Windows 10, supporto esteso fino al 2027: come iscriversi al programma ESU e quanto costa (aggiornato: 25 giugno 2026, ore 23:34)
- a cura di: massimo.valenti
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- Aggiornato: 25/06/2026, 23:34
- Pubblicato: 26/06/2026, 06:30
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Oggi Microsoft ha comunicato che il programma di aggiornamenti di sicurezza estesi (ESU) per Windows 10 durerà un anno in più, portando quindi la copertura fino al 12 ottobre 2027.

Il supporto ufficiale per Windows 10 si è concluso il 14 ottobre 2025. Da quel momento, niente più aggiornamenti di sicurezza, niente correzioni, niente supporto tecnico - fatte salve le versioni LTSC destinate agli ambienti aziendali.

Il programma ESU per i consumatori era nato come rete di sicurezza temporanea: un anno supplementare di patch critiche, fino a ottobre 2026, per dare il tempo di migrare a Windows 11 o sostituire l'hardware.
Ora quella scadenza slitta di dodici mesi. La nota aggiunta da Microsoft recita: «Questo post è stato aggiornato per riflettere il fatto che il programma ESU per Windows 10 destinato ai dispositivi personali viene esteso di un ulteriore anno, con copertura ora disponibile fino al 12 ottobre 2027. Questa estensione offre ai clienti più tempo per passare a un nuovo PC con Windows 11, continuando a ricevere aggiornamenti di sicurezza critici».
Chi è già iscritto al programma non deve fare nulla: la copertura viene prolungata automaticamente.
Il programma ESU consumer per Windows 10 rappresenta una novità storica: fino ad ora, gli aggiornamenti di sicurezza estesi erano riservati alle aziende e venduti a prezzi importanti. Per la prima volta, Microsoft li ha resi accessibili anche agli utenti privati, e sostanzialmente gratis.
Per maggiori informazioni e tutti i dettagli, si veda questa guida.
I numeri spiegano la decisione meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale. Secondo i dati StatCounter, a maggio 2026 Windows 11 detiene il 71,69% della quota di mercato mondiale tra i sistemi Windows, mentre Windows 10 è al 26,36%. Un progresso significativo rispetto all'ottobre 2025, quando i rapporti erano 55,18% contro 41,71%.
Ma il dato grezzo racconta una storia diversa: milioni di PC eseguono ancora Windows 10.
Il principale ostacolo alla migrazione resta lo stesso dal lancio di Windows 11: i requisiti hardware più stringenti, che escludono dall'aggiornamento una fetta consistente del parco macchine esistente. Per molti utenti - e per molti amministratori di sistema - passare a Windows 11 non significa installare un aggiornamento, ma acquistare un computer nuovo. Una prospettiva che diventa ancora meno invitante nel contesto attuale, dove la crisi dell'approvvigionamento di RAM sta spingendo al rialzo i prezzi dei nuovi PC, anche se Microsoft non ha confermato che questo fattore abbia influenzato la decisione di estendere il programma ESU.
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Il programma ESU consumer e quello enterprise sono distinti e separati. Le aziende possono acquistare fino a tre anni di aggiornamenti di sicurezza estesi a un costo complessivo di 427 dollari per dispositivo. Le fonti disponibili non riportano modifiche ai termini del programma aziendale.
L'estensione del programma consumer ha però implicazioni pratiche anche per chi gestisce infrastrutture IT. Molte piccole imprese, studi professionali e organizzazioni con budget limitati operano in una zona grigia tra l'uso personale e quello aziendale. Un anno in più di copertura significa un anno in più per pianificare migrazioni, negoziare contratti di acquisto hardware e - soprattutto - evitare lo scenario peggiore: decine o centinaia di macchine esposte a vulnerabilità senza alcuna patch disponibile.
Il rischio è concreto. Ogni dispositivo Windows 10 non coperto dal programma ESU è un dispositivo che non riceve correzioni di sicurezza. Le vulnerabilità scoperte dopo la fine del supporto restano aperte, pronte per essere sfruttate. Non è teoria: è il normale ciclo di vita del software che incontra la realtà di un parco installato che si muove con la velocità di un ghiacciaio.
Microsoft non ha spiegato perché ha concesso questa estensione, ma non servono dichiarazioni ufficiali per leggere la situazione. Un'azienda che aveva fissato una scadenza precisa e l'ha spostata in avanti senza annunciarlo - quasi sperando che nessuno se ne accorgesse - sta riconoscendo che la transizione a Windows 11 procede più lentamente del previsto. I requisiti hardware di Windows 11, che al lancio sembravano una scommessa aggressiva per accelerare il rinnovo del parco macchine, si sono rivelati un freno per una porzione significativa della base utenti.
L'estensione al 2027 compra tempo a tutti: agli utenti che non possono o non vogliono aggiornare, agli amministratori di sistema che devono giustificare budget per nuovi acquisti, e a Microsoft stessa, che evita di lasciare centinaia di milioni di dispositivi completamente scoperti sul fronte della sicurezza. È una soluzione pragmatica a un problema che l'azienda di Redmond si è in parte creata da sola. Il calendario, però, non si ferma: ottobre 2027 arriverà, e stavolta potrebbe non esserci un'altra nota a piè di pagina a salvare la situazione.
Fonti: microsoft.com, windowscentral.com, neowin.net