Un 10 su 10 nella scala CVSS non si vede tutti i giorni: serve che ogni parametro di valutazione sia al caso peggiore, tutti nello stesso momento. Ma è proprio questo il punteggio assegnato alla vulnerabilità CVE-2026-103849, battezzata BlockStrap, che consente l'esecuzione di codice arbitrario da remoto su Adobe Commerce e Magento Open Source, senza alcuna autenticazione. La correzione è arrivata il 13 ottobre 2026 con il bollettino di sicurezza APSB26-153, ma è indubbio che siano pochi i siti di ecommerce abbastanza strutturati da averla già installata, soprattutto fra la PMI italiana. Fortunatamente, al momento non sono stati ancora registrati attacchi reali. La piattaforma, però, ha un passato che sconsiglia di rimandare l'aggiornamento.

Template injection, senza login e senza interazione
Adobe classifica la falla come CWE-1336, cioè una neutralizzazione impropria degli elementi speciali passati a un motore di template. In poche parole: l'attacco passa dalla rete, ha bassa complessità, non richiede privilegi né alcuna azione da parte della vittima. Inoltre i suoi effetti possono estendersi oltre il componente vulnerabile, con impatto elevato su riservatezza, integrità e disponibilità.
Secondo la descrizione di Adobe, lo sfruttamento può portare all'esecuzione di codice arbitrario «nel contesto dell'utente corrente». L'aggressore potrebbe così ottenere un accesso privilegiato o il controllo dell'account o della sessione della vittima.
I dettagli tecnici, invece, restano riservati. Adobe non ha spiegato il funzionamento della falla, né ha chiarito se sia collegata a CVE-2026-75650, che appartiene alla stessa classe CWE-1336. La scoperta è attribuita a una segnalazione esterna, non all'osservazione di attacchi in corso. L'aggiornamento ha priorità 2 e Adobe dichiara di non essere a conoscenza di exploit in circolazione.
Nel bollettino APSB26-153 c'è anche altro
La falla da 10,0 non viaggia da sola. Lo stesso bollettino corregge CVE-2026-92909, un problema di autorizzazione errata (CWE-863) con punteggio 9,8, anch'esso sfruttabile senza autenticazione. Adobe la indica però come specifica del modulo B2B. Per i negozi che non lo usano, dunque, l'esposizione principale resta CVE-2026-103849.
Completano il quadro due vulnerabilità di tipo stored XSS valutate 9,3, un bug di esecuzione di codice a livello amministrativo (CVE-2026-92464) e alcuni aggiramenti dei controlli di autorizzazione nel modulo B2B.
Versioni vulnerabili: conta la data, non il numero
C'è un dettaglio operativo che può trarre in inganno. Adobe ora distribuisce release di patch datate. Il solo numero di versione, quindi, non dice nulla sullo stato di aggiornamento: 2.4.7-2026-sep è vulnerabile, 2.4.7-2026-oct no. Un inventario che registra soltanto "2.4.7" non permette di stabilire se il negozio sia esposto.
Sono vulnerabili le build -2026-sep e precedenti di queste linee:
- Adobe Commerce dalla 2.4.4 alla 2.4.9
- Adobe Commerce B2B 1.3.3, 1.3.4, 1.4.2, 1.5.2 e 1.5.3
- Magento Open Source dalla 2.4.6 alla 2.4.9
Cosa fare adesso
- Verificare la versione completa. Serve il numero con il suffisso della data, non solo la linea principale.
- Installare la build di ottobre. Le versioni corrette sono le 2.4.4-2026-oct e successive fino alla 2.4.9-2026-oct per Adobe Commerce, le 2.4.7-2026-oct e successive fino alla 2.4.9-2026-oct per Magento Open Source, dalla 1.3.3-2026-oct alla 1.5.3-2026-oct per il modulo B2B. Risultano corrette anche la 2.4.10-alpha1 e, per B2B, la 1.5.4-alpha1. Si tratta però di release alpha, poco adatte a un negozio in produzione.
- Applicare anche l'hotfix per CVE-2026-75650. Adobe lo richiede esplicitamente. È legato al precedente aggiornamento critico APSB26-146, pubblicato il 7 settembre 2026: chi lo ha saltato deve recuperarlo.
- Aggiornare l'inventario. Ogni installazione va registrata con la versione completa di data, altrimenti al prossimo bollettino il problema si ripresenterà identico.
Il precedente che preoccupa: StyleSmuggler
Un negozio online compromesso non è un semplice defacement. Significa consegnare all'aggressore la pagina di pagamento, il database dei clienti e l'intero flusso di checkout. I gruppi specializzati nel furto di carte di credito, i cosiddetti skimmer, conducono da anni campagne su larga scala contro questa piattaforma.
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Per chi gestisce un negozio su Adobe Commerce o Magento, l'aggiornamento alla build di ottobre va pianificato in questi giorni, non alla prossima finestra di manutenzione.
Fonti: sansec.io, hol.org, adobe.com, cycognito.com