Windows 11: niente più aggiornamenti obbligatori al primo avvio (aggiornato: 14 aprile 2026, ore 00:15)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 14/04/2026, 00:15
- Pubblicato: 14/04/2026, 00:13
Chiunque abbia configurato un PC con Windows 11 negli ultimi anni conosce bene il rituale: accendi la macchina nuova, attraversi le schermate di configurazione iniziale (OOBE) e, a un certo punto, il sistema ti inchioda davanti a una barra di progresso mentre scarica e installa aggiornamenti. Attese che possono superare i trenta minuti, durante i quali il computer è inutilizzabile. Una frustrazione che Microsoft sembra finalmente intenzionata ad eliminare, in linea con una strategia più ampia che punta a rendere Windows 11 meno invadente nella gestione degli aggiornamenti.

L'Out-Of-The-Box Experience (OOBE) di Windows 11 è da tempo un terreno minato. Non bastava l'obbligo di connessione a Internet e la richiesta di un account Microsoft.
A tutto questo si sommava l'installazione forzata degli aggiornamenti, un passaggio obbligatorio che trasformava il primo avvio in un esercizio di pazienza.
Rimuovere questo vincolo significa poter arrivare al desktop in tempi drasticamente ridotti. Per chi installa Windows 11 da zero - tecnici, appassionati, chiunque assembli il proprio PC - vuol dire decidere quando dedicare tempo agli aggiornamenti, invece di subire la scelta del sistema operativo.
C'è però un aspetto che bilancia questa nuova apertura. Microsoft sta forzando l'installazione dell'aggiornamento annuale 25H2 su tutti i PC con Windows 11 Home e Pro che eseguono ancora la versione 24H2.
» Leggi: Windows 11 24H2: l'avanzamento di versione automatico è imminente

La ragione è semplice: il supporto per 24H2 termina il 13 ottobre 2026, e Microsoft vuole che tutti i dispositivi ricevano le patch di sicurezza su una versione ancora supportata.
Il messaggio di Microsoft è dunque sfumato: più libertà durante la configurazione iniziale sì, ma nessuna concessione quando si tratta di abbandonare versioni in scadenza. Ha perfettamente senso dal punto di vista della sicurezza, ma genera inevitabilmente attrito con quella fascia di utenti che vorrebbe controllo totale sul proprio sistema operativo.
L'eliminazione dell'aggiornamento obbligatorio durante l'OOBE è un miglioramento concreto e benvenuto. Per i tecnici che configurano decine di macchine, per l'appassionato che reinstalla il sistema dopo un cambio di hardware, per chiunque voglia semplicemente usare il proprio PC nuovo senza attendere mezz'ora davanti a una schermata con una rotellina che gira: è un cambiamento che si sentirà nella pratica quotidiana.
Quanto questa filosofia del «meno fastidioso» sopravviverà al contatto con le priorità commerciali e di sicurezza di Microsoft è tutto da vedere. La storia di Windows è costellata di promesse di leggerezza poi ridimensionate da esigenze di telemetria, pubblicità integrate e aggiornamenti imposti. Ma per oggi, almeno il primo avvio sarà un po' meno doloroso.
Fonti: windowscentral.com
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