Video-conferenze gratis: Proton Meet è la nuova alternativa a Zoom. Parola d'ordine: privacy (aggiornato: 1 aprile 2026, ore 19:05)
- a cura di: massimo.valenti
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Dopo anni passati a costruire un ecosistema di servizi cifrati - dalla posta elettronica al cloud storage, dalla VPN al gestore di password - Proton aggiunge il tassello che mancava. L'azienda svizzera ha lanciato Proton Meet, un servizio di videoconferenza con crittografia end-to-end che punta dritto al cuore del mercato dominato da Zoom, Microsoft Teams e Google Meet. Il tempismo non è casuale: la fiducia verso le grandi piattaforme di comunicazione aziendale continua a erodersi, tra politiche di gestione dei dati opache e il crescente utilizzo delle conversazioni degli utenti per addestrare modelli di intelligenza artificiale.

La promessa di Proton è netta: tutte le videochiamate, le condivisioni dello schermo e i messaggi in chat sono protetti da crittografia end-to-end. Nessun log viene conservato. Proton stessa dichiara di non poter accedere ai contenuti delle riunioni, nemmeno volendo - lo stesso principio architetturale che l'azienda applica agli altri suoi prodotti: anche in caso di compromissione dei server, i dati resterebbero illeggibili per gli attaccanti.
La frecciata ai concorrenti è esplicita. Sul proprio sito, Proton scrive: «Zoom, Teams e Google Meet non usano la crittografia end-to-end per impostazione predefinita, o la applicano solo alle chiamate 1:1. Alcuni potrebbero persino usare le vostre chiamate per addestrare i propri strumenti di intelligenza artificiale». Una provocazione diretta, ma non infondata: le politiche di utilizzo dei dati di diverse piattaforme mainstream hanno sollevato dubbi legittimi negli ultimi anni.
C'è però un'assenza rilevante. Nessuna delle fonti disponibili cita un audit indipendente o una verifica tecnica di terze parti sulla corretta implementazione della crittografia end-to-end di Proton Meet. Per un servizio che fa della della privacy il proprio argomento di vendita principale, è un punto che prima o poi qualcuno vorrà approfondire.
Proton Meet è accessibile all'indirizzo proton.me/meet e non richiede un account Proton per essere utilizzato. La barriera d'ingresso è praticamente zero: chi accede in modo anonimo può avviare o partecipare a riunioni con un massimo di 4 partecipanti. Chi crea un account Proton gratuito sale a 50 partecipanti, con un limite di un'ora per chiamata.
La struttura ricorda quella di Zoom nella sua fase di crescita esplosiva durante la pandemia: un livello gratuito generoso abbastanza da attrarre utenti, con vincoli studiati per spingere verso i piani a pagamento.
Meet Professional costa 8 dollari al mese e promette «meno restrizioni», anche se al momento del lancio i dettagli completi non sono ancora stati pubblicati.
Per chi cerca una suite completa, c'è Proton Workspace Standard a 12,99 dollari per utente al mese (con fatturazione annuale) o 14,99 dollari mese per mese.
Il piano Workspace Premium sale rispettivamente a 19,99 e 24,99 dollari per utente al mese, aggiungendo spazio di archiviazione espanso, politiche di conservazione delle email e limiti più alti di partecipanti per le chiamate Meet - anche se il numero esatto non è stato reso noto.

Proton Meet non è un prodotto isolato. Si inserisce in Proton Workspace, una suite collaborativa che include Mail, Drive, Pass, Calendar (con pianificazione degli appuntamenti), VPN, Docs e Sheets. L'ambizione è chiara: offrire un'alternativa credibile a Google Workspace e Microsoft 365, tenuta insieme dalla stessa filosofia di privacy by design.
Due elementi distinguono l'offerta dalla concorrenza diretta. Proton include una VPN e un gestore di password nei propri piani aziendali - componenti che Google e Microsoft non offrono di serie nelle loro suite. I prezzi sono posizionati per risultare inferiori a quelli dei pacchetti comparabili di Microsoft 365 e Google Workspace.
Il messaggio è duplice: pagate meno, e in cambio nessuno minerà i vostri dati.
Quanto reggerà alla prova dell'uso quotidiano è tutto da vedere. Le videoconferenze sono un campo dove la qualità della connessione, la stabilità del servizio e l'integrazione con gli strumenti esistenti pesano quanto - se non più - delle garanzie sulla privacy. Proton ha dimostrato di saper costruire prodotti solidi nei segmenti in cui è entrata. Competere con le infrastrutture globali di Google e Microsoft nel territorio delle videochiamate è però un'impresa di ordine diverso. Il vantaggio, semmai, è che non deve vincere quella guerra: le basta convincere chi della privacy ha già deciso di fare una priorità.
Fonti: Sg News Yahoo, Proton Me, Howtogeek
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