Windows 11 abbandona le PWA: le app integrate diventano 100% native con WinUI (aggiornato: 31 marzo 2026, ore 18:52)
- a cura di: massimo.valenti
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Microsoft ha confermato l'intenzione di ricostruire le applicazioni integrate di Windows 11 come software interamente nativo, abbandonando i wrapper web e i componenti basati su WebView che oggi appesantiscono buona parte dell'esperienza utente.

La situazione attuale è più ibrida di quanto l'utente medio sospetti. Molte delle applicazioni che Microsoft distribuisce con Windows 11 - e presenta come native - sono costruite solo parzialmente con WinUI. Il resto lo fa WebView, un componente che incorpora un browser all'interno dell'applicazione per renderizzare porzioni di interfaccia come fossero pagine web.
Prendiamo Clipchamp, ad esempio: si tratta di una Progressive Web App (PWA), cioè un pacchetto realizzato con tecnologie web e racchiusa in un guscio che simula un'applicazione desktop. Non è un'applicazione nativa, compilata per Windows.
Il risultato pratico è prevedibile. Maggiore consumo di memoria, reattività inferiore, incoerenza visiva con il resto del sistema e quella sensazione sottile ma persistente che l'applicazione non appartenga davvero al sistema operativo su cui gira. I wrapper web hanno un vantaggio innegabile - sono più rapidi da sviluppare e più facili da mantenere su piattaforme diverse - ma il compromesso in termini di prestazioni e integrazione si paga ogni giorno, ad ogni avvio.
Rudy Huyn, Partner Architect in Microsoft con responsabilità su Store e File Explorer, ha annunciato su X la formazione di un nuovo team dedicato alla costruzione di applicazioni completamente native per Windows 11.
Quando un utente gli ha chiesto direttamente se si potesse sperare in un abbandono delle PWA, la risposta di Huyn è stata secca: le applicazioni saranno «100% native». Tradotto in termini tecnici, significa costruite interamente sul framework WinUI e su Windows App SDK, senza ricorrere a WebView. Un'applicazione WinUI nativa accede ai controlli specifici di Windows, ai comportamenti di sistema e alle ottimizzazioni di prestazioni che un guscio web semplicemente non è in grado di sfruttare.
Microsoft non ha indicato quali applicazioni verranno ricostruite per prime, né ha fornito una tabella di marcia. Il team è ancora in fase di assemblaggio - l'annuncio di Huyn è, in sostanza, un'offerta di lavoro. Ricostruire da zero applicazioni distribuite a centinaia di milioni di utenti è un'impresa di ingegneria tutt'altro che banale, e la scelta di non richiedere esperienza specifica sulla piattaforma Windows suggerisce che Microsoft stia cercando competenze trasversali più che specialisti dell'ecosistema esistente.
Clipchamp è il candidato più ovvio per una riscrittura, dato il suo stato di PWA dichiarata. Ma il perimetro dell'iniziativa resta vago. Quante altre applicazioni integrate di Windows 11 subiranno il trattamento? Con quali tempistiche?
L'annuncio si inserisce in una serie di mosse che segnalano un ripensamento dell'esperienza Windows 11: la riduzione delle funzionalità superflue di Copilot, tempi di avvio più rapidi per File Explorer, la possibilità di ridimensionare e riposizionare la barra delle applicazioni, un layout più compatto che si avvicina a quello di Windows 10. Il filo conduttore è che Microsoft sta ascoltando le lamentele di una base utenti che ha trovato Windows 11 esteticamente rinnovato ma funzionalmente frustrante in troppi punti.
La scelta di passare al nativo puro vale anche come ammissione di colpa implicita. Per anni l'industria ha inseguito il miraggio delle tecnologie web come soluzione universale: "scrivi una volta, distribuisci ovunque", dicevano. Il problema è che "ovunque" spesso significa "da nessuna parte in modo eccellente". Microsoft, che sulla propria piattaforma ha il controllo completo dello stack, sta riconoscendo che per le applicazioni di sistema il compromesso non vale la pena. Meglio investire in software che sfrutti appieno ciò che il sistema operativo offre, piuttosto che appoggiarsi a un browser mascherato.
Se il team di Huyn manterrà la promessa, gli utenti di Windows 11 potrebbero ritrovarsi con applicazioni integrate che finalmente si comportano come ci si aspetterebbe da software distribuito insieme al sistema operativo: veloci, leggere, coerenti. Non è una svolta concettuale. È il ritorno a un'idea che non avrebbe mai dovuto essere abbandonata.
Fonti: Windowsforum, Reddit, Tweaktown