Microsoft invita 60.000 lavoratori a dare le dimissioni. Oltre il 25% del totale (aggiornato: 26 ottobre 2026, ore 21:50)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 9 ore fa
- Pubblicato: 39 minuti fa
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Sessantamila persone. Tanti sono i dipendenti di Microsoft che da oggi, lunedì 26 ottobre 2026, possono scegliere di lasciare l'azienda con un pacchetto di uscita incentivata. Si tratta di poco più di un quarto della forza lavoro globale del gruppo. Il programma si chiama Voluntary Exit Offer: Microsoft l'ha confermato e ha pubblicato il memo interno sul proprio sito, dopo la prima indiscrezione di Business Insider. Le testate che ne hanno scritto lo leggono come una mossa per tagliare i costi e rimodellare il personale in funzione dell'intelligenza artificiale. In gioco ci sono il bilancio e anche la forma stessa di una delle più grandi aziende del software, nel pieno di una corsa agli investimenti in AI che non accenna a rallentare.

Conviene chiarire subito un punto, perché il numero si presta a letture sbagliate. 60.000 è la platea dei dipendenti idonei, non il numero di chi se ne andrà. Nessuna fonte indica quante adesioni Microsoft si aspetti, quanto costerà il programma o quanto farà risparmiare.
Al 30 giugno 2026 Microsoft contava 223.000 dipendenti a tempo pieno in tutto il mondo, in calo rispetto ai 228.000 di fine 2025 indicati nei documenti depositati presso le autorità di vigilanza. 60.000 idonei corrispondono dunque a circa il 27% del totale.
L'offerta riguarda il personale fino al livello di vicepresidente compreso («livello 70 e inferiori», nella terminologia interna) appartenente ai team che partecipano al programma, in Stati Uniti, Canada, India e Regno Unito. Tra le divisioni coinvolte figurano Xbox, Windows, Copilot e l'area finanza.
Secondo Reuters, partecipano anche le unità "AI experiences", le risorse umane e Windows + Devices. Gli interessati ricevono una email con il link ai dettagli dell'offerta, le cui condizioni sono descritte come simili alla buonuscita standard di Microsoft.
Il documento porta la firma di Amy Coleman, Chief People Officer dell'azienda. «La Voluntary Exit Offer rappresenta una parte importante dell'evoluzione del nostro approccio al cambiamento: offrire maggiore flessibilità e, dove possibile, più strade ai dipendenti per decidere il proprio prossimo capitolo», scrive Coleman. E ancora: «Questa offerta dà ai dipendenti idonei che stanno valutando un futuro fuori dall'azienda una nuova possibilità: compiere ora quel passaggio, con un sostegno».
Il memo aggiunge che il programma offre alle organizzazioni coinvolte «un altro modo per adattare il personale a esigenze che cambiano» e ammette con una certa franchezza: «La Voluntary Exit Offer è una novità per noi. Ne trarremo insegnamento». Si parla anche di aiutare le persone a concentrarsi sul lavoro più importante, a sviluppare nuove competenze e a trovare nuove opportunità all'interno di Microsoft, perché non esiste «un approccio unico valido per ogni team e ogni dipendente».
Nelle frasi riportate, però, non compaiono né l'intelligenza artificiale né il risparmio sui costi. Il legame con l'AI è una lettura delle testate, per quanto difficile da ignorare guardando i numeri del contesto.
Microsoft prevede 175 miliardi di dollari di investimenti in conto capitale per l'anno solare 2026. La direttrice finanziaria Amy Hood li ha collegati, durante la conferenza sui risultati di luglio, all'infrastruttura per l'AI, data center compresi. Come gli altri giganti del settore, Microsoft sta spendendo cifre enormi tra data center e chip. Gli investitori, intanto, si chiedono se i ritorni giustificheranno una simile spesa.
In questo quadro, un'uscita volontaria di massa ha un vantaggio evidente: riduce l'organico senza ricorrere ai licenziamenti collettivi, decisamente più traumatici. Chi esce ottiene un cuscinetto economico e strumenti per pianificare la carriera. L'azienda, invece, alleggerisce il costo del lavoro. Il programma, inoltre, è a tempo limitato e interamente volontario.
Questa mossa ha dei precedenti recenti. Il programma si basa esplicitamente sull'esperienza di una precedente uscita volontaria rivolta ai dipendenti in età pensionabile, pianificata a maggio. Quell'offerta riguardava pocomeno di 9.000 persone, pari a circa il 7% del personale statunitense. Secondo TechCrunch, l'ha accettata oltre il 30% degli idonei.
A luglio sono poi arrivati i tagli veri e propri: 4.800 posti di lavoro, circa il 2% della forza lavoro globale. Quell'intervento ha ristrutturato la divisione gaming di Xbox e ha portato alla cessione di un massimo di cinque studi, nel tentativo di migliorare i rendimenti dopo anni di investimenti pesanti.
La Borsa per ora non sembra preoccupata: il titolo Microsoft, in crescita di circa il 10% da inizio anno, è salito di circa l'1% nella giornata di oggi. Il prossimo appuntamento è mercoledì 28 ottobre, a mercati chiusi, con i risultati del primo trimestre fiscale. Quella sarà la prima occasione per capire quanto pesi davvero la spesa per l'AI sui conti di Redmond. Quanti dei 60.000 idonei sceglieranno di andarsene, invece, per ora non è noto.
Fonti: reuters.com, techcrunch.com, nbcnews.com, streetinsider.com
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