OpenAI Images 2.6 è disponibile in ChatGPT: GIF animate da un prompt, più velocità, modifiche più precise (aggiornato: 5 novembre 2026, ore 07:58)
- a cura di: massimo.valenti
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A due mesi da Images 2.5, OpenAI rimette mano alla generazione di immagini. Images 2.6 arriva in ChatGPT, Codex e nell'API con tre promesse: immagini generate più in fretta, GIF animate in un solo passaggio e strumenti di modifica più precisi. Per gli sviluppatori ci sono anche nuovi controlli nell'API, ed è lì che si gioca la partita vera. Il punto è capire se la generazione di immagini sia pronta per i flussi di lavoro in produzione, non soltanto per il meme da condividere in chat.

Secondo OpenAI, Images 2.6 è disponibile a livello globale in ChatGPT e Codex per tutti i piani di abbonamento, da quello gratuito a quelli a pagamento, su desktop, mobile e web.
Il dato di punta è la velocità: le immagini vengono generate il 50% più rapidamente rispetto a prima. OpenAI, però, non specifica né il modello di riferimento né la risoluzione o il livello di qualità del confronto. Inoltre, un taglio della latenza «fino al 50%» era già stato attribuito a Images 2.5, rilasciato l'8 settembre 2026.
La novità più visibile per l'utente finale è la creazione di GIF animate in un solo passaggio, partendo da un prompt testuale oppure da una foto caricata. Il risultato è un'animazione in loop, e anche un semplice schizzo può diventare un personaggio animato. OpenAI indica come casi d'uso le mascotte dei brand, le reazioni e i meme per i social, i loop per le foto dei prodotti e gli storyboard animati, utili per studiare i movimenti di un personaggio prima di passare alla produzione video vera e propria.

Il resoconto indipendente cita anche controlli successivi alla creazione, come la regolazione della velocità di riproduzione e la modifica dei singoli fotogrammi. Questi strumenti, tuttavia, non compaiono nei materiali ufficiali di OpenAI. Arrivano invece le immagini di riferimento: si possono salvare immagini di sé stessi, dei propri animali o dei propri personaggi e riutilizzarle nelle nuove creazioni, senza caricarle ogni volta.
Sul fronte sviluppatori, Images 2.6 si divide in due modelli, come già accadeva con la versione 2.5. GPT-Image-2.6 Flare punta sulla velocità: a bassa qualità genera un'immagine anche in soli sei secondi e, secondo OpenAI, migliora l'impaginazione di poster, immagini di prodotto e altri contenuti professionali. GPT-Image-2.6 Sunburst privilegia invece la qualità e una maggiore coerenza tra una modifica e l'altra, con le impostazioni media o alta.
All'API arrivano anche il markup delle immagini, già presente in ChatGPT, per indicare con precisione dove applicare una modifica, e l'esportazione in SVG per siti web, app e stampa. Tra i primi clienti, OpenAI cita Town, una startup che sviluppa un assistente AI per il lavoro e che ha usato Images 2.6 per sperimentare personaggi animati, così da dare più personalità alle interazioni.
La novità più interessante per chi integra la generazione nei propri software è il parametro complexity, che regola quanta pianificazione il modello dedica a una richiesta. OpenAI distingue i due controlli: la qualità governa il dettaglio visivo e la fedeltà, la complessità stabilisce quanta "roba" entra nella scena. Il consiglio ufficiale è usare una complessità bassa per la maggior parte delle modifiche, così da ottenerle più rapidamente, abbinata alla qualità richiesta dal flusso di lavoro. I valori medio e alto vanno invece riservati alle scene con molti elementi o vincoli.
Uno sviluppatore, in un post pubblicato nella community, segnala che il valore predefinito è high. «Sembra un sinonimo del reasoning effort, ma viene descritto in modo astratto», osserva. Lo stesso utente nota che, per le modifiche, la versione 2.6 accetta al posto della maschera un livello trasparente di markup, sul quale disegnare commenti non trasparenti: le aree trasparenti dovrebbero essere le uniche in cui la modifica è consentita. Come venga gestito l'RGB, sempre secondo lo sviluppatore, non è documentato.
Proprio quel post solleva il dubbio più concreto per chi lavora in produzione. Secondo lo sviluppatore, le impostazioni low e medium producono un conteggio di token in uscita nettamente più alto rispetto a gpt-image-2.5. Dalle sue ricostruzioni, che non sono dati pubblicati da OpenAI, i moltiplicatori di costo sarebbero 4,2x per la qualità bassa e 3,3x per la media, mentre per i livelli più alti il costo resterebbe invariato. L'esempio riportato è un fotomontaggio di Elaine di Seinfeld, con lo stesso prompt da 280 token: con gpt-image-2.5 a qualità media sono stati fatturati 344 token in uscita, con gpt-image-2.6 alla stessa qualità ben 1.136.
«Costi più alti per una persona non più riconoscibile», commenta lo sviluppatore, che arriva a ipotizzare un rincaro pensato per impedire di generare immagini a basso costo. Si tratta di un'opinione, non di un fatto accertato. Più solida è la critica sulla documentazione: secondo il post, OpenAI non indica né il costo effettivo né la dimensione reale dell'immagine restituita. Con la versione 2.5, per riferimento, una richiesta di modifica costava circa 0,011 $ per immagine ricevuta.
Intanto i volumi crescono: OpenAI dichiara 4 miliardi di immagini generate ogni settimana tra ChatGPT, Codex e API, cioè oltre mezzo miliardo al giorno in media, contro i 3 miliardi registrati a settembre 2026. Il ciclo di rilasci è passato da Images 2 ad aprile alla 2.6 di novembre, quindi chi costruisce un prodotto su queste API deve mettere in conto aggiornamenti frequenti. E, prima di migrare, conviene misurare con attenzione i token fatturati sulle impostazioni di qualità più basse.
Fonti: openai.com, x.com, community.openai.com
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