Micron ha già venduto la maggior parte della memoria che produrrà l'anno prossimo. I clienti, inoltre, la pagheranno a «prezzi molto più alti» rispetto a quest'anno. Con questo messaggio Sanjay Mehrotra, CEO e presidente di Micron, ha accompagnato i risultati dell'anno fiscale 2026: ricavi quasi quadruplicati, margini mai visti prima nel settore della memoria e una previsione poco rassicurante. La carenza di memoria non rientrerà a breve. Secondo Mehrotra, anzi, nel 2027 e nel 2028 sarà ancora più marcata.

Ricavi quasi quadruplicati in dodici mesi
Nel quarto trimestre fiscale Micron ha incassato circa 54,2 miliardi di dollari, contro gli 11,3 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Sull'intero anno fiscale i ricavi arrivano a 133,2 miliardi di dollari, dai 37,4 miliardi dell'esercizio precedente.
Il motore resta la DRAM. Nel trimestre i ricavi di questo segmento sono cresciuti del 343% su base annua, fino a 39,8 miliardi di dollari, pari al 73% delle vendite totali. Ancora più impressionante il dato degli SSD per datacenter: quasi 10 miliardi di dollari nel trimestre, con una crescita superiore al 1.000%.
Domanda sopra l'offerta fino al 2028
La parte più rilevante per chi compra memoria è arrivata durante la conference call. «Sia nel 2027 sia nel 2028 vediamo una domanda superiore all'offerta. Ci aspettiamo un mercato più teso nel 2027 e nel 2028 rispetto al 2026. Nel complesso, il rapporto tra domanda e offerta non fa che stringersi», ha dichiarato Mehrotra.
Le stime di Citi vanno nella stessa direzione. La domanda globale di DRAM potrebbe crescere del 30% nel 2027 e del 35% nel 2028, mentre l'offerta aumenterebbe solo del 19% e del 22%. Per la NAND flash lo scarto è simile: domanda in crescita del 29% e del 33%, offerta del 21% e del 25%.
La nuova capacità produttiva non risolverà il problema in tempi brevi. Micron prevede di attivare nuove fabbriche nel 2028 e ha pianificato investimenti per 25 miliardi di dollari nel solo primo semestre del nuovo anno fiscale. Tuttavia gli stessi dirigenti avvertono che i nuovi impianti non allenteranno subito né la disponibilità né i prezzi. Sul lungo periodo, Micron sta investendo 250 miliardi di dollari in due nuovi campus per la produzione di HBM: il più grande, a Clay (New York), ha aperto i cantieri a gennaio, mentre l'altro sorge a Boise, in Idaho.
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HBM, NVIDIA e la concorrenza coreana
Secondo Mehrotra, la domanda di HBM, il formato di DRAM destinato all'hardware per l'intelligenza artificiale, cresce più rapidamente di quella della DRAM per server. La HBM, però, oggi è meno redditizia della DRAM tradizionale, e Micron sta lavorando per migliorarne i margini. «Abbiamo una solida roadmap per i futuri prodotti HBM e siamo orgogliosi di collaborare con NVIDIA alla prima implementazione personalizzata di HBM4E del settore, NV-HBM, che verrà adottata sulla prossima generazione di GPU e sulle piattaforme NVLink Fusion», ha spiegato il CEO.
Micron è l'unico produttore statunitense di HBM, ma tra i tre grandi del settore detiene la quota di mercato più piccola: davanti ci sono le sudcoreane SK Hynix e Samsung, entrambe impegnate in grandi ampliamenti produttivi. Eppure la capitalizzazione di Micron supera ormai i 1.200 miliardi di dollari. Anche la NAND trova nuovi sbocchi. Secondo Mehrotra, l'archiviazione della memoria di contesto per l'AI, usata per l'offload della KV cache, e la sostituzione degli hard disk stanno ampliando il mercato potenziale degli SSD.
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Chi paga il conto
Margini del genere hanno una contropartita che tutti vediamo quotidianamente: l'aumento dei prezzi di prodotti consumer. Se le previsioni di Micron sono corrette, il 2027 non porterà sollievo, e nemmeno il 2028.
A Wall Street, intanto, nessuno vede un'inversione di tendenza. «Un altro trimestre sopra le attese e con previsioni al rialzo per Micron. Al momento non ho visto alcun dato che indichi un'inversione del ciclo della memoria verso un calo, almeno nel futuro prevedibile», ha commentato Hendi Susanto, gestore di portafoglio di Gabelli Funds. Il titolo Micron è cresciuto del 279% dall'inizio del 2026 e, secondo CNBC, di oltre il 500% negli ultimi dodici mesi. In altre parole, il mercato scommette che i prezzi alti della memoria dureranno ancora a lungo.
Fonti: theregister.com, uk.headtopics.com, fool.com