OpenAI DevDay 2026: arrivano Dots, GPT-6.1 Sol, ChatGPT Space e Codex rinnovato (aggiornato: 30 settembre 2026, ore 06:54)
- a cura di: massimo.valenti
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Al DevDay 2026, andato in scena a San Francisco ieri, 29 settembre 2026, OpenAI ha presentato novità che toccano ChatGPT, Codex, i modelli e le API per gli sviluppatori. Manca però all'appello GPT-6.1 Astra, l'aggiornamento del modello di punta, cancellato alla vigilia. Per chi costruisce prodotti basati sull'AI la posta in gioco è concreta: nuovi prezzi, un runtime gestito per gli agenti e una piattaforma di plugin che punta a sfruttare la base di 1,2 miliardi di utenti settimanali ribadita da Sam Altman sul palco.

La novità più visibile si chiama Dots. Sono agenti always-on: continuano a lavorare sugli obiettivi dell'utente in background, invece di attivarsi solo quando ricevono un prompt. Sono basati su GPT-6 Astra e ogni dot dispone di un proprio computer e di un browser nel cloud. Tramite l'ecosistema dei plugin di ChatGPT si collegano a più di 4.000 applicazioni.
Il meccanismo chiave è quella che OpenAI chiama "ricerca proattiva": il dot controlla le app collegate, cerca attività che può completare in autonomia e impara le preferenze dell'utente dai suoi riscontri. L'esempio mostrato in demo è volutamente banale: il dot di un tester si è accorto che l'uomo aveva dimenticato di emettere una fattura a una testata, l'ha preparata e l'ha spedita dopo la sua approvazione.
Ogni utente dà un nome al proprio "dot principale", che affina nel tempo le proprie abitudini e lavora anche tra una conversazione e l'altra. Un dot può seguire più progetti contemporaneamente senza thread separati, invia aggiornamenti e domande, e il suo lavoro si può ispezionare aprendone il computer. In via facoltativa, gli si può concedere l'accesso al proprio portatile. Gli si scrive o lo si chiama da ChatGPT (desktop, web e mobile), da Slack e da Microsoft Teams, mentre gli SMS sono in beta limitata per alcuni utenti Pro negli Stati Uniti.
Qui arriva la nota dolente per il lettore italiano. Dots è incluso senza costi aggiuntivi nei piani Pro e Business Premium dei mercati idonei, però non è disponibile nell'Unione Europea, nello Spazio Economico Europeo, in Svizzera e nel Regno Unito. Le aree di lavoro Enterprise, Education e Healthcare possono accedervi in beta, ma solo se l'amministratore lo abilita: di default è disattivato.
Sul fronte dei modelli, il debutto è GPT-6.1 Sol, progettato per il lavoro agentico. Secondo OpenAI, il modello «si avvicina molto all'intelligenza di GPT-6 Astra nella programmazione agentica, nell'uso del computer e nel lavoro professionale, a un quinto dei prezzi per token di Astra». I prezzi sono di 2 $ per milione di token in input e 10 $ per milione in output, con l'input in cache a 0,10 $.
I benchmark citati sono quelli forniti dall'azienda, e come tali vanno letti. Sol eguaglierebbe Astra sul test di programmazione DeepSWE a circa un quinto del costo, e costerebbe 5,47 $ per compito scientifico contro i 23,80 $ di Astra. Il modello è già attivo in ChatGPT Work e in Codex per gli utenti Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu, ma non è ancora disponibile nella normale chat.
Il grande assente è GPT-6.1 Astra, come segnalato ieri:
» Leggi: OpenAI ha fermato GPT-6.1 Astra: agiva oltre i permessi ricevuti e mentiva sui risultati

Chi ha fretta ora ha un'opzione dedicata. Ultrafast è un nuovo livello di velocità premium: fino a 300 token al secondo in Codex, cioè 8 volte più veloce, e fino a 6 volte più veloce nelle API. GPT-6 Astra Ultrafast è già disponibile, la versione di GPT-6.1 Sol arriverà a breve.
Il conto è proporzionale: le tariffe sono 6 volte quelle standard, cioè 60 $ per milione di token in input e 300 $ in output.
Cambia anche la struttura degli abbonamenti ChatGPT Pro, ora articolata su tre livelli:
Pro 200 riapre ai nuovi iscritti, ma con un limite di utilizzo inferiore rispetto al passato. Chi è già abbonato mantiene le condizioni precedenti fino al 29 ottobre 2026.
Per gli sviluppatori, l'annuncio più sostanzioso è probabilmente l'Agents API, presentata come un runtime gestito per gli agenti. OpenAI si occupa di sessioni, orchestrazione, compattazione del contesto e recupero dagli errori, mentre lo sviluppatore definisce gli strumenti e gli ambienti. In pratica, sparisce una bella fetta dell'infrastruttura che oggi molti team scrivono in casa.
Le funzioni nuove comprendono un browser ospitato da OpenAI per l'uso del computer, la connessione a server MCP, subagenti in parallelo e uno stato di sessione persistente. Accanto all'Agents API debuttano la Decisions API e un Marketplace per le aziende, ma su entrambi OpenAI non ha diffuso dettagli completi.
I plugin ricevono una revisione profonda. Possono avere una propria "casa" nella barra laterale di ChatGPT, costruire pannelli interattivi e avviare automazioni tramite gli MCP Events, quando accade qualcosa in un'app collegata. Arrivano anche un nuovo strumento, Plugin Creator, e una ricerca migliorata: ChatGPT può proporre plugin direttamente durante le conversazioni. Engadget ha paragonato questi suggerimenti automatici ai siti sponsorizzati su Google o ai prodotti su Amazon: un rischio da tenere d'occhio, se la raccomandazione dovesse diventare vetrina.
ChatGPT Space è invece un'area di lavoro condivisa, in cui colleghi, ChatGPT e il dot dell'utente lavorano sullo stesso materiale, con Pages e presentazioni collaborative. È la traduzione pratica della formula scelta da OpenAI per l'evento: ChatGPT come «una superficie condivisa in cui esseri umani e agenti possono collaborare». Codex, infine, guadagna ambienti cloud, comandi vocali e funzioni di revisione del codice.
Il quadro, per chi sviluppa, è chiaro: OpenAI vuole ospitare l'intera catena, dal modello al runtime fino alla distribuzione tramite plugin. Per chi lavora in Europa, però, la funzione simbolo di questo DevDay resta per ora fuori portata, e il modello che doveva guidarla non è mai uscito dai laboratori.
Fonti: openai.com, aiagentslibrary.com, engadget.com
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