Se pensavate che installare estensioni esclusivamente da Chrome Web Store fosse una garanzia di sicurezza, è il momento di rivedere quella convinzione. Un'indagine pubblicata dal team di ricerca di Socket ha portato alla luce una campagna coordinata di 108 estensioni malevole, tutte presenti nel negozio ufficiale di Google. Non stiamo parlando di software distribuito su forum oscuri o repository sconosciuti: queste estensioni erano disponibili con pagina pubblica, recensioni e contatore di installazioni. Il totale supera le 20.000 installazioni. Al momento della pubblicazione del rapporto, risultavano ancora attive.
Per oltre quindici anni, il numero di telefono è stato l'identificativo obbligatorio nell'universo WhatsApp. Vuoi scrivere a qualcuno? Serve il numero. Vuoi essere trovato? Devi condividerlo. Un modello semplice, certo, ma anche una rilevante limitazione in termini di privacy: il numero di telefono è un identificativo personale potente, legato all'identità anagrafica, sfruttabile per spam, social engineering e tracciamento. Ebbene: qualcosa, finalmente, si muove. WhatsApp ha avviato il rilascio graduale del supporto agli username, che permetteranno di comunicare senza rivelare il proprio numero di telefono. La funzione è disponibile per un numero ancora molto limitato di utenti, ma il segnale è inequivocabile.
La Polizia Postale e delle Comunicazioni riporta i dettagli di un'indagine svolta nell'ambito del contrasto al cyberterrorismo, che ha consentito alle forze dell'ordine di individuare un cittadino tunisino colpevole di propagandare il terrorismo islamico su diversi social network, mediante messaggi e foto di profilo inneggianti l'odio e la guerra religiosa
Se utilizziamo Telegram per partecipare a gruppi di discussione molto trafficati (quelli sulle criptovalute, ad esempio) ci sarà certamente successo di ritrovarci automaticamente iscritti ad altri canali e gruppi Telegram senza che ne avessimo fatto richiesta. È opera dei promoter che fanno incetta di utenti, prendendo i nominativi dai gruppi pubblici legittimi per poi aggiungerli ai gruppi del committente. Da lì, veniamo tempestati di messaggi che ci invitano ad acquistare i loro prodotti. Una vera e propria forma di "spam su Telegram", insomma. Fortunatamente, basta modificare l'impostazione giusta per bloccare gli spammer ed impedire che ci iscrivano ad altri gruppi Telegram
Da ora, nel grande catalogo di canali Telegram italiani, potrete trovare anche TurboLab.it.
Come annunciato da Android Police, da ora in poi Google Assistant non si limiterà più a leggere solo gli SMS e i messaggi di alcune sue app proprietarie, ma declamerà ad alta voce anche le comunicazioni in arrivo da applicazioni di messaggistica terze come WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, GroupMe e così via.
Da un mese a questa parte, alcuni hacker iraniani sono stati presi di mira da un misterioso individuo che sta svelando, su un canale pubblico di Telegram, tutti i loro segreti e persino le loro identità.
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