Aggiornamento per Windows 11 KB5079473: riavvii in loop e GPU inutilizzabili, ma Microsoft nega il problema (aggiornato: 2 aprile 2026, ore 09:24)
- a cura di: massimo.valenti
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L'aggiornamento cumulativo di sicurezza di marzo 2026 per Windows 11 si sta trasformando in un incubo operativo per un numero crescente di utenti e amministratori di sistema. KB5079473, rilasciato il 10 marzo durante il consueto Patch Tuesday, avrebbe dovuto portare correzioni per vulnerabilità già divulgate pubblicamente, oltre a una serie di novità funzionali. Sta invece lasciando dietro di sé una scia di schermate nere, cicli di riavvio infiniti e sistemi resi completamente non-avviabili. Il tutto aggravato da un dettaglio che ha il sapore della beffa: anche le procedure di ripristino standard falliscono.

L'aggiornamento riguarda le build 26200.8037 (Windows 11 25H2) e 26100.8037 (Windows 11 24H2). Il pacchetto prometteva parecchio: patch di sicurezza critiche, integrazione nativa di Sysmon, supporto per sfondi in formato WebP, Emoji 16, un test di velocità Internet integrato e miglioramenti qualitativi distribuiti tramite il meccanismo di controlled feature rollout. Un aggiornamento corposo, insomma.
Le segnalazioni di problemi hanno cominciato ad accumularsi entro 24-72 ore dalla distribuzione su larga scala. Forum di comunità, le stesse bacheche Q&A di Microsoft e diverse testate indipendenti hanno identificato rapidamente un pattern ricorrente. Non si tratta di casi isolati legati a configurazioni esotiche.
La prima: l'aggiornamento semplicemente non si installa. L'errore più comune è il codice 0x80070002, accompagnato da crash dei driver - in particolare il driver per GPU di Intel e NVIDIA. Alcuni utenti riportano anche la perdita dei controlli di luminosità.
La seconda classe è più grave: sistemi che entrano in cicli di diagnosi e ripristino ricorrenti dopo il tentativo di installazione. Riavvii ripetuti, schermate nere o vuote, macchine che diventano inutilizzabili senza intervento manuale. In alcuni casi è comparsa la schermata di recupero BitLocker - un evento che genera comprensibile panico in chi non ha a portata di mano la chiave di recupero.
La terza riguarda corruzioni grafiche: dai blocchi occasionali e dalle schermate nere fino al collasso completo del rendering accelerato via GPU. Le configurazioni con doppia GPU e quelle con NVIDIA Optimus disabilitato risultano particolarmente colpite. Per chi usa il proprio sistema per lavoro grafico o gaming, l'aggiornamento può rendere la macchina sostanzialmente inutile.
L'elenco delle configurazioni colpite non si limita a hardware datato o di fascia bassa. Jen Crawford, una delle utenti più attive nel documentare il problema, ha segnalato un ciclo diagnosi-ripristino su un Microsoft Surface Laptop 7 con processore Snapdragon - hardware proprio di Microsoft, dunque, venduto con Windows 11 preinstallato. Un aggiornamento Microsoft che rompe un dispositivo Microsoft, dunque.
Oltre al Surface, le segnalazioni coinvolgono sistemi con GPU Intel e NVIDIA di svariate generazioni. Le configurazioni laptop con doppia GPU sembrano essere un punto critico ricorrente.

In circostanze normali, un aggiornamento fallito è un inconveniente gestibile. Si cancella il contenuto della cartella Windows\SoftwareDistribution, si rilancia Windows Update, si torna operativi. Stavolta no. Diversi utenti hanno provato questa strada e riportano lo stesso esito: la cartella viene svuotata correttamente, ma Windows continua a segnalare un aggiornamento in sospeso. Il problema persiste.
Crawford ha percorso tutto l'iter disponibile: assistenza tramite strumenti di intelligenza artificiale, supporto tecnico Microsoft diretto, soluzioni suggerite dalla comunità. Nessuna ha funzionato. È riuscita a preservare i propri dati e ripristinare l'avvio del sistema dopo il ciclo di riparazione, ma ora si rifiuta comprensibilmente di ritentare l'installazione. Il rischio di rientrare nel ciclo di ripristino - o peggio, di ritrovarsi davanti alla schermata BitLocker - è troppo alto.
La situazione è particolarmente insidiosa: l'aggiornamento che non si installa non può essere aggirato con le procedure standard, e quando si installa può rendere il sistema non avviabile.
Forse l'aspetto più frustrante della vicenda è la risposta ufficiale. Dopo circa una settimana dall'inizio delle segnalazioni, il supporto tecnico Microsoft ha comunicato ad almeno un utente di non ritenere che il problema fosse della patch. Una posizione che contrasta in modo stridente con la mole di segnalazioni riproducibili apparse in rete.
Negare l'esistenza di un problema documentato - anche su hardware proprio - non è esattamente un esercizio di buona comunicazione. Per gli amministratori di sistema aziendali che cercano di capire se distribuire o bloccare l'aggiornamento, il silenzio sostanziale di Microsoft rende la decisione ancora più difficile.
Qui si arriva al cuore del problema. KB5079473 contiene correzioni per vulnerabilità zero-day già divulgate pubblicamente. Ogni sistema che non riesce a installare l'aggiornamento - o che viene reso instabile dal tentativo - resta esposto. E non per negligenza degli amministratori: il meccanismo di aggiornamento stesso è il punto di rottura.
In ambito aziendale lo scenario è particolarmente complesso. I sistemi non aggiornati rappresentano un rischio di sicurezza. I sistemi resi non avviabili dall'aggiornamento rappresentano un rischio operativo. Le procedure di ripristino standard che falliscono eliminano la via d'uscita più rapida. Il risultato è una triplice esposizione - sicurezza, operatività e tempi di recupero - tutti simultaneamente compromessi.
Per chi gestisce flotte di dispositivi Windows 11, il consiglio pragmatico al momento è uno solo: sospendere la distribuzione di KB5079473 fino a quando Microsoft non riconoscerà il problema e fornirà indicazioni concrete. Continuare a distribuirlo equivale a giocare alla roulette russa con la stabilità dei propri endpoint. E con le zero-day già in circolazione, ogni giorno senza patch è un giorno di esposizione. Un vicolo cieco che solo Microsoft può sbloccare - ammesso che decida di farlo.
Fonti: Windowsforum