OpenAI ha deciso che scrivere codice non basta più. Con l'aggiornamento di Codex Desktop annunciato il 16 aprile 2026, lo strumento nato come assistente per sviluppatori si trasforma in qualcosa di più ambizioso: un agente capace di vedere lo schermo, muovere il cursore, cliccare, digitare e interagire con le applicazioni del sistema operativo - mentre l'utente continua a lavorare indisturbato su altro. È il primo passo dichiarato verso quella che OpenAI chiama una super app, e il messaggio ad Anthropic e al suo Claude Code è tutt'altro che velato.

Il computer sotto il controllo dell'agente
La novità più significativa è la funzionalità di controllo del computer. Codex può ora osservare ciò che appare sullo schermo, pilotare il cursore e interagire con applicazioni di terze parti - anche quelle prive di API pubblica. Più agenti possono operare in parallelo, ciascuno in background, senza interferire con quello che l'utente sta facendo in primo piano. OpenAI cita come casi d'uso l'iterazione su modifiche al frontend, il test di applicazioni e l'automazione di flussi di lavoro su programmi che non espongono interfacce programmabili.
C'è un asterisco importante: il controllo del computer è al momento esclusivo per macOS. Chi usa Windows dovrà attendere. E chi risiede nell'Unione Europea o nel Regno Unito è escluso anche dalla versione Mac - una limitazione geografica che probabilmente ha radici normative, ma su cui OpenAI non si è dilungata.
Memoria e automazione: l'agente che non dimentica
L'altro pilastro dell'aggiornamento è una funzionalità di memoria sperimentale. Codex è ora in grado di ricordare sessioni precedenti, preferenze dell'utente, flussi di lavoro ricorrenti, stack tecnologici e stile di lavoro. Può riprendere attività da conversazioni già avviate, portandosi dietro tutto il contesto accumulato.
La parte più ambiziosa - e, per certi versi, inquietante - è la capacità di auto-programmare lavoro futuro. Codex può autonomamente pianificare e proseguire attività «potenzialmente nell'arco di giorni o settimane», secondo la documentazione di OpenAI. Può anche proporre attivamente nuovi compiti basandosi sul contesto dei progetti aperti, sulla memoria e sui plugin collegati. Per i team, questo si traduce in automazioni che monitorano pull request e tracciano attività su Slack, Gmail e Notion.
Anche qui, le funzionalità di personalizzazione e memoria restano precluse agli utenti Enterprise, Education e a chiunque si trovi in UE o nel Regno Unito. OpenAI promette un rilascio «a breve».
Un browser tutto suo
Codex Desktop integra ora un browser proprietario basato sulla tecnologia Atlas di OpenAI. Non è un semplice visualizzatore: gli utenti possono annotare e commentare direttamente sulle pagine web per fornire istruzioni più precise all'agente. Per ora l'ambito è circoscritto principalmente allo sviluppo frontend e alla creazione di videogiochi.
Il piano a medio termine è più aggressivo. OpenAI prevede di cedere a Codex il pieno controllo del browser, con la possibilità di aprire siti, navigare flussi utente, catturare screenshot e ispezionare output - spingendo le capacità ben oltre le applicazioni web in locale. Se mantenuto, questo impegno trasformerebbe il browser integrato da strumento di sviluppo a canale di automazione web a tutti gli effetti.
Generazione di immagini e plugin
L'aggiornamento include anche l'integrazione del modello gpt-image-1.5 per la generazione di immagini direttamente nell'applicazione. I casi d'uso spaziano dai concept di prodotto alle grafiche per videogiochi, passando per mockup di interfacce, presentazioni e materiali visivi aziendali. Le immagini generate possono essere combinate con screenshot e codice all'interno dello stesso flusso di lavoro.
Sul fronte dei plugin, i numeri variano a seconda della fonte - si parla di oltre 90 nuove integrazioni, con alcune fonti che arrivano a 111. Tra i nomi figurano CodeRabbit, GitLab Issues, JIRA, Atlassian Rovo, Microsoft Suite e Slack. I plugin combinano competenze, integrazioni applicative e server MCP. Un esempio concreto: Codex esamina i canali Slack e Google Calendar dell'utente, poi genera un piano giornaliero.
Per gli sviluppatori: terminali multipli, SSH e altro
Oltre alle novità più appariscenti, l'aggiornamento porta funzionalità che gli sviluppatori apprezzeranno nel quotidiano. Il supporto per schede terminale multiple era atteso da tempo. È ora possibile modificare e rispondere direttamente ai commenti delle review su GitHub. L'accesso SSH a devbox remoti è disponibile in fase alpha, insieme ad anteprime avanzate per file come PDF e fogli di calcolo, apribili direttamente nella barra laterale.
Prezzi e numeri
Codex Desktop dichiara 3 milioni di utenti attivi settimanali ad aprile 2026. Accanto al piano Plus da 20 dollari al mese, OpenAI introduce un piano Pro a 100 dollari al mese, che offre limiti generali cinque volte superiori e limiti specifici per Codex dieci volte più alti rispetto al Plus. Per le aziende è prevista anche un'opzione di pagamento a consumo.
La partita con Anthropic
Difficile non leggere questo aggiornamento come una risposta diretta ad Anthropic. Claude Code viene descritto da più osservatori come lo strumento preferito da molte aziende nello spazio degli assistenti di programmazione basati su intelligenza artificiale. Anthropic aveva già annunciato che Claude e Cowork potevano controllare un Mac da remoto per conto dell'utente. OpenAI risponde con un'architettura che punta a integrare tutto - codice, automazione, browser, memoria, immagini, plugin - in un'unica applicazione.
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OpenAI stessa definisce questo aggiornamento come la «prima fase» di un progetto più ampio: fare di Codex Desktop non uno strumento tra tanti, ma il punto di accesso all'intero flusso di lavoro digitale. Quanto di questa visione sopravviverà al contatto con la realtà - e con i regolatori europei, che per ora tengono fuori dalla porta una fetta consistente di potenziali utenti - è la domanda che vale la pena tenere a mente.
Fonti: techcrunch.com, the-decoder.com, macrumors.com