WhatsApp ora funziona anche con gli username (aggiornato: 9 aprile 2026, ore 20:01)
- a cura di: massimo.valenti
- Commenti:
- Letture:
- Aggiornato: 09/04/2026, 20:01
- Pubblicato: 09/04/2026, 20:00
Per oltre quindici anni, il numero di telefono è stato l'identificativo obbligatorio nell'universo WhatsApp. Vuoi scrivere a qualcuno? Serve il numero. Vuoi essere trovato? Devi condividerlo. Un modello semplice, certo, ma anche una rilevante limitazione in termini di privacy: il numero di telefono è un identificativo personale potente, legato all'identità anagrafica, sfruttabile per spam, social engineering e tracciamento. Ebbene: qualcosa, finalmente, si muove. WhatsApp ha avviato il rilascio graduale del supporto agli username, che permetteranno di comunicare senza rivelare il proprio numero di telefono. La funzione è disponibile per un numero ancora molto limitato di utenti, ma il segnale è inequivocabile.

Il meccanismo è quello che chiunque abbia usato Telegram, Signal o qualsiasi social network conosce già: ogni utente potrà associare al proprio account un nome utente unico in formato @username, che andrà a occupare lo spazio finora riservato al numero di telefono nella schermata delle informazioni di contatto.
La parte più rilevante riguarda ciò che succede - o meglio, non succede - quando si avvia una conversazione tramite username. Se due persone iniziano a chattare usando esclusivamente i rispettivi handle, i numeri di telefono di entrambi restano invisibili. Il numero dell'interlocutore torna visibile solo se è già salvato in rubrica. Una scelta progettuale che separa nettamente il piano dell'identità digitale da quello dell'identità telefonica.
La ricerca per username non si limiterà alle chat testuali, ma sarà possibile effettuare chiamate vocali e videochiamate cercando direttamente un username, senza conoscere il numero del chiamato. Nella scheda Chiamate comparirà una barra di ricerca che accetterà nome, numero o username indifferentemente.
Chi segue il lavoro di WABetaInfo - punto di riferimento per il reverse engineering delle beta di WhatsApp - sa che gli username non sono una novità improvvisa. Le prime tracce nell'interfaccia risalgono al 2023. La differenza, stavolta, è che la funzione ha raggiunto la fase di rilascio graduale verso utenti reali, non più confinata a stringhe di codice sepolte nelle build di sviluppo.
Le versioni beta coinvolte nell'ultima tornata di avvistamenti sono la 2.26.1.32 per Android e la 26.1.10.70 per iOS. Per verificare se il proprio account è stato incluso nel test, basta aprire le impostazioni del profilo: chi ha accesso troverà un'opzione dedicata alla configurazione dell'username.
WhatsApp dichiara che il rilascio si espanderà a un numero maggiore di account «nelle prossime settimane». Con oltre due miliardi di utenti attivi nel mondo, la cautela è comprensibile: un lancio mal calibrato su una base così vasta potrebbe generare problemi di unicità dei nomi, conflitti e confusione di massa.
Il vantaggio in termini di sicurezza è immediato e concreto. Il numero di telefono è oggi uno dei vettori più sfruttati per contatti indesiderati, truffe e attacchi mirati. Toglierlo dall'equazione della scoperta riduce drasticamente la superficie d'attacco. Meta stessa ha dichiarato di ritenere che gli username contribuiranno a migliorare la sicurezza della piattaforma.
C'è però un risvolto che merita attenzione. La ricerca per username consente di trovare persone che non sono nella propria rubrica - una funzionalità potente, che avvicina WhatsApp al modello dei social network aperti, ma introduce anche un nuovo canale per contatti non richiesti. Se oggi qualcuno può disturbarvi solo conoscendo il vostro numero, domani potrebbe bastare indovinare - o trovare altrove - il vostro handle. L'efficacia di questa protezione dipenderà molto dai controlli che WhatsApp implementerà: filtri, impostazioni di visibilità, possibilità di limitare chi può trovarvi tramite username. Su questi dettagli, per ora, l'azienda non ha detto nulla.
Un dettaglio emerso dalle analisi delle versioni beta precedenti merita una menzione separata. WhatsApp stava lavorando sulla possibilità di riservare il proprio username di Facebook o Instagram anche per l'account WhatsApp. Se confermata, questa funzione creerebbe un'identità digitale unificata attraverso le piattaforme Meta, con un singolo handle riconoscibile ovunque.
Per gli utenti è una comodità evidente. Per Meta è un tassello nella strategia di integrazione del proprio ecosistema. Per chi si occupa di privacy, è un elemento da valutare con attenzione: un handle unico cross-piattaforma semplifica la correlazione delle identità, rendendo più facile collegare attività su servizi diversi - anche quando l'utente preferirebbe tenerle separate.
WhatsApp arriva a questa funzione con un ritardo che si misura in anni. Telegram ha costruito la propria esperienza utente attorno agli username fin dal principio. Signal ha introdotto la possibilità di nascondere il numero di telefono ai contatti nel 2024. Praticamente ogni altra piattaforma di messaggistica e social networking offre da tempo un sistema di identificazione svincolato dal numero telefonico.
Il ritardo, però, potrebbe non essere del tutto negativo. WhatsApp ha avuto il tempo di osservare le implementazioni altrui e le relative criticità. La scelta di rendere i numeri di telefono visibili solo in caso di salvataggio reciproco in rubrica è un compromesso elegante tra usabilità e riservatezza - il tipo di dettaglio che si affina guardando cosa non ha funzionato altrove. Resta da capire se le regole sulla lunghezza minima degli username, i caratteri ammessi e la gestione dei conflitti di unicità saranno all'altezza di una piattaforma con due miliardi di utenti.
La funzione si può solo intravedere, e il giudizio definitivo aspetta. Ma la direzione è quella giusta: separare l'identità comunicativa dal numero di telefono non è un vezzo estetico. È una necessità di sicurezza che WhatsApp ha ignorato troppo a lungo.
Fonti: wabetainfo.com
Nessuno ha ancora commentato.