In questa torrida estate, sulla scrivania di Zuckerberg è arrivata l'ennesima grana: per ragioni di sicurezza nazionale, l'FBI vorrebbe entrare in possesso di alcuni dati conservati dal social network. Tuttavia, se Facebook fornisse agli agenti federali queste informazioni, violerebbe l'accordo sulla privacy raggiunto con le autorità americane a fronte del pagamento di una maxi multa da 5 miliardi di dollari.
Dopo gli assistenti vocali Siri e Google Assistant, ora tocca a Microsoft fare la parte del curioso: secondo Motherboard, infatti, le conversazioni intercorse via Skype usando la relativa funzione di traduzione possono essere ascoltate dal personale dipendente dell'azienda di Redmond.
Gli assistenti vocali diventano sempre più popolari, ma il loro utilizzo nasconde non poche insidie in termini di privacy. Questa settimana è scoppiato il "caso Siri": The Guardian ha riferito che il personale addetto ad esaminare le registrazioni per migliorarne la qualità potrebbe sentire anche alcune conversazioni personali degli utenti.
Come già anticipato nelle scorse settimane da alcune voci di corridoio, Facebook e la Federal Trade Commission hanno finalmente ufficializzato l'accordo sulla privacy che pone fine alla tormentata vicenda nata dal caso Cambridge Analytica.
Avete giocato con FaceApp per vedere come potrebbe essere il vostro aspetto fra un trentina d'anni e ora siete preoccupati dalle accese polemiche in ambito "privacy"? Ebbene, niente paura. Eliminare le proprie foto da FaceApp è piuttosto semplice: basta seguire questa procedura
Il diritto all'oblio, inteso come diritto alla non diffusione di precedenti pregiudizievoli dell'onore di una persona, va garantito anche quando il soggetto può essere identificato tramite dati diversi dal nome e cognome.
Dopo il boom di FaceApp, sono puntualmente arrivate le raccomandazioni di "esperti" che sconsigliano agli utenti di usare a cuor leggero questa app, in quanto potenzialmente lesiva della privacy e non rispettosa della policy sul trattamento dei dati sensibili. Ma a guardarci bene, il panico è ingiustificato e presenta alcune sfumature xenofobe.
La Federal Trade Commission americana e Mark Zuckerberg hanno raggiunto un accordo che prevede una multa record a carico di Facebook per le reiterate violazioni della privacy dei suoi utenti.
Brutte notizie per i turisti che si apprestano ad entrare in Cina attraversando la frontiera tra il Kirghizistan e la regione dello Xinjiang: saranno costretti a subire l'installazione forzata di uno spyware sui loro smartphone Android, che fornirà alle autorità locali tutti i messaggi di testo e altri dati sensibili presenti sui dispositivi in questione.
Il co-fondatore di Wikipedia Larry Sanger ha esortato il popolo del web a boicottare i social network per 48 ore, nelle giornate del 4 e 5 luglio prossimi. Lo sciopero ha l'obiettivo di pretendere più attenzione per la tutela della privacy e dei dati personali degli utenti.
YouTube è ormai al centro della vita digitale di ognuno di noi ed ha il potere di tenere incollato allo schermo tanto un ragazzino quanto un adulto. Ogni video che guardiamo dice qualcosa su di noi e sulle nostre abitudini, ma con qualche piccolo accorgimento possiamo provare a mettere al sicuro la nostra privacy.
Nei giorni scorsi tutti, gli organi di informazione hanno riservato molto spazio ad una sentenza della Corte di Cassazione che darebbe il via libera, ai privati, ad installare impianti di videosorveglianza che riprendono la pubblica via. Ma è proprio così? Lette le motivazioni della Corte, la tesi della liberalizzazione è quantomeno semplicistica.
I collettivi hacker LulzSecITA e Anonymous Italia si sono resi protagonisti di una diffusione di dati personali di oltre trentamila avvocati italiani, appartenenti agli ordini professionali di Roma, Matera, Caltagirone e Piacenza. Tra le vittime anche soggetti illustri, tra cui spicca la sindaca di Roma Virginia Raggi. Ad annunciare gli effetti dell'attacco sono stati gli stessi hacker (Anonymous spiega le ragioni con un post nel suo blog).
Google Chrome è da tempo il browser preferito dagli internauti italiani; le ultime statistiche (aggiornate al mese di aprile 2019) mostrano un notevole distacco rispetto ai concorrenti, occupando il primo gradino del podio delle preferenze con quasi il 63%.
Quando visualizzi il profilo LinkedIn di qualcuno, quest'ultimo riceve una notifica che mostra il tuo nome e gli comunica che hai visitato il suo profilo. Se però vuoi navigare in modalità privata, senza che le persone visitate ricevano segnalazioni in merito alla tua visita, segui questa guida.
La popolare applicazione per Android WiFi Finder, scaricabile su Google Play Store e ottimamente recensita, ha lasciato le password di oltre due milioni di router, incluse le reti domestiche, esposte su Internet in chiaro.
Ci sono siti a cui, per vari motivi che non discuteremo in questo articolo, non possiamo accedere, per limitazioni imposte dalla legge, per la censura, blocco del provider o geolocalizzazione ci impediscono di fare qualcosa che noi vogliamo invece fare. Con una VPN-Proxy possiamo superare questi limiti e accedere praticamente ovunque. L'utilizzo di questi metodi di collegamento, non dovrebbe essere una cosa continuativa, ci sono servizi che per funzionare richiedono un indirizzo IP italiano, per esempio Raiplay e le sue dirette streaming mentre la vostra banca potrebbe non gradire di ricevere richieste da indirizzi IP stranieri e segnalarvele come sospette o bloccarle.
Con l'arrivo di Windows 10 e i suoi successivi aggiornamenti, molti utenti della rete si sono lamentati che Microsoft abbia infarcito il sistema operativo di funzionalità, servizi e App, poco utili per la maggior parte di noi e troppo "curiose" di quello che facciamo quando navighiamo o lavoriamo con il computer. Sono così apparse numerose guide e programmi che ci spiegano come comportarci, o cosa disabilitare, per garantirci una maggiore privacy. Private Win10, oltre alla gestione della privacy disabilitando le funzioni di Windows ritenute non necessarie, garantisce un controllo sempre attivo sui programmi che cercano di collegarsi al Web uscendo dal vostro computer, permettendovi di bloccarli e creare direttamente delle regole sul firewall di Windows.
Il business del ventunesimo secolo è indubbiamente la raccolta e la catalogazione dei dati da sfruttare per proporre pubblicità mirata, ricavare statistiche e/o rivendere a soggetti terzi interessati. Rimanere fuori da questo business, iniziato da Google, "migliorato" da Facebook (non più dati anonimi!), per una grande azienda informatica può essere una grave perdita e quindi anche Microsoft (dopo averci già provato con il motore di ricerca, Bing) non poteva rimanerne fuori a lungo. Ecco, allora, Windows 10, il primo nella storia dei sistemi operativi Microsoft ad essere stato proposto (o imposto??) come aggiornamento gratuito per le tre ( t-r-e !!!) versioni precedenti (Windows 7, 8 e 8.1), che ha fatto inorridire un sacco di utenti attenti alla privacy per la sua invasività.
Quando lavoriamo al computer, navighiamo, scriviamo un documento, lasciamo delle tracce all'interno del nostro hard disk che potrebbero essere ricercate, da personale esperto, per venire analizzate e rivelare molte cose di noi e delle nostre abitudini. Per fare una pulizia completa di queste tracce proveremo Avira Privacy Pal, un programma gratuito distribuito da Avira gli stessi produttori del rinomato antivirus.
Windows 10 1803 (aggiornamento di Aprile 2018) mostra tutti i file aperti, ora e nei giorni precedenti, all'interno della nuova Sequenza temporale: una funzione pratica, che consente di riaprire rapidamente applicazioni e documenti ai quali abbiamo lavorato negli ultimi tempi. Chi desiderasse tutelare la propria privacy da occhi indiscreti, è libero di rimuovere alcuni elementi e/o disabilitare completamente la conservazione dello storico. Vediamo allora come disattivare Sequenza temporale in Windows 10
Abbiamo visto qual'è la procedura migliore per cancellare definitivamente l'account di Facebook ma probabilmente molti non se la sentono di prendere una decisione così drastica, perché ritengono questo canale l'unico che possono utilizzare per alcuni indispensabili contatti; vediamo quindi come è possibile continuare ad utilizzare questo social network condividendo il minimo possibile di dati!
Dopo il caso di Cambridge Analytica, sembra che molti utenti di questo social network abbiano preso coscienza di quello che è effettivamente questa piattaforma e molti si sono decisi a eliminare il proprio account, fosse anche temporaneamente, solo come forma di protesta. Anche se la procedura "standard" è piuttosto semplice c'è un metodo più complesso e laborioso che però consente di non perdere importanti contatti e cancellare tutti i dati condivisi. Potremo suddividere il processo di cancellazione in 5 fondamentali passaggi da eseguire per lo più tramite PC (non tramite l'app dello smartphone) e in un arco di tempo variabile che potrete scegliere autonomamente: disconnessione, backup, pulizia, avviso e cancellazione.
Finalmente hai attivato Desktop remoto, configurato tutto quanto e ora lavori con il tuo PC di casa/ufficio da qualsiasi luogo del mondo (magari via smartphone!): complimenti! Ma c'è un piccolo problema che, forse, hai sottovalutato: se un cracker riuscirà ad ottenere la password dell'account Windows, potrà a propria volta "sedersi" davanti al tuo PC, installare malware e rubare i documenti... standosene comodamente nel suo scantinato in Russia o Cambogia! Fortunatamente, Windows integra alcuni strumenti che possono aiutarci a limitare drasticamente il pericolo che questo accada. Vediamo allora come mettere in sicurezza un PC con Desktop remoto attivo
Facebook prevede una funzionalità di blocco che ci consente di impedire ai contatti sgraditi di visualizzare il nostro profilo, i contenuti che inseriamo o di mandarci messaggi. Vediamo allora come bloccare qualcuno su Facebook tramite PC (via web) o da app per Android, e quali conseguenze comporti