Le soluzioni cloud sono molto utili, permettono di avere più dispositivi sincronizzati, di salvare una copia di backup dei nostri dati più importanti o di utilizzare servizi su piattaforme diverse da quella che stiamo utilizzando. Ma c'è un detto che gira da sempre fra gli utenti più smaliziati: "non esiste nessun cloud, esiste solo il computer di qualcun altro" e questo computer, non gestito da noi, è sicuro fino a prova contraria ed utilizzarlo ha spesso un costo sia esso in termini di soldi o privacy. Perché allora non utilizzare un nostro computer, gestito interamente da noi, per il nostro cloud? Probabilmente molti pensano che sia un impresa troppo complicata o molto difficile da realizzare ma in realtà ci sono vari modi con cui possiamo creare, facilmente, un cloud personale. Prima di esplorare alcune soluzioni nello specifico, partiamo dalle basi: di cosa abbiamo bisogno, di preciso, per iniziare? Quali sono i prerequisiti fondamentali che dobbiamo avere?

Per prima cosa, chiariamo che il termine generico "cloud" identifica una grande varietà di servizi che hanno in comune una sola cosa: essere disponibili per più dispositivi e/o utenti, anche contemporaneamente, attraverso internet. Questi servizi possono essere vari ed eventuali e si va da uno spazio di archiviazione dati (quello che viene comunemente inteso come cloud), alla sincronizzazione di calendario o contatti, a servizi di email o di altro tipo fino ad arrivare ad applicativi da ufficio (come ad esempio Office365).
Indipendentemente dal o dai servizi che vorremmo attivare, per poter pensare di creare un nostro cloud personale, servono almeno due cose: una connessione ad internet e un dispositivo che vi si possa connettere e dove sia possibile installare qualche programma o app.
In realtà c'è un altro importante requisito: il tempo. Per poter pensare di creare un nostro cloud personale dobbiamo avere un po' di tempo da dedicare periodicamente per la manutenzione. Molte soluzioni disponibili possono essere altamente automatizzate, molte altre richiedono pochissimi interventi ma poiché il nostro cloud gestirà i nostri dati personali, non dobbiamo assolutamente pensare che, una volta messo in piedi, possa essere lasciato lavorare in santa pace senza mai controllarlo. Dovrà essere tenuto costantemente aggiornato, dovremo controllare periodicamente i log in cerca di errori o avvisi; insomma, dovremo mantenerlo sicuro.

Consigliata è anche un conoscenza di base del funzionamento dei dispositivi e delle reti ma, se avete tempo e voglia di imparare, potete iniziare questo progetto anche se siete totalmente a digiuno di questi argomenti, magari partendo da soluzioni più semplici giusto per impratichirsi un po' e poi magari passare al livello successivo.

Vedete che la base da cui partire è piuttosto bassa e quasi tutti dovrebbero già avere soddisfatti questi requisiti ma argomentiamo un po' meglio.
Il dispositivo (alias il server)
Il dispositivo sarà il nostro server, quello che farà "girare" i programmi che saranno raggiungibili, attraverso internet, dal nostro computer o dal nostro smartphone. È evidente che, in base ai programmi che vorremo installare, questo dovrà avere una dotazione hardware proporzionata al carico di lavoro necessario. Per applicazioni semplici, potrebbe essere sufficiente un RaspberryPi, un vecchio computer o addirittura un vecchio smartphone Android (da utilizzare sempre connesso al caricatore magari attraverso un limitatore di carica, come Chargie, per salvaguardare la batteria)!

Personalmente, preferisco un dispositivo da dedicare soltanto a questa funzione ma niente vieta di utilizzare, ad esempio, il nostro computer Desktop (magari attraverso l'utilizzo di macchine virtuali)!
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In questo caso potremo anche evitare di lasciarlo sempre acceso attivando il Wake-On-Lan in modo da accenderlo da remoto solo al bisogno o, se la nostra scheda madre lo supporta, accensione e spegnimento a determinati orari.

Ricordo infine che il dispositivo per il nostro cloud personale può anche essere un server remoto, un VPS (Virtual Private Server), ma questa soluzione, anche se per determinati aspetti più pratica, ci rende comunque dipendenti da un terzo e ci fa perde quel che di "fatto in casa" che può portare grandi soddisfazioni per un progetto come questo.
La connessione internet
Per quanto riguarda la connessione internet è consigliato averne una senza limiti di traffico o almeno con un piano dati più che sufficiente a coprire il traffico dati generato dal nostro cloud personale, che può variare anche di molto a secondo del tipo di servizio che vogliamo attivare e dell'utilizzo che ne faremo.

Anche se con le moderne connessioni 5G o a fibra ottica non si guarda più di tanto alla velocità, se vogliamo avere un cloud dalle prestazioni soddisfacenti, dovremo controllare di non avere particolari limiti, soprattutto in upload.
Altre caratteristiche della connessione, non indispensabili ma che possono facilitarci di molto il compito, sono la possibilità di avere un IP pubblico e magari anche statico.

Se abbiamo un IP pubblico ma non statico possiamo utilizzare un servizio di DDNS che consente di legare un nome di dominio da noi scelto all'indirizzo IP assegnato ogni volta dal nostro provider o, se presente, provare a vedere se possibile utilizzare quello interno del nostro operatore telefonico.
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Se siamo dietro ad un doppio NAT e non abbiamo quindi un IP pubblico, dobbiamo per forza trovare un punto che faccia da tramite tra il nostro server casalingo e i nostri altri dispositivi. Per questo, possiamo avvalerci di un VPS per creare una VPN oppure utilizzare un servizio di accesso remoto (come ad esempio Netbird.io).
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In alternativa è possibile utilizzare anche la rete Tor, configurando un hidden service sul nostro server e utilizzare poi un proxy Tor per accedervi.
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L'adozione di una VPN o di un servizio di accesso remoto è da prendere in considerazione, anche se abbiamo un IP pubblico (in questo caso la connessione con la VPN può essere diretta, da server a client, senza punto intermedio), per non esporre direttamente un servizio ad internet ma renderlo accessibile soltanto tramite la nostra rete virtuale privata.
Pronti?
Se i requisiti elencati sono soddisfatti (compreso un po' di tempo da dedicare!), possiamo iniziare ad esplorare le varie soluzioni disponibili per creare facilmente il nostro cloud personale e privato. Per il momento vi ricordo solo che possiamo utilizzare Syncthing per la sincronizzazione dei nostri file fra più dispositivi (ma non è un valido metodo per il backup dei dati!); per altre soluzioni vi rimando ai prossimi articoli!