Windows 11 26H2 usa meno RAM: Fino a 3 GB in meno all'avvio, secondo gli utenti (aggiornato: 6 ottobre 2026, ore 09:00)
- a cura di: massimo.valenti
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1, 2 o 3 gigabyte di RAM in meno occupati all'avvio, senza toccare nulla. È quanto riportano diversi utenti dopo il passaggio a Windows 11 26H2, che in questi giorni sta arrivando sui PC di milioni di persone tramite la consueta notifica di aggiornamento. I numeri però vengono da post su Reddit e X e dalla prova di un singolo recensore. Le riduzioni più vistose riguardano macchine con buon quantitativi di memoria (16 GB e più), mentre chi ha 8 GB non segnala alcun miglioramento. Microsoft, dal canto suo, non ha confermato che il merito sia di 26H2. Il tema è delicato, perché l'appetito di RAM di Windows 11 è una delle lamentele -non sempre corrette- ricorrenti dei suoi utenti.

La segnalazione che ha fatto più rumore arriva da un utente Reddit con un sistema da 48 GB: dopo l'aggiornamento, la memoria occupata al boot sarebbe scesa di circa 2 GB. Su X, l'utente @SoyITPro ha pubblicato il confronto del proprio PC da 32 GB: 9,1 GB occupati con 25H2, 7,5 GB con 26H2, circa 1,6 GB in meno. Un altro utente, citato da TechRadar, sarebbe passato da circa 6,9 GB a 4,8-5 GB all'avvio, senza però specificare quanta RAM monti. Nella stessa discussione altri riportano cali di circa 3 GB e di circa 1 GB.
Più dettagliata è la prova di Windows Latest, su un portatile da 16 GB di tre anni fa. Dopo un riavvio, l'autore ha misurato 7,0 GB occupati su 15,7 GB disponibili (45%), con 4 GB in cache e 8,8 GB liberi. In precedenza, la stessa macchina superava spesso i 10 GB prima ancora di aprire un'applicazione. Sotto carico pesante, con Edge, WhatsApp, Teams, Outlook e un video YouTube in 4K a 60 fps, l'occupazione è rimasta sotto il 90%. Prima, lo stesso scenario arrivava a circa il 95%.
Lo schema che emerge, però, è chiaro e lo notano tutte le testate che hanno seguito la vicenda. I cali maggiori si vedono sui sistemi con più RAM. E su una macchina da 48 GB, come osserva Wccftech, 2 GB in meno difficilmente fanno la differenza nell'esperienza d'uso.

Il dato che smonta l'entusiasmo arriva da un utente Reddit con 8 GB di RAM. Dopo l'aggiornamento non ha notato alcuna differenza: 7,4 GB occupati all'avvio, il 96% del totale. È proprio la fascia di PC che avrebbe più bisogno di respiro, e a oggi sembra quella che ne beneficia meno.
Microsoft conosce bene il problema. Il bollettino sui progressi della qualità di Windows, pubblicato il 31 luglio, ha inserito l'ottimizzazione della memoria per i sistemi da 8 GB in su tra le quattro nuove priorità di lavoro, insieme alla procedura di configurazione al boot, alle funzioni per la famiglia e al controllo vocale. I miglioramenti sono previsti fino alla fine dell'anno. A inizio agosto, inoltre, l'azienda ha confermato a TechRadar di essere al lavoro per ridurre il consumo di RAM di Windows 11. Il lavoro sugli 8 GB è dunque ancora in corso e 26H2 non è il punto d'arrivo. Finora, però, le promesse di un funzionamento più efficiente su queste configurazioni non sono state mantenute.
C'è poi una questione tecnica che il lettore esperto avrà già intuito. 24H2, 25H2 e 26H2 condividono lo stesso ramo di manutenzione, e 26H2 è un enablement package. La pagina ufficiale delle novità spiega che molte funzionalità «sono già state distribuite tramite gli aggiornamenti mensili». 26H2 invece «abilita funzionalità selezionate e azzera il ciclo di vita del supporto».
In più, con la distribuzione controllata delle funzionalità, due PC con lo stesso aggiornamento potevano comportarsi in modo diverso. Molti utenti, infatti, hanno forzato l'attivazione con ViVeTool. 26H2 dovrebbe consolidare le modifiche degli ultimi mesi e attivarle sulla maggior parte dei PC che lo installano. È plausibile, quindi, che i risparmi di RAM siano frutto di interventi già arrivati con gli aggiornamenti mensili e semplicemente "accesi" da 26H2. Anche TechRadar propende per questa ipotesi, che però resta tale. Lo stesso vale per un utente che segnala un Esplora file reattivo all'istante, dove prima servivano circa 5 secondi.
Da non confondere con tutto questo è il Low Latency Profile. Spinge la CPU vicino alla frequenza massima per 1-3 secondi all'apertura del menu Start, della Ricerca, del Centro notifiche o delle applicazioni, secondo la logica del "race to sleep". È arrivato a giugno per gli elementi della shell e ad agosto per l'avvio delle app. Riguarda però la reattività, non la memoria, e nessuna fonte lo collega alla riduzione della RAM.
» Leggi anche: Windows 11 migliora le prestazioni: aggiornamenti reali e il "Low Latency Profile"

«Bisogna stare molto attenti a trarre conclusioni sulla base di un gruppo di post che sono, di fatto, aneddotici», avverte TechRadar. La testata ricorda anche che altrettanti utenti non riportano alcuna differenza. Del resto, un'alta occupazione della RAM non è di per sé un problema: memoria inutilizzata è memoria sprecata.
La pagina sullo stato delle versioni di Microsoft elenca tre problemi noti, tutti in stato Mitigated: esiste un rimedio temporaneo, ma non una correzione definitiva. Il più fastidioso riguarda le periferiche audio USB basate su USB Audio Class 1.0. Possono non avviarsi o restare mute anche con il volume al 100%, e cuffie e microfono possono smettere di funzionare insieme. Gestione dispositivi segnala che la periferica non può essere avviata, e disattivare o disinstallare i driver non risolve.

Se usi un DAC o un headset USB per lavoro, conviene quindi aspettare prima di installare 26H2. E chi spera di recuperare memoria preziosa su un PC da 8 GB, a giudicare dai dati disponibili, dovrà attendere i prossimi interventi promessi da Microsoft entro fine anno.
Fonti: techpowerup.com, techradar.com, wccftech.com
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