Google vuole che il suo nome sia sul coperchio dei laptop premium del futuro, con una striscia LED accesa a ricordarcelo.
Fonti: blog.google, arstechnica.com, wired.com, mashable.com
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