Linux 7.0 è qui: supporto AMD Zen 6, Intel Nova Lake e Rust nel kernel ufficializzato (aggiornato: 11 aprile 2026, ore 11:48)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 11/04/2026, 11:48
- Pubblicato: 11/04/2026, 11:59
Il kernel Linux sta per compiere un salto di versione che non si vedeva dal 2022, quando Linus Torvalds decise di passare dalla serie 5.x alla 6.0. Domani, 12 aprile 2026, è previsto il rilascio stabile di Linux 7.0.

Prima di lasciarsi trasportare dall'entusiasmo numerico, però, va chiarito un punto fondamentale: il passaggio da 6.19 a 7.0 non segna alcuna rivoluzione architetturale. È semplicemente il frutto delle preferenze personali di Torvalds sulla numerazione. Quando i numeri di versione minore diventano troppo grandi, azzera il contatore. Lo ha fatto con il 3.0, con il 4.0, con il 5.0 e con il 6.0. Schema coerente, ormai prevedibile.
Il contenuto di questa release, però, ha le sue ragioni per essere preso sul serio.
Il ciclo di sviluppo di Linux 7.0 - la cui finestra di integrazione si è aperta il 9 febbraio - è stato descritto come «piuttosto pesante in termini di correzioni». Torvalds ha commentato l'rc7 con un certo sollievo: «Nessuna grande sorpresa questa settimana. rc7 conferma la tendenza a essere un po' più grande del solito, ma senza nulla che spicchi o che sembri preoccupante. Circa metà della patch riguarda driver - GPU, rete, USB e audio sono i contributori principali, e tutto appare molto normale».
Sul fronte dell'abilitazione hardware, la lista è corposa. AMD porta il supporto agli eventi di performance per Zen 6 nel sottosistema perf, più il supporto CXL per la funzionalità di traduzione degli indirizzi di Zen 5. Intel risponde con il supporto audio per Nova Lake, il driver LPSS per Nova Lake S, il supporto NTB per i futuri Xeon Diamond Rapids e i relativi eventi di performance. Si prepara il terreno per DSA 3.0 (Data Streaming Accelerator) e arrivano suggerimenti per carichi di lavoro "lenti" su Panther Lake. Da segnalare anche il passaggio alla modalità automatica per Intel TSX, che espone le Transactional Synchronization Extensions sui processori Intel privi di vulnerabilità di sicurezza note legate a questa funzionalità.
Non è solo una storia x86. L'architettura RISC-V guadagna il supporto alla CFI (Control Flow Integrity) in spazio utente, misura importante per mitigare attacchi basati sulla manipolazione del flusso di esecuzione. LoongArch riceve nuove funzionalità CPU, OpenRISC migliora il supporto per schede di sviluppo FPGA e lo strumento Turbostat si arricchisce con nuove statistiche sulla cache L2.
Una delle dichiarazioni più significative di questo ciclo riguarda Rust. Linux 7.0 sancisce formalmente che lo sforzo di integrazione di Rust nel kernel è «qui per restare».
Non è un dettaglio da poco: il dibattito sull'introduzione di un secondo linguaggio accanto al C nel kernel più diffuso del pianeta è stato lungo e a tratti aspro. Con questa dichiarazione il progetto supera una soglia simbolica. Rust non è più un esperimento tollerato, ma una componente riconosciuta dell'ecosistema di sviluppo del kernel.

Tra le modifiche specifiche dell'rc7 spiccano alcune aggiunte pratiche. Il driver XPad acquisisce il supporto per il controller Razer Wolverine V3 Pro e per il Betop KP50, tramite l'aggiunta dei rispettivi identificativi di dispositivo. Chi utilizza schede WiFi Atheros/Qualcomm troverà una correzione di performance per i driver Ath11k e Ath12k - un problema che esisteva fin dall'introduzione stessa di questi driver. Meglio tardi che mai.
C'è poi una nota curiosa nella documentazione di sicurezza: è stata aggiornata con indicazioni pensate per aiutare gli agenti di intelligenza artificiale a produrre segnalazioni di bug e vulnerabilità più accurate. Un segno dei tempi, nel senso più letterale.
I benchmark condotti da Phoronix su hardware AMD EPYC Turin mostrano ottimizzazioni con miglioramenti di prestazioni tangibili per almeno alcuni carichi di lavoro e configurazioni hardware. Lo spettro è ampio: dai piccoli dispositivi embedded e mobili fino ai grandi server HPC e AI. Ulteriori test comparativi sono ancora in corso.
Il rilascio avrà ripercussioni immediate sull'ecosistema delle distribuzioni. Linux 7.0 è atteso come base predefinita per Ubuntu 26.04 LTS, il cui ciclo di supporto a lungo termine amplifica l'importanza di ciò che finisce nel kernel sottostante. Anche Fedora 44 dovrebbe adottarlo.
Sul fronte desktop e gaming, i miglioramenti di performance - anche quelli ottimizzati inizialmente per carichi server - tendono a riversarsi sull'esperienza utente quotidiana. Chi utilizza dispositivi basati su SteamOS, incluso Steam Deck, potrebbe raccoglierne i benefici nelle future versioni del sistema operativo.
Linux 7.0 non è una rivoluzione. È un rilascio solido, denso di abilitazione hardware per le prossime generazioni di processori, con una legittimazione formale del ruolo di Rust e ottimizzazioni diffuse su tutto lo stack. Il numero tondo sulla versione è un capriccio di Torvalds. Il contenuto parla da sé.
Fonti: phoronix.com
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