Niente più OnePlus in Europa: ritiro previsto ad aprile 2026 (aggiornato: 30 marzo 2026, ore 17:34)
- a cura di: massimo.valenti
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L'indiscrezione che circolava da mesi ora ha preso una forma decisamente più concreta. Secondo una fonte interna con conoscenza diretta delle operazioni, OnePlus si prepara a chiudere le attività e sospendere le vendite in Europa già a partire da aprile 2026. Per chi possiede un dispositivo OnePlus o stava valutando un acquisto, il quadro è tutt'altro che rassicurante.

L'uscita non riguarderebbe soltanto il vecchio continente. Anche il Nord America e potenzialmente il Regno Unito rientrano tra le aree colpite dalla chiusura. La Cina resta esclusa: le operazioni nel mercato domestico non subiranno modifiche. L'India continuerà a essere servita, ma con un riposizionamento verso la fascia media e quella economica. Addio, insomma, al motto flagship killer che aveva reso OnePlus famosa presso gli appassionati di tecnologia di mezzo mondo.
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A rendere il tutto ancora più significativo c'è la partenza di Robin Liu, CEO di OnePlus India, che ha lasciato l'incarico per rientrare in Cina. La motivazione ufficiale? Il desiderio di "dedicarsi alle proprie passioni personali". Un classico del lessico aziendale.
Dettaglio non trascurabile: appena due mesi prima, a gennaio 2026, lo stesso Liu aveva smentito pubblicamente qualsiasi problema. "L'azienda opera normalmente e continuerà a farlo", aveva dichiarato. Una rassicurazione che oggi suona come una smentita preventiva costruita su fondamenta fragili.
I segnali di difficoltà non mancavano. Gli analisti indicano tra i fattori principali l'aumento dei costi dei componenti e la carenza globale di memorie. Ma il problema è più profondo. OnePlus ha formalmente integrato i propri team di ricerca e sviluppo con quelli della casa madre, Oppo, nel 2021. Da quel momento, il marchio è diventato a tutti gli effetti un sotto-marchio di Oppo. OxygenOS, un tempo fiore all'occhiello per chi cercava un'esperienza software snella e pulita, si basa oggi sullo stesso codice di ColorOS di Oppo. La distinzione tra i due brand si è fatta sempre più sottile, fino a diventare quasi impercettibile.
A settembre 2025, OnePlus ha chiuso la storica collaborazione con Hasselblad per il comparto fotografico. Un addio che però ha avuto un sapore più di redistribuzione interna che di rottura vera e propria: il marchio Hasselblad compare ancora sui flagship Oppo, come il prossimo Oppo Find X9 Ultra. La partnership non è stata abbandonata. È stata semplicemente spostata sulla casa madre. Un altro pezzo dell'identità OnePlus trasferito altrove.
Il ridimensionamento europeo, peraltro, non nasce dal nulla. Già negli ultimi anni le operazioni nel vecchio continente erano state progressivamente ridotte, e le voci su un calo significativo delle vendite circolavano da tempo. Android Headlines aveva anticipato un possibile ritiro già a gennaio 2026, prima della smentita di Liu.
Un'uscita completa dal mercato europeo significherebbe la perdita dell'accesso all'assistenza post-vendita, agli aggiornamenti software e ovviamente ai nuovi prodotti. OnePlus aveva precedentemente dichiarato di voler mantenere il supporto per gli utenti esistenti, ma un ritiro totale metterebbe in dubbio la concretezza di quell'impegno.
I telefoni non smetteranno di funzionare dall'oggi al domani. Il precedente più calzante è quello di LG, che nel 2021 abbandonò il mercato degli smartphone: e i dispositivi già venduti continuarono a operare regolarmente, ma il supporto software si esaurì nel giro di un paio d'anni. Chi aveva investito in un flagship LG si ritrovò con un hardware ancora valido ma un software progressivamente abbandonato a sé stesso.
Per gli utenti europei di OnePlus lo scenario potrebbe essere analogo. Con OxygenOS che condivide la base di codice con ColorOS, resta da capire se Oppo potrebbe in qualche modo ereditare la responsabilità degli aggiornamenti - ma al momento non c'è alcuna indicazione in tal senso.

OnePlus nacque come un esperimento affascinante. L'idea era semplice e potente: specifiche da top di gamma a un prezzo aggressivo, tagliando il superfluo. Il sistema a inviti per l'acquisto del primo modello creò un'aura di esclusività che il mondo tech non vedeva da tempo. Carl Pei, co-fondatore, ne fu il volto pubblico fino alla sua partenza per fondare Nothing.
L'integrazione con Oppo ha portato economie di scala ma ha dissolto ciò che rendeva OnePlus unica. Il brand è diventato un canale di distribuzione alternativo per hardware e software sostanzialmente identici a quelli di Oppo. In un mercato europeo già affollato, dove Samsung e Apple dominano la fascia alta e i marchi cinesi competono ferocemente su quella media, tenere in vita un sotto-marchio con margini ridotti e identità sfumata ha smesso di avere senso economico.
OnePlus non ha ancora risposto ufficialmente alle richieste di commento. Il silenzio, in questo caso, è più eloquente di qualsiasi comunicato stampa.
Fonti: Instagram, Techspot, Notebookcheck
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