A partire da febbraio 2027, ogni smartphone e tablet venduto nell'Unione Europea dovrà avere una batteria sostituibile dall'utente con strumenti comuni, senza bisogno di attrezzature proprietarie o un dottorato in microelettronica. Il regolamento EU riscrive le regole del gioco per l'intera industria mobile. Per i consumatori italiani - che spesso si trovano a scegliere tra una riparazione costosa e l'acquisto di un telefono nuovo - le implicazioni sono enormi.
Spegnere e riaccendere il router. Un consiglio che sembra provenire dall'operatore del call center prima ancora di capire il problema. Eppure stavolta a darlo è la National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti, affiancata dall'FBI e da una serie di partner internazionali. L'avviso è legato a un'operazione giudiziaria concreta contro una rete di router domestici compromessi dall'intelligence militare russa. Il messaggio della NSA è sintetizzato in uno slogan che non lascia margini: «Don't be a victim!».
Aggiornare i plugin di WordPress o Joomla è uno di quei gesti quasi automatici per chi gestisce un sito web. Anzi: su molte istanze, è letteralmente un automatismo. Ma cosa succede quando il canale di aggiornamento stesso diventa il vettore d'attacco? Il 7 aprile 2026 è accaduto esattamente questo agli utenti di Smart Slider 3 Pro, plugin diffuso su WordPress e Joomla con oltre 800.000 installazioni attive sulla sola piattaforma WordPress. Un attaccante ha compromesso l'infrastruttura di aggiornamento di Nextend, lo sviluppatore del plugin, sfruttandola poi per distribuire una versione con malware incorporato. Chiunque abbia premuto "aggiorna" - o avesse gli aggiornamenti automatici attivi - ha installato una backdoor sul proprio sito
Chi gestisce infrastrutture Microsoft 365 in ambienti aziendali conosce bene il rituale: un problema di attivazione di Office su decine di postazioni, Outlook che smette di sincronizzare senza motivo apparente, una disinstallazione che si rifiuta di completarsi dal Pannello di controllo. Per anni, il tool Microsoft Support and Recovery Assistant (SaRA) è stato lo strumento da riga di comando su cui amministratori di sistema e utenti esperti si affidavano per automatizzare la diagnostica via script PowerShell, spesso su intere flotte di computer. Ebbene: quello strumento non esiste più. Microsoft lo ha rimosso SaRA da tutte le versioni supportate di Windows con gli aggiornamenti rilasciati a partire dal 10 marzo 2026, e gli script esistenti hanno smesso di funzionare
Quando Windows non risponde come dovrebbe, potete provare a usare Perfmon (Performance Monitor), o Monitoraggio Risorse, per creare dei report di diagnostica dei suoi problemi e delle prestazioni del sistema operativo. Non tutti i dati saranno magari chiarissimi, anzi alcuni non lo sono neanche per me e i meno esperti dovranno farsi aiutare, però potete farvi un'idea dei problemi del vostro computer.
Perfmon
Negli ultimi mesi, in molti stanno segnalando un problema alquanto tedioso. Lanciando l'utility di update di Windows 7, la ricerca degli aggiornamenti tramite Windows Update è divenuta lentissima: il tool mostra il testo Ricerca di aggiornamenti in corso... e l'indicatore di progressione si muove, ma poi non succeda nulla e la schermata rimane indefinitamente in questo stato. Fortunatamente, Microsoft ha rilasciato una serie di patch -da scaricare ed installare manualmente- che correggono la situazione e permettono nuovamente di utilizzare Windows Update per trovare e installare gli aggiornamenti
Al lavoro, presso una sede del cliente, lo stesso computer viene utilizzato da decine di persone, capita così molto spesso che i dischi fissi di questi computer siano completamente pieni e non ci sia neanche lo spazio per caricarci neanche un file di testo di pochi Kb. Questo accade perché Windows, durante il suo normale funzionamento scrive dei file temporanei, dei file di log, lascia dei resti di installazione dei programmi e tanto altro nella cartella Temp, e non solo, all'interno del proprio account di Windows. Se moltiplicate lo spazio inutilmente occupato per un numero indefinito di account si capisce perché, a un certo punto, il disco fisso si riempia completamente.
Nel mondo di oggi, in cui la tecnologia sta diventando la base principale per il funzionamento efficace delle aziende, la questione della manutenzione del software sta diventando la pietra angolare delle operazioni di successo. Tuttavia, molti imprenditori spesso trascurano questo importante aspetto, concentrandosi maggiormente sullo sviluppo di nuovi prodotti o servizi
In alcune circostanze può risultare interessante modificare i file di installazione di Windows. Ma... come fare, poi, per ricostruire l'immagine ISO di Windows preservando la capacità di avviare il PC? Per semplificare al massimo l'operazione, TurboLab.it presenta Windows Bootable DVD Generator: un tool ad interfaccia grafica che consente di ri-generare il disco di installazione di Windows (ISO) partendo dai file che lo compongono in poche cliccate
Capita di sovente che, nella lista dei programmi installati sul PC Windows, siano presenti molteplici versioni del pacchetto Visual C++: generalmente sono Microsoft Visual C++ 2019, 2017, 2013, 2015. In molti casi, però, troviamo anche le vecchissime generazioni 2013, 2010, 2008, 2005. La domanda di molti smanettoni è dunque prevedibile: posso rimuovere (disinstallare) le vecchie versioni Microsoft Visual C++ senza effetti collaterali oppure devo conservare tutto? In questo articolo facciamo chiarezza e rispondiamo alla domanda in modo chiaro e semplice
PhoenixPE è il nuovo programma che utilizzo per la creazione di supporti di boot WinPE, va a sostituire l'ambiente creato da Win10XPE, che ho usato per tanti anni ma che non viene più sviluppato, e supporta anche la versione 23h2 di Windows 11 che utilizzerò per la creazione dell'immagine ISO avviabile. A cosa ci serve un supporto WinPE? Quando vi troverete di fronte ad un computer il cui sistema operativo non si avvia più, per qualsiasi motivo, quando vi sarete dimenticati la password dell'account amministratore di Windows o un malware ha infettato i file, vi accorgerete di quando è utile avere un sistema operativo a parte con cui avviare il computer, tentare di riparare i problemi e, male che vada, recuperare i file importanti per dare poi il via a una formattazione e reinstallazione di Windos.
I file di grandi dimensioni nascosti sul disco rigido sono spesso causa del calo delle prestazioni del vostro Mac, che risulterà così molto lento anche per le operazioni più semplici. I moderni hard disk sono estremamente capienti, con spazi di archiviazione che fino a pochi anni fa sarebbero apparsi fantascientifici. I Computer attualmente in vendita, infatti, montano solitamente HD che vanno dai 2 ai 4 Tera Byte, ma non è difficile imbattersi in memorie rigide capaci di raggiungere e perfino superare i 10 Tera byte.
Da tempo avevo notato questo errore 15100 nella descrizione dei servizi di Windows, ora mi sono accorto che si è aggiunto un errore 2 e così ho deciso di trovare una soluzione. Premessa, il mio computer non ha nessun problema, quindi anche se avete lo stesso tipo di messaggio dovreste poter vivere tranquillamente senza fare nessun intervento, è solo per una questione di estetica e perché non mi piace veder comparire degli errori nel sistema operativo.
Quando colleghiamo una periferica qualsiasi al nostro computer, Windows la configura e scrive i suoi dati (driver e impostazioni varie) nel registro di configurazione, però questi dati e driver potrebbero, a un certo punto, rovinarsi e crearci dei problemi. A questo punto dobbiamo cancellarli per poterli reinstallare e ripristinare il funzionamento della periferica.
Microsoft ha in lavorazione una sua utility, chiamata PC Manager, per una gestione più facilitata delle varie operazioni di controllo e manutenzione del sistema operativo. Invece di andare a frugare tra le varie opzioni presenti nelle Impostazioni di Windows, stanno cercando di radunare tutto in un'unica interfaccia. Al momento il programma è in fase Beta, quindi soggetto a possibili bug, lo si può trovare in un sito Microsoft solo in lingua cinese e questo è il link diretto per scaricare PC Manager
Le app presenti nelle versioni più recenti di Windows sono sempre di più, sono spesso criticate, apprezzate, non utilizzate (dai tradizionalisti come me), in ogni caso ormai fanno parte del sistema operativo e se proprio ne vogliamo/possiamo farne a meno, dobbiamo procedere con la loro rimozione per liberare spazio sul disco fisso. Quando la cosa va a ripetersi ad ogni reinstallazione, o grosso aggiornamento periodico, diventa necessario trovare un automatismo che ci aiuti in questa operazione. Avevamo visto alcune modalità di rimozione in un precedente articolo, oggi conosceremo O&O AppBuster.
Se con il mouse passate sopra al pulsante per ingrandire/rimpicciolire una schermata di Windows 11, quella di un browser, di Word o di esplora risorse, vi appare un menu dove potete scegliere un layout diverso per il vostro schermo. La cosa potrà essere utile per chi ha grandi schermi ed è magari abituato a suddividerli per gestire più cose sullo stesso monitor. A me questa funzione non serve, e non riesco ad abituarmi ad utilizzarla, quindi questa comparsa del menu la voglio eliminare.
In fase di acquisto del nostro nuovo computer abbiamo deciso di scegliere un disco fisso di dimensioni non troppo elevate, per risparmiare qualche Euro, pensando che ci potesse bastare, così dopo aver installato i programmi, o i giochi, che ci servono e trasferito i dati dal vecchio computer, lo spazio sul disco fisso è quasi esaurito. Anche durante il normale utilizzo del computer produciamo tanta "spazzatura" che può riempire il disco di file inutili.Vediamo quindi come recuperare spazio sul disco fisso e poter riprendere a lavorare tranquillamente.
Hibit Uninstaller, dal nome, sembra essere il "solito" disinstallatore di programmi, come Revo uninstaller, Iobit Uninstaller o Bulk Crap Uninstaller, quando però si apre il menu Strumenti si scoprono tante altre utility per la manutenzione del sistema operativo, dalla pulizia del registro e dei file inutili, alla rimozione delle app di Windows o dei programmi/servizi in esecuzione automatica e tante altre cose, il tutto in un programma disponibile anche in versione portable.
Ogni volta che avviate il computer dell'amico, o di un cliente, che vi ha chiesto aiuto, vi capiterà di "lamentarvi" dell'interminabile attesa prima di poter operare normalmente. Windows, a ogni avvio, carica una serie di programmi e servizi che servono al normale funzionamento del sistema operativo, molti sono obbligatori e indispensabili, però di alcuni di questi possiamo fare tranquillamente a meno. Come decidere di quali si può fare a meno? Esperienza, aiutarsi con Google e un buon forum dove richiedere aiuto. Vediamo come funziona Autoruns che ci permette di vedere moltissime informazioni su questi programmi.
La procedura di upgrade a Windows 10 21H2 Aggiornamento di Novembre 2021 crea automaticamente un backup della build precedente, occupando una quantità di disco variabile fra 3 e 20 gigabyte. Lo scopo è permettere all'utente di tornare indietro in caso di problemi. Se però tutto funziona regolarmente, non c'è motivo di conservare tutta questa spazzatura! Fortunatamente, agendo tramite il tool integrato nel sistema operativo, possiamo fare pulizia molto rapidamente
Le app preinstallate di Windows 11 (e Windows 10) sono tante e, molto spesso, per noi inutili e mai utilizzate, molti le possono definire app bloatware, così vediamo come rimuoverle definitivamente dal nostro sistema operativo con il comando dism e non solo.
Qualsiasi programma di Microsoft Office io tentassi di avviare non ottenevo altro che questo messaggio d'errore e un codice che non avevo mai visto 0x426-0x0. Per fortuna la soluzione è stata più semplice del previsto.
Può capitare di installare dei programmi che svolgono funzioni simili tra di loro e quindi si "rubino" i file e la possibilità di aprirli e modificarli. Quando se ne disinstalla uno, non sempre Windows restituisce al vecchio programma la gestione di questi file, ma per rimettere le cose a posto bastano pochi passaggi.Lo stesso Windows 10, ogni tanto, decide di cambiare le associazioni dei file, in particolare con i PDF, e di riassegnarli a Edge.
Quando il vostro computer "impazzisce" e si riavvia continuamente, o si blocca in schermata blu, se avete già reinstallato il sistema operativo e aggiornato tutti i programmi e driver presenti, una delle possibili cause rimaste è un problema con la memoria RAM installata nel computer.Il modo migliore, oltre ad alcune prove che vedremo meglio nel seguito dell'articolo, per capire se un banco di RAM è difettoso è quello di eseguire una serie di test con il programma MemTest86. Il programma MemTest86 è stato rilasciato, per la prima volta, da Chris Brady nel lontano 1994, da alcuni anni il suo sviluppo è passato nelle mani di PassMark Software.