Mozilla accusa Microsoft: l'integrazione di Edge e Copilot limita la libertà di scelta (aggiornato: 13 aprile 2026, ore 08:29)
- a cura di: massimo.valenti
- Commenti:
- Letture:
- Aggiornato: 13/04/2026, 08:29
- Pubblicato: 13/04/2026, 08:17
Se c'è un copione che Microsoft conosce bene, è quello dell'integrazione aggressiva di software e servizi in Windows: periodicamente, un nuovo prodotto strategico viene innestato nel tessuto del sistema operativo con impostazioni predefinite, installazioni automatiche e percorsi tortuosi per chi vuole liberarsene. Vent'anni fa il protagonista era Internet Explorer. Oggi i nomi sono cambiati - Edge e Copilot - ma la regia, secondo Mozilla, è identica. In un post sul blog aziendale intitolato senza mezzi termini «Le vecchie abitudini sono dure a morire», la fondazione del Panda Rosso ha messo nero su bianco un atto d'accusa dettagliato contro le pratiche di integrazione portate condotte da Microsoft, sostenendo che riducono la libertà di scelta degli utenti su browser e strumenti di intelligenza artificiale.

Il punto di partenza è un'ammissione parziale da parte di Microsoft stessa. Pavan Davuluri, vicepresidente esecutivo per la divisione Windows e Devices, ha annunciato un ridimensionamento della presenza di Copilot nel sistema operativo: «Saremo più intenzionali su come e dove Copilot si integra in Windows, concentrandoci su esperienze genuinamente utili e ben progettate».
» Leggi: Microsoft rimuove Copilot da Blocco note, Strumento di cattura e Foto. O forse no?

Per Mozilla, questo passo indietro è più una conferma che una correzione. Linda Griffin, vicepresidente per le politiche globali della fondazione, non usa giri di parole: «Quando Microsoft dice che ora vuole essere "intenzionale" riguardo a Copilot, sta in realtà ammettendo di aver fatto scelte ripetute per servire il proprio business a scapito dei clienti».
Il dossier di Mozilla non si limita alle dichiarazioni di principio. Elenca pratiche specifiche che, messe insieme, disegnano un quadro piuttosto soffocante per la concorrenza.
Sul fronte Copilot, le contestazioni sono chirurgiche. L'app Microsoft 365 Copilot si installava automaticamente su qualsiasi dispositivo Windows con le applicazioni Microsoft 365, senza alcun consenso esplicito dell'utente. Un tasto fisico dedicato a Copilot è stato aggiunto alle tastiere dei laptop, configurato per lanciare l'assistente AI senza un modo semplice per rimapparlo.

Copilot è stato fissato nella barra delle applicazioni come impostazione predefinita sui PC con Windows 11. Microsoft progettava inoltre di incorporarlo in tre superfici fondamentali del sistema operativo: il centro notifiche, l'app Impostazioni e Esplora file.
Il rapporto tra Edge e Copilot aggiunge un ulteriore livello di complessità. Edge si avvia automaticamente ogni volta che un utente clicca un collegamento da Outlook - e poiché Edge è incorporato direttamente in Copilot, le preferenze sul browser predefinito vengono di fatto ignorate.
Le critiche più taglienti riguardano il browser, terreno di battaglia storico. La barra di ricerca di Windows, integrata nella barra delle applicazioni sia su Windows 10 sia su Windows 11, è codificata per aprire i risultati esclusivamente in Microsoft Edge. Non importa quale browser l'utente abbia impostato come predefinito: quel collegamento andrà sempre a Edge.
Lo stesso vale per Microsoft Outlook e Microsoft Teams, che per impostazione predefinita ignorano la scelta dell'utente e aprono i collegamenti direttamente in Edge. Steve Teixeira, Chief Product Officer di Mozilla, ha pubblicato questa settimana un'analisi approfondita che sottolinea un altro ostacolo strutturale: Windows non offre ai browser concorrenti un meccanismo semplice - una finestra di dialogo, un prompt - per proporsi come browser predefinito. L'utente deve navigare manualmente nelle Impostazioni di sistema e completare una procedura a più passaggi.
C'è poi un problema che altri sistemi operativi hanno risolto da tempo e che Windows continua a ignorare: l'assenza di un vero sistema di migrazione dei valori predefiniti. Su Android, iOS e macOS, quando si configura un nuovo dispositivo, le preferenze dell'utente viaggiano con lui. Su Windows, ogni nuovo computer riparte dalle impostazioni di fabbrica - che puntano, naturalmente, ai prodotti Microsoft.
L'aspetto forse più rilevante dell'analisi di Mozilla riguarda il futuro, non il passato. Teixeira evidenzia che attualmente non esiste alcuna API o framework che consenta a servizi di intelligenza artificiale concorrenti - Gemini di Google, Claude di Anthropic, o qualsiasi altro - di raggiungere un livello di integrazione nel sistema operativo paragonabile a quello di Copilot. L'assistente di Microsoft è incorporato nella barra delle applicazioni, in Esplora file, in molteplici applicazioni di sistema. Mozilla definisce questa situazione un «campo di gioco non livellato».
La preoccupazione concreta è che le tattiche collaudate nelle guerre dei browser si stiano trasferendo nell'era dell'intelligenza artificiale con un potenziale di danno amplificato. Come sintetizza Griffin: «Quello che stiamo vedendo è una transizione più ampia: tattiche consolidate stanno degradando la scelta dell'utente e le esperienze sul web, e ora si traducono nell'AI». La domanda che Mozilla pone all'intero settore è se l'intelligenza artificiale verrà implementata in modi che rafforzano il controllo dell'utente o in modi che lo riducono.
La risposta ufficiale di Microsoft è stata, a voler essere generosi, minimale. L'azienda ha dichiarato che Windows resta una piattaforma aperta dove gli utenti possono installare qualsiasi software, citando il Microsoft Store e la possibilità di scaricare browser direttamente dai siti degli sviluppatori. Nessuna risposta diretta alle singole accuse di Mozilla sui dark pattern - le interfacce progettate per disincentivare scelte che non favoriscono Microsoft.
L'argomento della "piattaforma aperta" è tecnicamente corretto e strategicamente vuoto. Nessuno sostiene che Windows impedisca l'installazione di Firefox o Chrome. Il punto è un altro: quanti passaggi servono per rendere effettiva quella scelta? Quante volte il sistema operativo la ignora silenziosamente? Mozilla ha commissionato una ricerca indipendente che documenta proprio questo: procedure volutamente complicate per cambiare il browser predefinito e interfacce che reindirizzano verso Edge anche dopo che l'utente ha espresso una preferenza diversa. Un rapporto del 2024 della stessa Mozilla argomenta specificamente che Windows 11 non offre agli utenti una reale libertà di scelta nella selezione del browser predefinito.
Griffin chiude con una frase che merita di essere riportata per intero: «Dovresti essere tu a decidere se l'AI fa parte della tua esperienza di navigazione. Non le grandi aziende tecnologiche. Non Mozilla. Tu». È una posizione netta - e molti utenti Windows la riconosceranno come familiare: quelli che si ritrovano Copilot sulla barra delle applicazioni senza averlo chiesto, o che vedono i propri collegamenti aprirsi ostinatamente in Edge.
La parziale ritirata di Microsoft su Copilot dimostra che la pressione funziona. Ma il problema strutturale resta intatto: finché Windows tratterà le preferenze dell'utente come suggerimenti anziché come istruzioni, il copione non cambierà davvero. Cambieranno solo i nomi dei prodotti sul palcoscenico.
Fonti: theregister.com, windowscentral.com
Nessuno ha ancora commentato.