Le misure di contenimento dell'epidemia di Covid-19 hanno comportato un significativo ricorso al lavoro da casa e alla didattica a distanza. Di conseguenza, ciò si è tradotto in un aumento della domanda di nuovi PC in tutto il mondo. Sarebbe un buona notizia per i produttori di PC, se non fosse che vari fattori remano contro

Spedizioni PC diminuite 8% nonostante aumento domanda - FrShot_1586762798

Secondo un recente rapporto della società di ricerca Canalys, i fornitori hanno spedito 53,7 milioni di desktop, notebook e workstation in tutto il mondo nel primo trimestre 2020, con un calo dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: il più grande calo delle spedizioni di PC dal primo trimestre 2016.

Lenovo, HP e Dell hanno guidato l'industria con spedizioni rispettivamente di 12,8 milioni, 11,7 milioni e 10,5 milioni di sistemi. Tra i primi cinque fornitori, Apple è stata la più colpita, poiché il suo volume di spedizioni è sceso addirittura del 21% rispetto agli anni precedenti.

Ma se la domanda di PC è in aumento, a cosa è dovuto questo calo delle spedizioni?

Innanzitutto, Intel non aveva a disposizione una quantità sufficiente di CPU per far fronte alla crescente domanda del mercato.

Inoltre, dopo il capodanno lunare, molte fabbriche cinesi non sono state in grado di riaprire a causa delle restrizioni imposte per far fronte all'epidemia, ciò comportando un notevole blocco della produzione.

L'analista di Canalys Ishan Dutt ha affermato che nel secondo trimestre la produzione cinese riprenderà quasi regolarmente, ma nel contempo non si assisterà più ad una domanda di PC pari a quella del primo trimestre. Chi aveva bisogno di un computer per lavorare da casa non ne ordinerà certo un secondo. Quanto alle aziende, è molto improbabile che in un periodo di recessione globale investiranno in tecnologia. Pertanto, anche nel settore dell'hardware, si delineano tempi molto difficili.