Prezzi RAM in calo: fine dei rincari AI o tregua temporanea? (aggiornato: 31 marzo 2026, ore 22:31)
- a cura di: massimo.valenti
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Per mesi il mercato della RAM ha vissuto una stagione di rincari che sembrava non avere fine. La causa principale? L'appetito insaziabile dei datacenter dedicati all'intelligenza artificiale. Hyperscaler come Alphabet e OpenAI hanno fagocitato enormi quantità di chip DRAM per alimentare i propri cluster GPU basati su acceleratori Nvidia, lasciando le briciole al mercato consumer. Qualcosa ora si muove: i primi segnali indicano un'inversione di tendenza. I prezzi della DDR5 stanno scendendo, aprendo una finestra di opportunità per chi pianifica un aggiornamento del proprio PC.

La dinamica che ha portato ai rincari è chiara, nella sua brutalità. Tra la metà del 2024 e l'inizio del 2026, i costi della DRAM hanno subìto impennate impressionanti: fino all'80-90% in un singolo trimestre in alcuni segmenti, secondo i dati contrattuali disponibili
Produttori come Samsung e SK Hynix hanno spostato capacità produttiva verso la High Bandwidth Memory (HBM), la memoria ad alta larghezza di banda impiegata nei processori AI di fascia alta. Micron ha fatto lo stesso, privilegiando contratti a lungo termine con i datacenter e descrivendo la domanda legata all'intelligenza artificiale come «senza precedenti per scala e velocità».
Il risultato è stato un effetto a cascata. La memoria destinata a PC, console, veicoli e sistemi industriali è stata in buona parte reindirizzata verso i datacenter. Per il consumatore finale: prezzi più cari, meno scelta.
Un numero basta a inquadrare la portata del fenomeno: nel 2026 i datacenter sono sulla traiettoria per assorbire circa il 70% di tutti i chip di memoria prodotti a livello globale. La spesa in conto capitale per datacenter a livello mondiale è proiettata verso i 650 miliardi di dollari, con una fetta crescente legata ai carichi di lavoro AI. Pochi acquirenti enormi - Alphabet, OpenAI, e gli altri soliti noti - hanno concentrato la domanda, togliendo potere negoziale a tutti gli altri.
Le conseguenze si sono viste ovunque. Le spedizioni di PC sono previste in calo di circa il 9%, in parte proprio a causa dei costi dei componenti che hanno compresso i margini e rallentato i cicli di sostituzione. Gli smartphone non se la passano meglio, con volumi previsti in diminuzione del 5%. Apple ha segnalato pressioni sui margini dell'iPhone dovute all'aumento dei costi di memoria e componentistica. Perfino Tesla ha riportato attriti nella catena di approvvigionamento che hanno interessato sia il calcolo AI sia la produzione di veicoli.
Il mondo delle console non è immune. Sony starebbe valutando di posticipare la prossima PlayStation 6 al 2029, in parte per le difficoltà di approvvigionamento. Nintendo, dal canto suo, starebbe modellando un prezzo più alto per la prossima iterazione della Switch, proprio per coprire i maggiori costi di memoria e componenti.
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Dopo questa lunga fase di tensione, la DDR5 mostra qualche spiraglio. Due catalizzatori specifici hanno contribuito a invertire la rotta. Il primo è una nuova tecnologia di compressione sviluppata da Google, che riduce la quantità di DRAM necessaria per i carichi di lavoro AI. Il secondo è il passo indietro di OpenAI rispetto ad acquisti massicci di DRAM: un accordo del valore stimato del 40% della domanda sarebbe saltato.
In termini concreti, un kit Corsair Vengeance DDR5 che fino a poco fa veniva proposto a 189 dollari è sceso a 129 dollari - una riduzione di circa il 32%. Non è un dato sistemico sull'intero mercato, ma è un segnale direzionale. A questo si aggiunge la resistenza degli acquirenti: i prezzi avevano raggiunto soglie che molti - consumatori e aziende - non erano più disposti ad accettare. Quando la domanda si contrae, il mercato corregge.
Una dose di realismo, però, è d'obbligo. Gli analisti prevedono che l'offerta resterà contratta e i prezzi elevati rispetto ai livelli pre-crisi almeno fino al 2027. Gli acquirenti enterprise - aziende con esigenze IT importanti ma senza il potere d'acquisto di un hyperscaler - continueranno a fronteggiare tempi di consegna più lunghi e meno leva nelle trattative. I grandi clienti cloud e AI mantengono posizioni prioritarie presso i produttori di memoria.

Per chi sta assemblando o aggiornando un PC da gioco o da lavoro, però, il momento attuale è oggettivamente migliore rispetto a sei mesi fa. Il trend dei prezzi è in discesa. Non un crollo, ma un rilassamento graduale. Chi ha rimandato l'acquisto di un kit DDR5 aspettando tempi migliori potrebbe aver trovato la finestra giusta - o quantomeno una finestra meno dolorosa.
La lezione più ampia è strutturale. L'intelligenza artificiale ha ridisegnato le priorità della catena di approvvigionamento dei semiconduttori. I consumatori, i produttori di console e perfino i costruttori di automobili si trovano a competere per le stesse risorse con aziende che spendono centinaia di miliardi. È una dinamica destinata a ripresentarsi. La prossima volta che qualcuno vi dirà che l'AI non vi riguarda, mostrategli il prezzo del vostro prossimo banco di RAM.
Fonti: Facebook, Tech Sportskeeda, Medium
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